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Clan Partenio, minacce al testimone: due anni e due mesi a Freda, assolto Evengelista

Due anni e due mesi e venti giorni di condanna a Renato Freda, già condannato nel processo al Nuovo Clan Partenio. Assoluzione per Massimo Evangelista con la formula “per non aver commesso il fatto”. Entro novanta giorni le motivazioni. Si è chiuso così il giudizio con rito abbreviato per le minacce al teste di accusa nel processo al Nuovo Clan Partenio, Afonso Gnerre. Il pubblico ministero della Dda di Napoli, Anna Frasca aveva chiesto la condanna per i due imputati a due anni e sei mesi di reclusione davanti al Gup Logozzo per Renato Freda e Massimo Evangelista, accusati di intralcio alla giustizia aggravato dal metodo mafioso per la vicenda delle presunte minacce al testimone Alfonso Gnerre,che avrebbe dovuto testimoniare in aula contro l’imputato Carlo Dello Russo.

In aula c’era stata anche la discussione dei due penalisti Gaetano Aufiero e Patrizio Dello Russo legali degli imputati. Proprio loro avevano posto l’attenzione sulla decisioni dei magistrati della Sesta Sezione della Corte di Cassazione, accogliendo il ricorso contro la misura cautelare presentata dal penalista Aufiero in favore di Evangelista (scarcerato ndr), ovvero che gli atti di pg relativi alle sommarie informazioni rese dalla stessa presunta vittima Alfonso Gnerre non sarebbero stati utilizzabil, perché non si era proceduto a sospendere il verbale per denunciare lo stesso.

Nella discussione il penalista Gaetano Aufiero, ha chiesto l’assoluzione del suo assistito e anche la trasmissione degli atti in Procura relativamente a quanto riferito da Gnerre in aula per l’ipotesi di reato di calunnia. Quella che, come pure ha affermato lo stesso Aufiero, Gnerre ha compiuto nei confronti dei Carabinieri, parlando di un verbale seguito a quello del settembre 2021 che non è agli atti. Non solo, il penalista aveva sopttolineato la circostanza che, anche alla luce delle dichiarazioni rese in aula dalla parte offesa, la Procura avesse chiesto ancora la condanna nei confronti di Evangelista, che proprio alla luce delle accuse aveva scontato sia una parte della misura in carcere che un lungo periodo, almeno quattro mesi ai domiciliari, fino al giorno della scarcerazione.

Sendo quanto ricostruito dalle indagini dei militari dell’Arma, a carico dei due, raggiunti da una misura cautelare, grazie alle dichiarazioni raccolte da parte della stessa vittima, erano stati acquisiti gravi indizi di colpevolezza a carico dei due soggetti, che in due distinte occasioni ,avevano avvicinato Gnerre, minacciandolo e imponendogli di non presentarsi in udienza qualora citato o comunque di testimoniare il falso a favore degli imputati. Nella prima circostanza Gnerre sarebbe stato minacciato all’interno di un’area di servizio, dove sarebbe stato avvicinato da Evangelista, che non conosceva e che avrebbe poi identificato successivamente in foto. La seconda circostanza, invece in un negozio di Prata, dove Gnerre sarebbe stato minacciato da Freda che conosceva personalmente.

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