di Ranieri Popoli
La crisi vitivinicola in Campania e in Irpinia. Ne parliamo con Rino Ricciardelli, Sindaco di Santa Paolina, uno degli otto comuni dell’Areale DOCG “ Greco di Tufo “ .
Sindaco, secondo lei dove sono da ricercare le cause di questa delicata situazione che sta interessando il settore vitivinicolo campano?
A mio avviso sono da ricercare innanzitutto nell’essere seri e realisti partendo dal fatto che questo settore, come altri dell’agricoltura e del mondo della produzione, è parte integrante di un sistema economico e di mercato internazionale dove non vi sono regole di garanzia e tutela sufficienti per cui la fa da padrona la logica del più forte. La nostra provincia risente di questa situazione e l’Irpinia pur essendo terra di tre DOCG e diverse DOC non sconfina come quelle del Prosecco e della California. Noi abbiamo la qualità e la diversificazione che sono un prezioso ma anche delicato presupposto che ha bisogno di una politica di tutela e di valorizzazione diversa dai vini toscani o veneti e che, purtroppo, per diversi motivi stenta ad affermarsi.
Il 27 luglio scorso la Confederazione Italiana Agricoltori –C.I.A. della Campania ha avvertito che il pericolo era imminente e il suo Commissario, l’irpino Stefano Di Marzo, ha messo nero su bianco chiedendo all’Assessorato regionale dell’Agricoltura la convocazione di un Tavolo operativo in tal senso.
L’iniziativa della CIA Campania è stata quanto mai seria e tempestiva e non appena resa pubblica non ho avuto problemi ad appoggiarla, insieme agli altri sette Sindaci dell’Areale del “Greco di Tufo” , attraverso una nota ufficiale rivolta anch’essa ai medesimi destinatari regionali. Questo perché, sempre in un contesto di collaborazione e di responsabilità ogni forza associativa competente e tutti i soggetti istituzionali della filiera facciano fino in fondo la loro parte in quanto si ha il dovere di non lasciare irrisolta questa complessa situazione e soli gli stessi operatori dei nostri territori che sono quelli che stanno maggiormente subendo le conseguenze di questa crisi.
Dalle sue parole si deduce una sorta di stato di allarme e di un appello al “Facciamo presto” .
Per mia natura non sono uno che fa allarmismi o è dedito alla demagogia spicciola e la vicenda della proposta della famigerata “DOC Campania” lo dimostra visto che abbiamo svolto proprio a Santa Paolina un importante e schietto incontro aperto con l’allora Assessore al ramo. Abbiamo saputo di un’attenzione dell’Assessore regionale Serluca e di una sua seria iniziativa rispetto alla questione. Noi siamo consapevoli che non tutto è nelle nostre mani ma non siamo neanche più autorizzati a coprirci di falsa coscienza. Quando un kg di uva DOCG arriva a 60 centesimi non è solo un dato economico sconcertate ma anche la cifra di un sistema che non può reggere a lungo perché significa far restare sul campo solo i più forti e i più furbi e non la massa di agricoltori e trasformatori che hanno investito una vita intera nella nostra terra.
In conclusione, Sindaco, l’attenzione resterà alta?
Certamente, e io invito i Sindaci degli altri Areali irpini a seguire il bell’esempio di quelli del “Greco di Tufo” in quanto è solo facendo fronte comune, unendo le forze e i sentimenti delle nostre realtà locali, si possono raggiungere quantomeno importanti livelli di attenzione e considerazione e io mi auguro vivamente che questa sia la strada futura per tutti.



