Comunicato stampa On. Maraia. Durante tutta la settimana abbiamo esposto agli altri gruppi di maggioranza le nostre proposte emendative volte a scongiurare che il decreto Semplificazioni faccia regali a chi inquina e a chi è allergico alle regole che tutelano l’ambiente, il paesaggio e la trasparenza nell’affidamemto dei lavori, in un Paese dove, è bene ricordarlo, la mafia é viva e vegeta. Purtroppo abbiamo verificato che la volontà di tutelare l’ambiente non è una priorità per i tecnici che lavorano con il ministro Cingolani ,e subito numerosi dinieghi,che di tecnico hanno ben poco. I numerosi pareri contrari alle proposte provenienti dal Parlamento e in particolar modo dal MoVimento 5 Stelle, denotano la volontà di portare avanti una riforma del Testo unico ambientale, scritta in alcune sue parti da lobby che hanno sempre sfruttato l’ambiente per fini economici. Non possiamo tollerare che i terreni agricoli diventino per legge industriali, pur di evitare che chi li ha inquinati con discariche gestite male oggi sia costretto a bonificarle. L’art 37 cancella Il principio sacrosanto, presente in tutti gli ordinamenti a livello europeo e mondiale, che impone a chi inquina di pagare per bonificare. A tal proposito ,appare strano che le proposte del m5s vengano bocciate mentre lo stesso ministero dà il via libera a quelle della Lega ,che vanno nel senso opposto nel settore degli accertamenti dell’inquinamento, così come nelle procedure di autorizzazione e controllo di impianti per il trattamento dei rifiuti. Semplificare non vuol dire cancellare i controlli come fa il Dl Semplificazioni, volontà certificata dalla presenza nel testo di obbrobri giuridici, come il silenzio assenso generalizzato e l’approvazione di progetti impattanti sull’ambiente con la sola decorrenza dei termini o con la furbata di far scegliere a chi propone i progetti quali enti dovranno giudicare. Troppi regali anche a chi vuole bruciare rifiuti con il pretesto del recupero energetico, a chi vuole fare profitto con le rinnovabili senza tener conto dell’economia agraria, del dissesto idrogeologico e delle immense risorse culturali e paesaggistiche della nostra splendida Italia. Da lunedì continueremo a interloquire con il nuovo ministero della Transizione ecologica, con l’auspicio che dopo le fragili motivazioni tecniche l’indirizzo politico di Cingolani possa mettere la tutela della legalità, dell’ambiente, del paesaggio e della vera transizione ecologica ed economica al primo posto, senza nascondersi dietro sterili slogan utili solo a distrarre dai veri problemi che vive questa nazione. Dal falso riciclo alle mafie dietro le rinnovabili, dalle nuove emissioni prodotte dai rifiuti inceneriti nei cementifici alle mancate bonifiche per far risparmiare chi ha inquinato le falde acquifere, il suolo e l’aria. Ci auguriamo che ora il Ministro Cingolani faccia sentire la sua voce.
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