Giovedì, 12 Marzo 2026
03.36 (Roma)

Ultimi articoli

“Con gli incendi aumenta il rischio di dissesto idrogeologico. Fondamentali pulizia e opere taglia fuoco”

Parla Fernando Zaccaria, agronomo, che fornisce un quadro di ampio respiro sui rischi legati agli incendi sul medio-lungo termine e l’importanza della prevenzione

Fernando Zaccaria, agronomo ambientalista che vigila sulla condizione dei nostri boschi, nelle ultime settimane due importanti incendi hanno interessato i monti del Partenio.

Dal Monte Vallatrone alla zona che costeggia la città di Mercogliano, sono andati in fumo più di due ettari di terreno. Quali sono i danni?

Bisogna fare una distinzione tra i danni immediati legati alla perdita di vegetazione e all’alterazione dell’equilibrio in quelle zone e quelli che vedremo tra qualche anno. Avremo sicuramente un cambiamento dello scenario vegetazionale. Nelle aree interessate non avremo più boschi per un lungo tempo e mancherà l’equilibrio che causerà l’ingresso di una nuova flora e fauna. Nel tempo si assisterà ai cosiddetti danni da dissesto idrogeologico. Gli incendi sono causa di una perdita di consistenza vegetazionale”.

 Cosa comporterà e quando vedremo le vere conseguenze?

L’albero intercetta la pioggia smorzando l’energia cinetica di cui è dotata, cosicché quando cade sul terreno lo fa con meno forza. Venendo facilmente assorbita dal terreno, si evita quell’effetto di dilavamento legato anche agli apparati radicali che essendo ancora vivi fungono da rete di contenimento del terreno.

Con l’incendio tutto questo non si verifica. Non lo vedremo a breve, ma in inverno o nei prossimi anni. Il rischio è alto. Anche perché la cenere che si va a depositare sul terreno determina una certa impermeabilità. Quindi, tenendo presente che con l’assenza degli alberi l’acqua batte direttamente sul suolo, si avrà un effetto dilavamento maggiore sulla superficie. Si determina un effetto di erosione poiché il terreno agrario viene trasportato via creando nel tempo un ambiente roccioso e molto degradato. Qui l’uomo deve intervenire con azioni di manutenzione straordinaria volti a ricostituire la flora del territorio ed a consolidare i pendii. C’è da tenere in considerazione anche il danno economico. L’intervento delle forze di spegnimento ha un costo enorme, al quale si aggiunge quello di ricostituzione delle aree boscate. Bisogna favorire lo sviluppo delle piante autoctone che sono più resilienti”.

Quindi aumentano i rischi legati al dissesto idrogeologico

Non esistendo più il bosco si alterano le condizioni di quel territorio, impattando sulla fauna e flora locale. L’incendio elimina quella rete di protezione rappresentata dalle piante e soprattutto dagli alberi. Il terreno viene esposto direttamente all’azione battente delle piogge, aggravata negli ultimi anni dal fatto che con i cambiamenti climatici in atto esse sono molto più intense. Delle vere e proprie bombe d’acqua”.

Spesso parliamo di ambienti popolati da una certa tipologia di fauna. Cosa accade in questi casi?

La fauna mobile riesce a spostarsi e a mettersi in salvo, tipo gli uccelli. Il problema sono le nidificazioni in atto in quel momento e i cuccioli di volpi e di altri mammiferi nascosti nelle tane. Così come per gli insetti predatori e necrofagi che sono particolarmente interessanti dal punto di vista del territorio”.

Si parla spesso di prevenzione, ma i terreni incolti non aiutano fornendo combustibile alle fiamme e diventando un ostacolo per i soccorsi

La gestione preventiva dei boschi è una questione cruciale. Sono importanti alcuni tipi di interventi, come la costituzione delle fasce tagliafuoco, che vengono fatte ai margini dei boschi, lungo le strade con la funzione di rallentare l’avanzamento del fuoco, esse prevedono l’eliminazione dei cespugli al fine di non consentire alle fiamme di raggiungere la chioma degli alberi, mantenendosi rasente al terreno.

Bisogna agire in modo diretto. La prevenzione serve ad evitare il danno, al peggio a contenerlo entro limiti “accettabili”. Occorre realizzare quelle opere, sentieri antincendio, viali tagliafuoco, vasche di raccolta acqua, piazzole di atterraggio per elicotteri che permettono agli operatori di intervenire prima che l’incendio diventi irrecuperabile.

Si deve inoltre sottolineare che le realizzazioni di opere di prevenzione diretta non devono essere traumatiche per il territorio e non devono causare trasformazioni irreversibili. Per tale motivo si deve fare ricorso a tecniche, che puntino, soprattutto, sui processi successionali di recupero e sull’aumento delle capacità di resilienza, evitando, per quanto possibile, interventi che comportano trasformazioni, quali ad esempio invasi di rifornimento idrico in cemento sopraelevato o nuove strade“.

