Giovedì, 1 Ottobre 2026
11.24 (Roma)

Ultimi articoli

Dare nuova linfa ai paesi altirpini

Spopolamento, decremento demografico, desertificazione… si sprecano i termini per declinare quella che si è imposta come l’emergenza primaria, la forte quanto inarrestabile ripresa del flusso migratorio, l’esodo forzato verso il Nord e anche l’Estero, che soltanto negli ultimi anni ha visto la partenza di oltre diecimila irpini, fenomeno in ascesa, per gran parte concentrato in Alta Irpinia. Un dibattito aperto, che rapporti e statistiche continuano a stimolare attraverso il supporto di dati e cifre, restituendo uno scenario critico che dovrebbe far riflettere e che richiede, d’urgenza, l’intervento di chi ha responsabilità di governo per tamponare l’emorragia migratoria in corso. Rapido crescente decremento demografico e inevitabile invecchiamento della popolazione sono le due facce di una questione soverchiante, prioritaria nell’agenda politica di chi governa il territorio. Ma se gli ultimi dati diffusi presentano un quadro allarmante, non sembra registrarsi una reazione altrettanto preoccupata da parte della classe politica locale che offre l’ennesima riprova di un’assenza di connessione con il tessuto sociale del territorio, non affrontando le criticità che sono sotto gli occhi di tutti. Alla politica ci si rivolge chiedendo di dare risposte immediate ai problemi, e viene da domandarsi se questa classe politica, nello specifico della nostra realtà territoriale, sia in grado di elaborare e fornire soluzioni adeguate, organiche ai problemi, o per lo più si riveli impreparata e addirittura inadeguata rispetto alla funzione che è chiamata a svolgere. Un interrogativo che chiama in causa direttamente, in modo esplicito, il livello del nostro personale politico. Al di là della consueta levata di scudi quando si tratta di fare la difesa d’ufficio del territorio, gli amministratori locali diano contezza dei loro programmi e del loro essere guida dei processi che riguardano da vicino la vita delle comunità che amministrano, attraverso progetti concreti per frenare l’inesorabile spopolamento/desertificazione umana di cui è vittima questa parte di Sud. Contrariamente, se la popolazione irpina continuerà ad essere erosa dalla cosiddetta “emigrazione di ritorno”, difficilmente si preserveranno servizi pubblici essenziali, correndo seriamente il paventato rischio di diventare “area di servizio” della Area metropolitana. La costituzione di un osservatorio territoriale sull’emigrazione, che abbia primariamente il compito di monitorare periodicamente l’andamento del flusso migratorio, potrebbe essere un primo indicativo passo. Gli enti locali, ponendosi come governo del territorio, lancino un segnale nuovo, in forte controtendenza rispetto al passato, invece di promuovere sagre e feste di paese, come è stato imperante costume fino ad ora, e si preoccupino dei problemi del territorio che ne stanno facendo un’area alquanto marginale nella geografia politica di un Meridione già depresso, abbandonato dai governi nazionali con un baricentro tutto spostato a Nord. L’Alta Irpinia per continuare a sopravvivere avrebbe bisogno di una “rigenerazione”, intendo dire che i centri ricostruiti dopo il sisma dell’Ottanta devono essere rivitalizzati per riconquistarsi un’anima, perché oggi sono vuoti, sembrano paesi-fantasma, svuotati dall’emigrazione passata e “di ritorno”. Le amministrazioni locali devono porsi l’obiettivo prioritario di ripopolare questi paesi, attingendo a quel serbatoio di migranti che nel Sud è sensibilmente cresciuto negli ultimi anni, attraverso progetti mirati che puntino a ringiovanire un territorio a rischio di estinzione, ad esempio stringendo accordi e avviando progetti di gemellaggio con Paesi a forte flusso migratorio, promuovendo l’accoglienza, con incentivi e condizioni vantaggiose di permanenza. Un’appetibilità che necessariamente dovranno acquisire delle comunità ridotte, in taluni casi, a contare una popolazione emigrante più numerosa rispetto a quella residente. Da terra di emigrazione a terra d’immigrazione, capovolgendo il corso della storia, cogliendo l’opportunità di cambiamenti epocali per salvare contemporaneamente i destini di storie che si incrociano. D’altra parte, storicamente, da sempre la contaminazione e la mobilità tra popoli è stata inesauribile fonte di nuova vitalità e di creazione di nuove mescolanze etniche.

di Emilio De Lorenzo

Condividi

Picture of redazione web

redazione web

Lascia un commento

Cronaca

I giudici della IV Sezione Penale della Corte di Appello di Napoli hanno riformato la sentenza di condanna emessa dal…

Tragedia sfiorata ad Ariano irpino, dove un bambino di otto anni è rimasto schiacciato riportando gravi fratture ad un braccio…

Si sente male, sviene e muore prima di dare alla luce, il prossimo 4 ottobre, il suo primo figlio. La…

Attualità

Momenti di apprensione a Serra di Pratola, frazione del Comune di Pratola Serra, per circa 5 incendi che hanno circondato…

Francesco Sellitto, presidente dell’Ordine dei Medici di Avellino. Uno sguardo sulle criticità territoriali, dal pronto soccorso dell’Ospedale Moscati di Avellino…

Leggi anche

I giudici della IV Sezione Penale della Corte di Appello di Napoli hanno riformato la sentenza di condanna emessa dal Tribunale monocratico di Avellino nel marzo del 2024 nei confronti di un quarantanovenne del Vallo di Lauro, difeso dal penalista Raffaele Bizzarro. L’ imputato era accusato di maltrattamento aggravato nei...

Tragedia sfiorata ad Ariano irpino, dove un bambino di otto anni è rimasto schiacciato riportando gravi fratture ad un braccio da un cancello in movimento all’ingresso del carcere Pasquale Campanello di Ariano Irpino in località Cardito. Era in compagnia di parenti giunti per le consuete visiti ai detenuti quando si...

di Ernesto Caprio Per il terzo anno consecutivo “Il Cinema in segreto” ha acceso le sue proiezioni all’aperto su schermi allestiti con passione e creatività, a volte non risparmiati da un vento comunque gradito nelle serate di questa estate caldissima. Il pubblico sempre più numeroso – testimonianza della sotterranea, ma...

Si sente male, sviene e muore prima di dare alla luce, il prossimo 4 ottobre, il suo primo figlio. La tragedia avvenuta questa mattina, a Mercogliano, dove Giovanna Lo Chiatto, infermiera di 32 enne originaria di Forino, in provincia di Avellino, è deceduta in seguito ad un improvviso malore avvertito...

Ultimi articoli

Attualità

Grottaminarda – Hanno appena benedetto, soltanto qualche giorno fa, la talpa che servirà a scavare la galleria “Melito” dell’Alta Velocità…

Nuove competenze e nuove prospettive per la ricerca di Biogem. L’istituto di ricerca in biologia e genetica molecolare di Ariano…

AVELLINO – Una giornata dedicata alla socialità, alla cultura e alla partecipazione, con particolare attenzione ai bambini e alla vita…

Segui il Corriere dell'Irpinia

Informativa Privacy

Questo sito utilizza cookies per migliorare servizi ed esperienza dei lettori. Le informazioni raccolte dai cookies sono conservate nel tuo browser e hanno la funzione di riconoscere l'utente quando ritorna sul nostro sito web e aiutare il nostro team a capire quali sono le sezioni del sito ritenute più interessanti ed utili.

Puoi modificare le impostazione dei cookies nelle sezioni a sinistra.

Una versione estesa della nostra privacy policy invece è visionabile al seguente indirizzo Privacy Policy