Fonderie Pisano, al via il confronto per definire un piano di rilancio dopo il no, dello scorso 26 marzo, della Regione Campania all’Autorizzazione Integrata Ambientale. Il decreto, motivato da ragioni ambientali e di salute, ha causato la sospensione delle attività produttive, suscitando la protesta dei lavoratori e l’annuncio di un ricorso al Tar da parte dell’azienda. Oggi, infatti, oltre 100 operai dello stabilimento di Salerno hanno sfilato in corteo insieme alle loro famiglie davanti al Centro Direzionale a Napoli. Subito dopo si è tenuto il tavolo di concertazione che ha visto i sindacati e le Rsu ricevuti dagli Assessori al Lavoro, Angelica Saggese, alle Attività produttive, Fulvio Bonavitacola, e all’Ambiente Claudia Pecoraro.
“La riunione di oggi sulla vertenza Fonderie Pisano, che si è svolta nella sede dell’assessorato al Lavoro, è stata importante perché con i tre assessori competenti abbiamo definito un’unità di intenti rispetto ai percorsi e alla
risoluzione di una crisi che appare complessa”. Così in una nota firmata da Cgil Campania, Cgil Salerno, Fiom
Campania e Fiom Salerno. All’incontro hanno partecipato Raffaele Paudice (Cgil Campania), Massimiliano Guglielmi (Fiom Cgil Campania), Luca Daniele (Cgil Salerno) Francesca D’Elia (Fiom Cgil Salerno) e una delegazione delle Rsu Fiom Fonderie Pisano. “L’idea di riuscire a tenere insieme le compatibilità ambientali con le garanzie occupazionali – precisa la nota – è un punto su cui tutti convergiamo. Adesso bisognerà chiedere all’imprenditore un piano industriale chiaro, definito, con impegni che rendano la sua soluzione compatibile con il territorio. Questo è un passaggio indifferibile, a partire dal quale è necessario trovare anche le modalità per rapportarsi correttamente con il territorio e fargli comprendere che non possiamo perdere un’attività industriale di tale importanza e lasciare i lavoratori senza occupazione”.
La vertenza sarà al centro di un altro confronto il prossimo 20 Aprile al Ministero delle Imprese e del Made in Italy alla presenza di tutti i soggetti coinvolti. “Bisognerà tenere conto – conclude la nota – dei pronunciamenti della magistratura, che certamente sono determinanti ma non risolutivi. Siamo consapevoli che una soluzione può essere trovata solo realizzando una piena sinergia tra tutti i soggetti coinvolti, nel pieno rispetto delle esigenze delle popolazioni dei territori coinvolti ma anche, a partire dai pronunciamenti giudiziari, con la tutela dei lavoratori”. La vertenza Fonderie Pisano si intreccia, come noto, con l’operazione rilancio dello stabilimento ex ArcelorMittal di Luogosano, per il quale il gruppo salernitano ha sottoscritto un preliminare di acquisto. Un’operazione osteggiata da buona parte del territorio per il possibile impatto ambientale che l’investimento avrebbe potuto avere in un’area dedita all’agricoltura e alle produzioni di eccellenza. L’Asi di Avellino è infatti impegnata, in sinergia con il Consorzio di Salerno, nella ricerca di un sito alternativo che potrebbe sbloccare le proposte già in campo per il rilancio dello stabilimento irpino: quella della sannita Idroambiente, della TMM di Rocca San Felice e di EKD (Engineering, Know-how, Design) Project con sede a Flumeri e stabilimento proprio nell’area industriale di San Mango sul Calore.



