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Fiordellisi (Cgil) al Governo: investire sulle infrastrutture per rilanciare il Mezzogiorno

“Investire nelle infrastrutture per una mobilità collettiva e sostenibile in grado di rilanciare il Mezzogiorno e produrre, quindi, anche tantissimi benefici all’economia italiana; difatti riducendo le distanze territoriali, le disuguaglianze sociali e implementando così le risorse utili per finanziare lo stato sociale e o le infrastrutture immateriali”.

Franco Fiordellisi, Segretario generale della Cgil di Avellino, in una lettera aperta al Governo e alle Istituzioni pone in primo piano la questione deli investimenti in mobilità collettiva, “infrastrutture che siano ambientalmente sostenibile e che garantiscano la movimentazione dei manufatti con costi ridotti ed un minor impatto ambientale ma anche la mobilità sociale“.

Da questi assunti, continua il segretario Cgil, “abbiamo operato e sistematizzato il dibattito in questi anni intorno alla TEN Na/Ba, la Piattaforma Polo Logistico Valle Ufita, Zes, nel Pnrr sono scelte coerenti, per garantire lavoro ai nostri giovani cervelli, opportunità per competere con altre aree e Paesi, non con la competizione da costi sui salari migliorando e compensando le differenze salariali che altri garantiscono e anche rafforzare i servizi utili alla persona.
Per strutturare questo sistema, però, vanno fatte le infrastrutture e migliorate o completate in breve tempo le esistenti così le condizioni di attrattività del nostro territorio garantiranno un’ampio territorio periferico meridionale, altrimenti tutto rischia di diventare superfluo.
Si arriverà ad abbandonare con maggior forza le nostre terre, anche perché i sussidi, com’è già accaduto in passato non fanno restare i giovani, non trattengono le famiglie e neanche i migranti delle strutture Sia o Sprar”.

Tutto questo per ribadire l’importanza del tavolo Tecnico convocato dal MIT per il 31 Maggio, “dal quale vorremmo che ci sia una chiara e definita presa di posizione del Governo, della Campania, delle Istituzioni partecipanti di quanto sia utile ed importante la definizione dell’opera complementare alla Stazione Hirpinia in termini di accessibilità e sviluppo di una mobilità sostenibile per le persone e di manufatti, oggi quasi assenti nel Meridione e Aree Interne”.

Fiordellisi  sottolinea l’aspetto di fondo, che è “il progetto di piattaforma logistica intermodale, perché l’orografia delle nostre terre determina un rilevante uso del trasporto su gomma, per cui accelerare la trasformazione ecologica della mobilità e garantire il diritto delle persone a spostarsi è fondamentale, di fatto traducendosi in vantaggi importanti per l’economia territoriale permettendo lo spostamento di materiali e prodotti in tempi e costi ridotti.
L’interconnessione tra strade e ferrovie determina che è necessario investire in maniera certa e mirata sulle infrastrutture di trasporto passeggeri nelle aree interne del Sud, interconnettendo mobilità gomma e ferro.
L’intermodaltà comporta benefici concreti per gli utenti ed è utile alle aziende di trasporto collettivo e di merci, con positivo impatto sull’occupazione, quindi un generale e duraturo benessere utile a ridurre disuguaglianze e divari oggi esistenti.

La necessità e l’urgenza di colmare i divari territoriali e le disuguaglianze sociali sono il fondato per cui spingiamo per le infrastrutture materiali ed immateriali e i fondi UE da PNRR sono da usare!  Le aree interne meridionali hanno l’urgenza di investimenti in infrastrutture moderne ed efficienti.
Nonostante il potenziale dell’Irpinia, che ha varie ed articolate filiere produttive esogene ed endogene (vitivinicolo, agroalimentare, trasporto collettivo, automotive,concia…) che esportano fuori regione e Italia, con una nuova vocazione turistica, patiamo una scarsa o assente penetrazione della rete ferroviaria e stradale degna di un paese civile.
In molti casi l’auto privata rappresenta l’unica soluzione di mobilità, il trasporto e mobilità collettiva tra e dei comuni è rarefatta e i collegamenti con il capoluogo di provincia, regione, difficoltà per fare attività burocratiche amministrative, salute, istruzione, socio assistenziale, culturale e istruzione pubblica per collegamenti scarni o inesistenti.

Anche per questo nelle aree periferiche delle regioni meridionali, della Campania, viviamo condizioni di disagio che vanno rimosse.
Le infrastrutture viarie fanno la differenza per questo sono urgenti, fondamentali e vanno inserite in finanziamento, quelle ferroviarie nel PNRR e quelle su gomma nei piani FSC o regionali.
Un promemoria non esaustivo è completamento Lioni Grottaminarda; adeguamento raccordo avellino salerno; completamento Elettrificazione Benevento Avellino Nocera con eliminazione passaggio a livello Atripalda;
sistemazione della rete ferroviaria Benevento valle Caudina; ferrovia Eboli Rocchetta Sant’Antonio; messa in sicurezza di tutta l’Ofantina; opere di collegamento Valle Ufita e Baronia”.

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