E parliamo di incendi scaturiti quasi sempre dalla mano dell’uomo…

C’è sempre la mano dell’uomo e le condizioni climatiche di certo non aiutano. Parlare di sensibilizzazione è importante, ma basta l’azione di un singolo irresponsabile per vanificare tutto. L’ultimo incendio sembra sia partito dalla strada provinciale, parliamo quindi di un’area non demaniale ma di una zona privata. L’abbandono dei nostri terreni, sempre più frequenti, rappresenta un vero e proprio problema per il futuro poiché non di proprietà demaniale e quindi non possono essere sottoposti ad interventi di mitigazione, diventando delle vere e proprie aree a rischio incendio. Spesso è difficile risalire anche ai reali proprietari”.

Qual è il ruolo dei Comuni e in che modo dovrebbero approcciarsi rispetto a questa problematica?

I comuni, con la loro proprietà demaniale, dovrebbero impiegare parte dei proventi derivanti annualmente dai tagli boschivi e dalla fida pascoli, per effettuate quelle opere di miglioramento previsti dal piano di gestione comunale, che include anche la prevenzione agli incendi (i viali tagliafuoco, opere di raccolta e distribuzione acqua, sentieri antincendio) e altro (sentieristica). Devono smettere di utilizzare la montagna per coprire talvolta la propria incapacità amministrativa salvando i loro bilanci comunali attraverso lo sfruttamento dell’unica risorsa sicura, la montagna, utilizzandola spesso come un semplice bancomat da cui trarre solo vantaggi ma non curando la sua tutela”.

Condividi

Cronaca

La Polizia di Stato di Avellino ha denunciato, in stato di libertà, quattro persone per truffa aggravata e tentata truffa….

Nell’ambito dei rafforzati servizi di controllo del territorio nell’area dell’Alta Irpinia, anche in base a quanto emerso in sede di…

Processo di Appello da rifare per uno dei componenti della banda dedita ai furti sgominata nel 2018 dai Carabinieri della…

Attualità

Momenti di apprensione a Serra di Pratola, frazione del Comune di Pratola Serra, per circa 5 incendi che hanno circondato…

Francesco Sellitto, presidente dell’Ordine dei Medici di Avellino. Uno sguardo sulle criticità territoriali, dal pronto soccorso dell’Ospedale Moscati di Avellino…

Leggi anche

Buone prospettive occupazionali per Irpinia e Sannio nel primo trimestre del 2026. Secondo i dati del Sistema Informativo Excelsior, diffusi dalla Camera di Commercio Irpinia Sannio, le imprese dei due territori programmano complessivamente 11.960 assunzioni tra gennaio e marzo. Nel solo mese di gennaio sono previste 4.280 entrate: 2.570 in...

Freddo arrivo e neve in arrivo fino in collina in Irpinia. Lo annunciano gli esperti dell’osservatorio di Montevergine sulla pagina social. “La situazione meteorologica sembra infatti preparare il terreno a un episodio di maltempo invernale, atteso sul territorio irpino nella giornata di mercoledì. Gli ingredienti per fenomeni nevosi fino a...

Un terremoto di magnitudo ML 1.9 è avvenuto nella zona: 2 km SE Nusco (AV), ieri alle 23:39:53 (UTC +01:00) ora italiana con coordinate geografiche (lat, lon) 40.8732, 15.1052 ad una profondità di 13 km. Il terremoto è stato localizzato da: Sala Sismica INGV-Roma. Non si segnalano danni a cose...

Una sinergia tra scuola e territorio per educare ad un uso consapevole dell’acqua. E’ la sfida lanciata dal sindaco di Monteforte Fabio Sirico e dalla dirigente scolastica dell’IC Aurigemma Filomena Colella nel corso del confronto su “Acqua e risorsa idrica” promosso dall’Istituto in collaborazione con l’Associazione “Insieme per Avellino e...

Ultimi articoli

Attualità

“Nel mio libro ho raccontato una storia vera, e l’ho fatto come se fosse una favola”. “La principessa di Bengodi”…

Ci tiene a fare chiarezza l’Istituto Superiore De Gruttola. In merito alle dichiarazioni rilasciate dal vicesindaco e assessore competente prof.ssa…

Il 24 marzo prossimo l’irpino Giovanni Esposito, componente della VIII Commissione “Affari Sociali e Sanità”, presieduta da Mimmo Loffredo, e…

Segui il Corriere dell'Irpinia

Informativa Privacy

Questo sito utilizza cookies per migliorare servizi ed esperienza dei lettori. Le informazioni raccolte dai cookies sono conservate nel tuo browser e hanno la funzione di riconoscere l'utente quando ritorna sul nostro sito web e aiutare il nostro team a capire quali sono le sezioni del sito ritenute più interessanti ed utili.

Puoi modificare le impostazione dei cookies nelle sezioni a sinistra.

Una versione estesa della nostra privacy policy invece è visionabile al seguente indirizzo Privacy Policy