Dei 60 milioni di euro stanziati nel 2019 dalla Regione Campania per la sostituzione delle reti idriche, ben 49 milioni risultano ancora inutilizzati, questo il dato che evidenzia la lettera di Cittadinanzattiva. Quei fondi, sottolinea l’associazione, dovrebbero essere subito rimodulati e destinati ai tratti di condotte di acqua potabile più compromessi, quelli in cui le perdite sono più gravi e le riparazioni ormai impossibili.
«Si può e si deve iniziare subito – scrive Angela Marcarelli – senza attendere ulteriori stanziamenti. Quei fondi sono già disponibili grazie a una forte interlocuzione avviata nel 2017 con le Prefetture di Avellino e Benevento, ma ad oggi solo una minima parte è stata impiegata. Ogni giorno di ritardo rappresenta acqua persa, costi inutili e disagi crescenti per la popolazione».
Verso la dichiarazione dello stato di emergenza idrica
Oltre all’utilizzo immediato dei fondi, Cittadinanzattiva chiede con forza la proclamazione dello stato di emergenza idrica da parte della Presidenza del Consiglio dei Ministri, richiamando il precedente della Basilicata, dove nell’ottobre 2024 fu adottato un provvedimento analogo. La dichiarazione consentirebbe non solo di sbloccare ulteriori risorse straordinarie, ma anche di nominare un commissario straordinario capace di superare le lentezze burocratiche che da anni bloccano ogni piano di ammodernamento della rete.
La base normativa esiste già: il decreto legislativo 2 gennaio 2018 n.1 prevede, agli articoli 7, 16 e 24, la possibilità di dichiarare lo stato di emergenza in caso di eventi di rilievo nazionale che mettano a rischio la sicurezza dei cittadini e la continuità dei servizi essenziali. «L’acqua – ricorda l’associazione – è un bene primario, indispensabile non solo per la vita quotidiana ma anche per la tutela della salute pubblica».
L’appello ai sindaci: unire le forze per salvare il territorio
Cittadinanzattiva invita i sindaci dei comuni interessati a seguire l’esempio di Montefredane, che ha già approvato una delibera per sollecitare l’apertura dello stato di crisi idrica. «Serve un’azione corale – si legge nella nota – capace di far sentire la voce di oltre cinquecentomila cittadini che vivono quotidianamente interruzioni del servizio e rischiano di vedere compromessi i loro diritti fondamentali».
L’associazione sottolinea come interventi tampone, quali autobotti o soluzioni provvisorie, non siano più sufficienti. Ogni riparazione parziale non solo costa, ma rischia di peggiorare la situazione: il continuo mettere e togliere pressione alle condotte genera nuove rotture, mentre l’acqua sollevata ma mai erogata comporta sprechi energetici ed economici insostenibili.
Un Natale a rischio rubinetti a secco
L’allarme lanciato dal quotidiano Il Mattino nei giorni scorsi fotografa la gravità della situazione: se non si interviene immediatamente, l’Irpinia e parte del Sannio potrebbero vivere un Natale con i rubinetti a secco. Uno scenario che metterebbe in ginocchio famiglie, attività produttive e strutture sanitarie, aggravando una condizione già definita “insopportabile” dai promotori dell’appello.
«Non si tratta più di una questione tecnica o amministrativa – conclude Cittadinanzattiva – ma di una vera e propria emergenza sociale. Chiediamo che le istituzioni tutte, a partire dai Prefetti, si attivino affinché le risorse già disponibili vengano finalmente utilizzate e affinché si proceda con ogni atto necessario per dichiarare lo stato di emergenza idrica».
Anna Bembo


