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Dantedì, Speranza esplora la centralità del sommo poeta nel cinema

Esce oggi, in occasione del Dantedì, in lingua francese il volume di Paolo Speranza “Dante e il cinema”, Gremese edizioni. Un libro che rappresenta un omaggio al sommo poeta capace di conquistare il cinema fin dalle origini, con l’obiettivo di dare vita  alle sue potenti visioni, ai drammi di cui è intessuta la Divina Commedia (in special modo l’Inferno), all’intensità psicologica ed emotiva dei tanti personaggi che ha reso immortali. Anche se la realizzazione di un film sull’universo poetico dantesco rappresenta una delle sfide più aperte ed emozionanti per produttori, registi, attori di tutto il mondo.

L’autore esplora il filone dantesco nel cinema mondiale lungo le coordinate temporali (dal muto al sonoro) e geografiche, dal cinema americano delle origini a quello italiano, dalla Francia alla Germania, fino a Hollywood, contestualizzando i singoli film, molti dei quali perduti, secondo la ricezione culturale dell’opera di Dante e l’evoluzione artistica e tecnica del cinema, organizzando i documenti finora disponibili e alcune informazioni inedite e preziose. Particolare rilievo viene dato alle riduzioni cinematografiche dell’Inferno e ai numerosi titoli ispirati alle straordinarie figure femminili che Dante ha eletto a protagoniste di ciascuna delle tre cantiche della Divina Commedia.

Un viaggio emozionante e ancora in progress, che incrocia anche i tanti film sognati, da Pasolini a Fellini ma non soltanto, così come i tentativi di imitazione, le parodie, i progetti continuamente annunciati e mancati ancora oggi, nel settecentesimo anniversario della scomparsa di Dante.

Paolo Speranza (Avellino, 1962) insegna Materie letterarie e Latino nei licei ed è iscritto all’AIRSC (Associazione Italiana per le Ricerche di Storia del Cinema), al SNCCI (Sindacato nazionale dei critici cinematografici) e all’Ordine dei Giornalisti. Dirige la rivista “Cinemasud” e l’omonima collana editoriale e collabora a “Cinecritica” e a periodici nazionali e riviste culturali europee. Ha scritto e curato volumi, mostre e convegni di cultura cinematografica, storia contemporanea, letteratura meridionalista, giornalismo, narrativa di viaggio. Per le edizioni Gremese ha curato la monografia su Riso amaro nella collana “I migliori film della nostra vita”.

 

 

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