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Cittadinanzattiva: “Crisi idrica più grave di quelle del 2012 e del 2017, chiediamo lo stato di calamità”

La coordinatrice di ‘Cittadinanzattiva Montefalcione-Avellino-Bassa Irpinia’ Angela Marcarelli aggiunge: “L’Alto Calore ha ancora 49 milioni di euro da spendere per il rifacimento delle condotte idriche: rimoduliamoli dove c’è più emergenza”

Da Cittadinanzattiva due proposte per risolvere a stretto giro l’emergenza idrica: dichiarare lo stato di calamità per ottenere subito un fondo di emergenza statale e utilizzare quei 49 milioni di euro che l’Alto Calore ha ottenuto nel 2019 dalla Regione proprio per procedere con la sostituzione delle condutture idriche fatiscenti. La crisi idrica a cui sta andando incontro l’Irpinia (insieme al Beneventano) è di quelle storiche, tanto che Cittadinanzattiva chiede di agire ad horas, prima che si troppo tardi. A farsi portavoce di questa emergenza è Angela Marcarelli (coordinatrice Rete Tutela Consumatori Campania Aps e coordinatrice A.T. Cittadinanzattiva Montefalcione Avellino Bassa Irpinia – Reti Tutela consumatori e Tribunale per i Diritti del Malato di Avellino): ha messo mano alla penna e ne è nato un accorato appello “a tutte le istituzioni preposte per assicurare la fornitura del servizio idrico quale fonte indispensabile per lo svolgimento degli atti quotidiani di vita dei cittadini nei territori dei comuni delle province di Avellino ed in parte di Benevento, compromesse da mesi dal fenomeno di siccità registratosi con un calo delle sorgenti che non si è registrato nemmeno negli ultimi simili fenomeni siccitosi del 2012 e 2017”.

RETI TROPPO FATISCENTI, RIPARARLE E’ UNO SPRECO: VANNO SOSTITUITE

“Dalle analisi fatte – scrive Marcarelli – sono emersi tre elementi fondamentali che incidono sulla crisi idrica irpina: la diminuzione della portata delle sorgenti, la vetustà delle reti (incluse le condotte adduttrici) che sono diventate cosi fatiscenti da determinare una dispersione che in alcuni tratti raggiunge anche il 65% dell’acqua immessa in rete, e la mancanza di risorse economiche per la sostituzione delle reti che in alcuni tratti sono cosi fatiscenti da non consentire più alcun tipo di riparazione se non con costi che ricadrebbero direttamente ed inutilmente sui cittadini”.

QUEI 60 MILIONI DI EURO GIA’ CONCESSI DALLA REGIONE: NE SONO RIMASTI ANCORA 49 

“Il recupero dell’acqua dispersa attraverso un piano di sostituzione delle reti, a partire da quelle più fatiscenti, a nostro avviso, è una strada reale e percorribile per affrontare in modo repentino sia la diminuzione della portata delle sorgenti che la carenza di acqua per i cittadini. Resta da individuare le risorse economiche per affrontare un importante investimento indispensabile per la qualità degli atti quotidiani di vita dei cittadini irpini ed in parte sanniti anche sotto il profilo della sicurezza sanitaria. Negli incontri pubblici di queste settimane è stata evidenziata la difficoltà di reperire risorse economiche utili ad attuare la sostituzione delle reti, a partire da quelle non più riparabili. Quello che però non è emerso è che di fatto si può già iniziare ad attuare il Piano di sostituzione delle reti investendo, sui tratti ritenuti più fatiscenti e che non consentono la riparazione, i 49 milioni di euro rimasti dopo lo stanziamento da 60 milioni di euro concesso nel 2019 e che è stato già reso disponibile dalla Regione Campania (un risultato ottenuto in seguito ad un forte interessamento nostro, con reiterata corrispondenza intercorsa tra gli allora autorevolissimi prefetti di Avellino e Benevento in occasione della precedente crisi idrica del 2017)”.

CALAMITA’ NATURALE COME IN BASILICATA, POSSIAMO CHIEDERE LO ‘STATO DI EMERGENZA IDRCA’

“Inoltre riteniamo che lo stato di emergenza dovuto all’attuale fenomeno di siccità (aggravato ancor di più dalla dispersione) è tale anche sotto il profilo della sicurezza sanitaria ed alimentare e che pertanto si può formalizzare ad horas ogni propedeutica attività… finalizzata a proporre, per il tempo necessario, la dichiarazione dello Stato di Emergenza Idrica da parte della Presidenza del Consiglio dei Ministri, come già avvenuto di recente in Basilicata con la delibera del 21 ottobre 2024 , visto che in questo periodo sta vivendo lo stesso fenomeno di siccità e di conseguenza di crisi idrica. E’ superfluo osservare che la dichiarazione temporale della dichiarazione dell’eventuale stato di emergenza oltre a consentire immediati e nuovi finanziamenti permette il commissariamento, che sarebbe utile per superare anche problematiche connesse al perfezionamento della gestione dell’ Alto Calore, e soprattutto di rimodulare ed impiegare senza l’ordinaria burocrazia i predetti 49 milioni di euro disponibili, almeno nella maggiore parte in cui sono già finanziati lavori per i Comuni nei quali le condotte sono soggette a meno rotture o comunque le cui reti reggono maggiormente alle sollecitazioni della pressione del flusso dell’acqua, specie nel momento in cui è riattivato i servizio dopo le riparazioni”.

APPELLO A TUTTI GLI ENTI PREPOSTI: RIMODULAZIONE URGENTE DEI 49 MILIONI DI EURO

“Tanto premesso, noi, quali portatori di interessi generali diffusi, chiediamo a tutti gli enti preposti, in particolare ai signori Prefetti di interessarsi di persona della risoluzione della grave criticità (anche in considerazione di quanto già fatto dagli autorevoli colleghi che li hanno preceduti dopo la crisi idrica del 2017 che hanno contribuito allo stanziamento da parte della Regione Campania di 60 milioni di euro, di cui solo 11 sono stati finora spesi) ponendo in essere ogni attività necessaria alla rimodulazione ad horas dell’impiego del finanziamento dei restanti 49 milioni di euro per sostituire le reti non più riparabili da individuare sui tratti che negli ultimi mesi sono state oggetto di ripetute ed inutili riparazioni perché non resistono più neanche alla pressione dell’acqua alla riattivazione del servizio di fornitura idrica; sollecitiamo ogni atto e/o provvedimento propedeutico a richiedere al governo la dichiarazione dello stato di calamità per grave fenomeno di siccità che ha ridotto aL lumicino le sorgenti di Cassano e Montella, dove secondo l’allarme lanciato dal quotidiano Il Mattino di oggi la risorsa dell’acqua non avrebbe mai raggiunto un livello così basso e che quello che sta per arrivare sarà un Natale con il rubinetto a secco nell’ambito dei territori del Distretto Idrico irpino-sannita”.

AL PRESIDENTE LENZI: CONVOCARE I SINDACI E IL CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE DELL’ALTO CALORE

Questa stessa lettera è stata alla Regione Campania, al presidente della giunta regionale ed all’assessore interessato alle risorse idriche. Mentre al presidente dell’Alto Calore Cittadinanzattiva “chiede formalmente di interessare i consiglieri del consiglio di amministrazione dell’Alto Calore valutando un loro formale interessamento anche attraverso una riunione, anche dell’assemblea dei sindaci tenuto conto della gravità e del perdurare della crisi di cui tutti ci dovremmo occupare ciascuno per quanto di rispettiva posizione e competenza”.

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