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Avellino, 4.600 euro per difendere il Comune contro il Nuovo Clan Partenio: ma la questione camorra resta tabù politico

Il Comune di Avellino ha impegnato 4.600 euro per costituirsi parte civile in Cassazione, ma il tema camorra continua ad essere assente dalla campagna elettorale per le Comunali del 24 e 25 maggio prossimi

Il Comune di Avellino ha stabilito la cifra da pagare all’avvocato che ha curato gli interessi dell’ente nel processo, recentemente arrivato in Cassazione, contro il Nuovo Clan Partenio: si tratta del presidente dell’ordine degli avvocati di Napoli, Carmine Foreste, per il quale è stata ora ufficialmente impegnato la cifra di circa 4.600 euro. Allo stesso avvocato il Comune di Avellino aveva affidato anche l’incarico di costituirsi parte civile per l’Ente nel precedenti grado di giudizio, con un’apposita delibera firmata l’estate scorsa sempre dal commissario straordinario del Comune di Avellino Giuliana Perrotta.

Un incarico esterno che la dottoressa Perrotta ha motivato con l’esigenza di far seguire ad un avvocato di provata esperienza un incarico così delicato, come è stato infatti quello di tutelare (in qualità di parte civile) gli interessi dell’Ente nel processo al clan di camorra che avrebbe preso il posto del clan Genovese, vecchio clan attivo sul territorio di Avellino e dintorni fin dal dopo terremoto del 1980. Finiti in carcere quei primi capoclan, gli investigatori hanno scoperto che al loro posto erano subentrati dei nuovi reggenti, sempre attivi nella gestione delle estorsioni e del racket nella città capoluogo.

IL TEMA CAMORRA NELLA CAMPAGNA ELETTORALE DI OGGI

Una ennesima riprova, se mai ce ne fosse stato bisogno, che il fenomeno della camorra è reale ed attuale nella città di Avellino, ma nonostante questo la classe politica locale, attualmente impegnata nella campagna elettorale per le elezioni amministrative del 24 e 25 maggio prossimi, continua a sottovalutare il problema. Continua a far finta che non sia un argomento degno del proprio impegno istituzionale. Con le dovute eccezioni: in questo articolo di qualche giorno fa (clicca qui per leggerlo) abbiamo infatti verificato che solo una delle tre coalizioni in campo ha previsto nel proprio programma elettorale un impegno concreto anche su questo fronte, e cioè l’istituzione di una Commissione consiliare permanente anticamorra. Una proposta che era stata avanzata anche nel corso dell’ultima consiliatura, ma che non aveva trovato la convergenza di tutte le forze politiche.

LA SENTENZA DEL 16 APRILE SCORSO
Il mese scorso il pronunciamento dei giudici della Cassazione contro gli imputati del Nuovo Clan Partenio. Ecco come quel giorno diede la notizia lo stesso Ministero della Difesa: “Nel pomeriggio odierno, a seguito del rigetto del ricorso proposto alla Suprema Corte di Cassazione dalle difese di alcuni condannati per affiliazione al Nuovo Clan Partenio, operante in Avellino e provincia, i carabinieri del comando provinciale di Avellino, hanno dato esecuzione ai provvedimenti restrittivi definitivi a carico di 5 persone emessi dall’Ufficio Esecuzioni della Procura Generale della Repubblica di Napoli. Rintracciati presso i consuetudinari domicili ed espletate le formalità di rito, sono stati associati presso la Casa Circondariale di Bellizzi Irpino per espiare le condanne comminate dalla Corte di Appello di Napoli e confermate dalla Suprema Corte. L’attività investigativa, che portò nel 2019, all’esecuzione di una misura custodiale a carico di 23 persone ritenute promotori e affiliati al clan attivo soprattutto nel settore delle estorsioni ed usura, furono condotte dai militari del Nucleo Investigativo sotto il coordinamento della Procura Distrettuale Antimafia di Napoli. La sentenza di primo grado fu emessa dal Tribunale di Avellino nel luglio 2023 con pene per oltre 250 anni di carcere, sostanzialmente confermate dalla Corte di Appello di Napoli nel giugno 2025 e successivamente dalla Corte di Cassazione”.

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