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Classi in rete, le nuove tecnologie per diffendere le scuole dei piccoli comuni

Difendere le piccole scuole, sfruttando le opportunità offerte dalla Rete. E’ uno degli obiettivi dell’istituto di ricerca Indire (Istituto nazionale documentazione, innovazione, ricerca educativa), sostenuto dal Ministero dell’istruzione, per promuovere buone pratiche di didattica e di inclusione e garantire un’alta qualità dell’offerta didattica. Una sfida da cui è nato il Movimento delle piccole scuole, fondato nel 2017 e sostenuto dal ministero dell’istruzione tramite Indire, che ha attivato una raccolta dati tramite adesione diretta degli istituti: a oggi ne hanno registrati 8.848, più altri 1.460 che sono piccole scuole con le pluriclassi, in cui gli studenti di età diverse sono in una stessa aula, in comuni che rischiano di spopolarsi anno dopo anno.

Un progetto quello legato alle Piccole scuole, a cui il ministero dell’istruzione contribuisce con i fondi della politica di coesione: il progetto del valore di 1,24 milioni di euro, secondo i dati del portale OpenCoesione, è realizzato nell’ambito del programma operativo nazionale (Pon) “Per la scuola”, finanziato nel ciclo 2014-2020 dai fondi strutturali europei e coordinato in questi anni dalla ricercatrice Giuseppina Mangione di Indire. 

L’obiettivo, oltre a produrre contenuti e materiali destinati alle scuole del movimento, ma anche a quelle “tradizionali”, è una formazione specifica ai docenti che operano in contesti geograficamente svantaggiati, con particolare attenzione alle aree interne, come è anche la Marsica.

La ricerca svolta in questi anni ribadisce come la presenza di scuole in un territorio, anche con un numero esiguo di studenti, è un’opportunità per tutta la comunità e in più permette di sperimentare modalità didattiche che i ricercatori definiscono “non standard” in situazioni che non sono adatte al modello dominante di organizzazione delle lezioni ma anche degli spazi fisici dell’insegnamento. Fondamentale per salvaguardare le piccole scuole è il ricorso alle nuove tecnologie.

Tra i percorsi  portati avanti dal movimento Piccole scuole progetti come Classi in rete, la sperimentazione nata da un percorso di studio teorico condotto dal gruppo di ricerca INDIRE sulle piccole scuole  con il Centre scolaire du Fleuve et des Lacs (Ministère de l’éducation et de l’enseignement supérieur du Québec). Si tratta di un’esperienze di didattica d’aula condivisa non solo tra una o più classi, ma anche con soggetti della collettività locale, della regione, della provincia, dello Stato o addirittura di altri Paesi. Tra il 2020 e il 2021 questo modello didattico è stato sperimentato in alcune piccole scuole abruzzesi ed è divenuto oggetto d’indagine da parte dei ricercatori INDIRE che hanno rilevato come questa metodologia faciliti la progettazione didattica per temi, lavorando in modo transdisciplinare e per competenze, e il lavoro nelle pluriclassi. Un esperimento, quello delle Classi in Rete, attuato positivamente in 13 scuole d’Abruzzo con 40 insegnanti formati. Si è partiti dalla scelta di un contenuto intorno a cui è stato costruito il gemellaggio tra scuola e ciascuna ha scelto di affrontare quel tema secondo una differente modalità didattica, a partire dalla piattaforma knowledge Forum messa a disposizione dall’Università di Toronto. 

Una sfida, quella del digitale, che si arricchisce di nuove potenzialità grazie ai fondi del Pnrr con l’obiettivo di creare ambienti innovativi di apprendimento o laboratori per le professioni digitali del futuro.

 

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