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Rione Mazzini, dopo la sparatoria si avverte meno sicurezza. Con l’Oratorio Anspi l’impegno dei volontari per il quartiere

Insieme al presidente dell’Oratorio Anspi Luigi D’Argenio cerchiamo di capire qual è lo stato di salute di Rione Mazzini e cosa si può fare per migliorare la vivibilità del quartiere

Qual è lo stato di salute di Rione Mazzini? Cosa si può fare per migliorare la vivibilità del quartiere? Più illuminazione, recupero degli edifici abbandonati, gestione condivisa del campetto sportivo, più sicurezza… Ne parliamo con chi il quartiere lo vive da sempre, e proprio il tema della sicurezza è purtroppo diventato recentemente di attualità: “Abito a rione Mazzini da 37 anni, e non era mai successa una cosa del genere”. Il riferimento è alla sparatoria che si è consumata un paio di settimane fa e nella quale è rimasto ferito un 19enne. A parlare è Luigi D’Argenio, presidente di una della associazioni più attive del quartiere, l’Oratorio Anspi della parrocchia Maria Santissima di Montevergine: “Iniziamo ad avere paura. Quando la sera chiudiamo le attività dell’oratorio e accompagniamo i ragazzi a casa, c’è sempre il timore che possa accadere di nuovo”.

LA SPARATORIA QUI POTREBBE ESSERE STATO UN CASO, INTANTO POTENZIARE L’ILLUMINAZIONE POTREBBE RESTITUIRE UNA MAGGIORE PERCEZIONE DI SICUREZZA

A rione Mazzini abitano circa 8mila anime, e fino ad ora avevano assistito al massimo a qualche schiamazzo sopra le righe, qualche scazzottata, ma niente di eccessivamente preoccupante come è l’uso delle armi. “Magari – spiega D’Argenio – sarà stato solo un caso. Magari la sparatoria dell’altra settimana si è verificata qui solo per una serie di coincidenze, però da quella sera si è alzata la soglia di preallerta. Sarebbe bello se le istituzioni, a partire dal Comune e proseguendo con la prefettura e le forze dell’ordine, dessero qualche segnale concreto di presenza su questo territorio. Magari a partire da una maggiore illuminazione pubblica (qui la nostra piazza principale la sera diventa un buco nero) e da una maggiore frequenza dei controlli di carabinieri e polizia. So che l’amministrazione comunale ha già iniziato ad intervenire sul fronte dell’illuminazione pubblica, è un buon segnale”.

LA CASA ABBANDONATA DI FRONTE AL CAMPANILE

Anche perché, ci spiega il presidente D’Argenio, “non ci sono emergenze clamorose, basterebbe fare poco per iniziare a migliorare le condizioni di vita del quartiere”. Un esempio per tutti: il recupero degli edifici e delle strutture abbandonate. “C’è una grande casa che si trova proprio accanto alla piazza, di fronte al campanile, ed è un vero peccato vederla deperire, chiusa a tutti, anno dopo anno. Come chiusi sono anche i nuovi alloggi delle cosiddette ‘case Ercolino’, costruiti e mai assegnati: lasciati deperire e marcire. O ancora la palestra della scuola…”.

LA SCUOLA CHE RISCHIA DI CHIUDERE

A proposito di scuola: qui si vive lo stesso ‘dramma’ che si registra contemporaneamente a rione Valle. C’è una scuola elementare, ma si è ridotta a due sole classi. Anche qui il rischio è che se continuano a calare le iscrizioni verrà chiusa del tutto. E una scuola è l’anima di un quartiere. E’ la vita. La speranza. Il futuro. E anche qui, come a Valle, sono gli stessi residenti che, per una ragione o per l’altra, contribuiscono alla decadenza iscrivendo i propri figli alle scuole del centro città.

IL CAMPO SPORTIVO

C’è pure il campetto sportivo: “E’ bello grande – spiega D’Argenio –, è sempre aperto, ci sono anche delle giostrine per i bambini, ma non c’è una struttura organizzativa che ne disciplini l’uso. Potrebbe essere sfruttato molto meglio per le famiglie e per i residenti. E a proposito di bambini, è a loro che l’Oratorio si rivolge principalmente. Li seguiamo dai cinque anni in su, con attività dedicate il martedì, il giovedì e il sabato. Registriamo una grande partecipazione soprattutto d’estate, in occasione dei campi estivi, ma anche nel corso delle attività che apriamo anche alla partecipazione dei non iscritti, come quella che stiamo preparando per il Carnevale 2025 o alle tombolate del periodo natalizio. Al momento contiamo oltre 100 tesserati, molti di più di quelli che avevamo quando siamo nati, nel 2014. Ma scontiamo anche un progressivo invecchiamento della popolazione, visto che il rione rispecchia l’andamento del resto della città e della nazione. Come parallelamente sta diminuendo anche il numero dei volontari. Fino a qualche anno fa riuscivamo a tenere in piedi anche un doposcuola, grazie all’aiuto di alcuni professori in pensione, ma abbiamo dovuto chiudere anche quello”.

IL BELLO DELLA COMUNITA’, LE INIZIATIVE E LA FESTA PER MARIA SANTISSIMA DI MONTEVERGINE

E’ molto seguita e partecipata, ogni anno, la festa in onore di Maria Santissima di Montevergine, nel mese di settembre, che coinvolge l’intera comunità e vede la partecipazione delle autorità locali, civili e religiose. Nel settembre scorso hanno partecipato anche la sindaca Laura Nargi e alcuni componenti della sua squadra di governo (nella foto si vedono gli assessori Gianluca Gaeta, Mario Spiniello e la vicesindaca Marianna Mazza). E non solo: oltre alle attività quotidiane, ci sono gli eventi speciali, non solo religiosi, e anche le gite fuori porta, con pellegrinaggi a Montevergine, a Pietrelcina… E poi le attività sportive… Insomma, le potenzialità ci sono, e c’è la voglia di incanalare positivamente le energie dei residenti, giovani e meno giovani, con l’aiuto prezioso e fondamentale dei volontari. Una situazione positiva che potrebbe essere migliorata con un maggiore supporto da parte delle varie istituzioni preposte, sia in termini di risorse, di logistica, di organizzazione dei servizi e delle strutture, che di presenza, vicinanza e dialogo.

 

UN INCONTRO CON LA SINDACA DI AVELLINO LAURA NARGI

E un’interlocuzione con il Comune di Avellino è intanto stata già avviata nei mesi scorsi dallo stesso presidente D’Argenio: “Con la sindaca Nargi stiamo cercando di organizzare un incontro con i residenti come quelli che si sono svolti recentemente anche a rione Valle e a Borgo Ferrovia. A lei e alla sua squadra di amministratori non chiediamo nulla di eccezionale. Con un po’ di attenzione potremo rispondere a quelle esigenze di cui abbiamo parlato prima – dice D’Argenio –, come l’illuminazione pubblica o il recupero degli edifici abbandonati. Noi siamo il primo quartiere della città, quello più vicino al centro, e mi viene a questo proposito in mente anche l’ex ospedale Capone, che si trova proprio all’ingresso del nostro rione, subito dopo il Ponte della Ferriera. Ricordo che negli anni passati si era pensato di trasferirvi i locali dell’istituto Alberghiero, anche perché prima di essere usato come ospedale era proprio un albergo. Sarebbe stato perfetto, poi però non se ne è fatto più nulla. Non facciamoci stritolare dalle pastoie burocratiche, cerchiamo di realizzare qualcosa di bello e di concreto per il nostro territorio, per la nostra città e per il nostro rione”.

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