di Don Gerardo Capaldo
Cattolici, cristiani ortodossi, evangelicali, anglicani, luterani, pentecostali, valdesi, metodisti, testimoni di Geova, battisti…. Tutta una storia di divisioni e purtroppo anche di lotte e dispersioni che hanno in gran parte reso vanno il messaggio cristiano. Così anche tra gli stessi cattolici .
Cattolici praticanti, indifferenti, progressisti, contestatori, individualisti, conservatori, lefevriani…. associazioni, movimenti e gruppi che rischiano di isolarsi. Ciò che poi da vari anni sta accadendo in Ucraina e nella Palestina sta sotto gli occhi di tutti.
Nella stessa Bibbia la storia di Israele si configura come una guerra continua per assicurare al Popolo eletto la Terra promessa sottraendola all’idolatria. Non sono dogmi di fede, ma fasi alterne di una evoluzione molto lenta verso il Regno di universale giustizia e pace annunciato dal Cristo.
Davanti alle grida strazianti di gran parte dell’umanità, afflitta dalla fame, dalle guerre, dalle malattie e tante altre sofferenze, non ci sono frontiere. Gesù passa dalla Galilea alla Giudea, alla Samaria, alle zone di Tiro e di Sidone, diffondendo ovunque i segni della salvezza.
Al grido di dolore della donna cananea, che invoca la guarigione della figlia epilettica,gli stessi discepoli sono scossi dalla sua insistenza (Mt 15,22). Ma Gesù sembra renitente, adottando quel rigido puritanesimo giudaico spesso condannato. Un artificio letterario, secondo gli studiosi, per porre maggiormente in risalto l’universalità della salvezza.
Ben vengano le diverse tradizioni. Viva la libertà, anche se la verità è una sola. “Vediamo allora prima ciò che ci unisce – affermava Giovanni XXIII – poi vedremo ciò che ci divide”.



