Proteste e mobilitazioni di agricoltori e autotrasportatori continuano a estendersi in diverse regioni d’Italia, alimentate dal caro energia, dall’aumento dei carburanti e da una crisi economica che sta mettendo in ginocchio interi settori produttivi.
In Calabria è iniziato il terzo giorno di protesta per gli autotrasportatori della Fedralog e per numerosi agricoltori dei movimenti spontanei, presenti sui territori con presidi di tir e trattori in quindici zone della regione senza tuttavia bloccare la circolazione. La protesta degli autotrasportatori andrà avanti secondo programma fino alla mezzanotte di martedì 20, giorno in cui una delegazione di Fedralog parteciperà a Roma al tavolo tecnico convocato dal ministro dei Trasporti e delle Infrastrutture Matteo Salvini, il quale ha deciso di coinvolgere anche le sigle autonome di Calabria, Sicilia e Puglia insieme al vice ministro Edoardo Rixi. Da parte sua, Fedralog ha fatto sapere che l’apertura del confronto con il Governo rappresenta un passaggio importante, ma che le ragioni della mobilitazione restano sul tavolo e il fermo continuerà fino alla sua naturale conclusione, mantenendo un presidio pacifico e ordinato sul territorio calabrese.
Parallelamente, la Coldiretti ha organizzato una nuova mobilitazione in Toscana per protestare contro il caro energia e il caro carburanti, con un centinaio di agricoltori pronti a manifestare sotto la sede del Consiglio regionale in via Cavour e successivamente in piazza Duomo, davanti alla presidenza della Regione. L’associazione denuncia costi di produzione ormai fuori controllo e margini di sopravvivenza in caduta libera a causa dell’esplosione dei prezzi di gasolio, concimi e fertilizzanti legati al conflitto in Ucraina e alle tensioni geopolitiche, fattori che rischiano di compromettere la produzione di cibo sano e la prossima campagna cerealicola. Richiedendo con urgenza alla Regione Toscana lo stanziamento di risorse straordinarie per fare fronte ai rincari, Coldiretti avverte che la protesta è pronta a trasformarsi in un presidio permanente in mancanza di impegni concreti e rapidi.
Intanto, il dibattito politico si infiamma con l’intervento del segretario e consigliere regionale del Partito Democratico, Domenico De Santis, il quale ha accusato il governo Meloni di ignorare e criminalizzare chi protesta contro un sistema al collasso, evidenziando come l’assemblea nazionale del PD sia stata aperta proprio insieme agli agricoltori pugliesi costretti a lasciare i prodotti nei campi. De Santis ha puntato il dito contro la perdita di potere d’acquisto dei salari, l’assenza di politiche a sostegno delle categorie produttive del Sud e le scelte dell’esecutivo in materia di autonomia differenziata, ribadendo che la mobilitazione segna l’avvio del percorso per costruire il programma comune guidato da Elly Schlein in vista delle prossime elezioni politiche.

