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Nuovo clan Partenio, niente domiciliari per Valente: può riallacciare i legami criminali

Niente arresti domiciliari per Carmine Valente, alias ‘Caramella’, condannato in via definitiva per partecipazione al Nuovo Clan Partenio: per i giudici della Cassazione una misura attenuata non gli impedirebbe di “riallacciare i legami criminali che egli aveva intrattenuto in modo tanto stabile da connotare la sua condotta come quella di partecipazione al clan camorristico”

“Niente arresti domiciliari per Carmine Valente, alias “Caramella” condannato in via definitiva per partecipazione al “Nuovo Clan Partenio”. Per i giudici della Cassazione, anche una misura attenuata non gli impedirebbe di “riallacciare i legami criminali che egli aveva intrattenuto in modo tanto stabile da connotare la sua condotta come quella di partecipazione al clan camorristico”.

A stabilirlo i giudici della Corte di Cassazione. A loro avviso anche una misura attenuata non gli impedirebbe di “riallacciare i legami criminali che egli aveva intrattenuto in modo tanto stabile da connotare la sua condotta come quella di partecipazione al clan camorristico”. Lo stesso  Sostituto Procuratore generale Roberto Patscot, aveva concluso la sua requisitoria chiedendo che il ricorso fosse dichiarato inammissibile.

IL RICORSO

La difesa di Valente aveva impugnato l’ ordinanza di rigetto dell’appello che era stato proposto da Valente contro l’ordinanza del 30 ottobre nel quale si chiedeva la sostituzione della misura della custodia cautelare in carcere con la misura cautelare degli arresti domiciliari. La misura della custodia cautelare in carcere era stata applicata a Valente con l’ordinanza firmata il 17 settembre 2019 del G.i.p. del Tribunale di Napoli in quanto “gravemente indiziato dei reati di partecipazione all’associazione camorristica armata Nuovo Partenio e per estorsione continuata e pluriaggravata”. Con l’ordinanza del 30/10/2025, la Corte d’appello di Napoli aveva dichiarato la perdita di efficacia della custodia cautelare in relazione al reato di partecipazione all’associazione camorristica armata “Nuovo Partenio” per decorso dei relativi termini di durata massima. Ma aveva rigettato la richiesta del Valente di sostituzione della misura della custodia cautelare in carcere con la misura cautelare degli arresti domiciliari per le contestazioni di “estorsione continuata e pluriaggravata in concorso”. Per i giudici: “poiché il Valente era colui che “sovrintendeva” le attività estorsive che venivano compiute dall associazione criminale, ne discendeva logicamente che l’estorsione pluriaggravata per la quale egli si trovava ristretto in carcere non costituiva “un episodio isolato, ma il segno della sua intraneità”.

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