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Vigilanza Rai, Floridia si dimette. Ad Avellino aveva denunciato il blocco imposto dalla maggioranza

Aveva rilanciato con forza la sua battaglia per la libertà d’informazione anche in occasione della presentazione del libro “C’era una volta la Rai” alla libreria Mondadori di Avellino promossa dal Gruppo Territoriale 5Stelle. In quella occasione Barbara Floridia, presidente della Commissione di Vigilanza Rai, senatrice dei 5 Stelle, aveva posto l’accento sul blocco della commissione di vigilanza della Rai, “con una maggioranza che non ci permette di riunirsi e operare. Ma questa denuncia resta fine a sè stessa se i cittadini non comprendono che la battaglia in difesa del lavoro della commissione è di tutti, poiché il servizio pubblico è un bene della comunità”. Ribadiva, inoltre, come la Rai, per tornare a svolgere la funzione che svolgeva un tempo, ha bisogno di “risorse stabili e certe, di una nuova legge che regoli la composizione del Cda e liberi la Rai da partiti.  C’è un regolamento europeo e rischiamo di incorrere nelle infrazioni se non cambiamo le regole del gioco, in ballo c’è la libertà”.

Ieri le dimissioni dal ruolo di Presidente della Commissione Parlamentare di Vigilanza Rai, chiarite in un lungo post sui suoi social, in cui ha evidenziato come la Commissione non sia stata messa nelle condizioni di garantire la pluralità all’interno della televisione pubblica e che, col governo attuale, sembra avere non poche difficoltà di gestione.

“Oggi ho consegnato ai Presidenti del Senato e della Camera le mie dimissioni da Presidente della Commissione parlamentare di Vigilanza Rai. È una decisione sofferta ma necessaria e inevitabile. Ho dovuto prendere atto che restare e denunciare non è servito. Non mi resta che dare un segnale forte dinanzi all’arroganza e all’uso spregiudicato che questa maggioranza fa delle istituzioni e delle Commissioni parlamentari. Sento vivo dentro di me l’onore e la disciplina che si devono al ruolo che rappresento, per queste ragioni non posso restare a guardare impotente. Floridia continua denunciando, ancora una volta, lo stato in cui da mesi si trova la Commissione di Vigilanza, bloccata alla maggioranza di Governo: “Non era mai accaduto nella storia della nostra Repubblica che un organo di garanzia fosse tenuto in ostaggio di chi governa. E io con esso”. Punta l’indice contro “una gestione del servizio pubblico che palesemente e senza un minimo di pudore ha premiato quasi esclusivamente l’appartenenza politica, mortificando il merito, la qualità, l’indipendenza e perfino la sostenibilità economica delle scelte editoriali”.

E a proposito dei prossimi palinsesti, spiega come sono stati confermati nomi che sostengono il governo, nonostante i loro programmi “si sono trasformati, puntualmente, in clamorosi fallimenti.” La decisione arriva a un anno dalle elezioni e non è casuale: “servirebbe una Commissione attiva e vigile sul servizio pubblico, perché manca persino il pudore di nascondere ciò che sta accadendo”. Fino a ribadire di non essere “disposta a trascorrere l’ultimo anno di questa legislatura assistendo impotente alle richieste di audizioni da parte delle opposizioni sistematicamente bocciate dalla maggioranza per impedire di fare domande, di pretendere risposte, di chiedere conto a chi sta gestendo la Rai”.
A dimettersi anche capigruppo di opposizione nella Commissione parlamentare di Vigilanza Rai, comunicano le loro dimissioni. A firmarla sono Stefano Graziano (PD), Dario Carotenuto (M5S), Angelo Bonelli e Giuseppe De Cristofaro (AVS) e Maria Elena Boschi (IV), che dichiarano:

“Come componenti delle forze di opposizione della Commissione parlamentare di vigilanza Rai, abbiamo rassegnato tutti, con effetto immediato, le nostre dimissioni. È un atto politico necessario, conseguenza della paralisi che da mesi impedisce alla Commissione di svolgere il proprio ruolo di garanzia, a causa delle divisioni interne alla maggioranza e di una gestione che ne ha di fatto svuotato le funzioni. Una scelta maturata dopo i ripetuti appelli, rimasti inascoltati, ai Presidenti delle Camere, Ignazio La Russa e Lorenzo Fontana, e nonostante il richiamo del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, al pieno funzionamento degli organi di garanzia del Parlamento”
Puntuale la replica dei componenti del centrodestra nella Commissione di Vigilanza che sostengono di dimettersi anch’essi da una Commissione che, a loro dire, sarebbe stata «occupata, sequestrata e strumentalizzata in maniera irresponsabile dalla sinistra».

 

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