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Pd, resa dei conti in Direzione sul candidato sindaco

Sarà la direzione del Pd irpino a decidere la linea politica del partito alle amministrative di Avellino. Una richiesta di convocazione urgente è stata sottoscritta da sedici componenti e inoltrata a via Tagliamento

Sarà la Direzione del Pd irpino a decidere la linea politica del partito alle amministrative di Avellino. Una richiesta di convocazione urgente è stata sottoscritta da sedici componenti e inoltrata a via Tagliamento. Nel documento si ricorda, anzitutto, che la prima direzione che ha discusso delle amministrative cittadine ha sposato la linea del campo largo. Inoltre, si era deciso anche di coinvolgere le associazioni progressiste che hanno dato il loro contributo alle ultime amministrative del 2024: ad oggi, però, nulla è successo.

E non c’è più tempo: il Pd non ha ancora proposto agli alleati un candidato sindaco. I sottoscrittori della richiesta di direzione chiedono allora che per la città ci sia una proposta programmatica chiara e riconoscibile, ma soprattutto un candidato politico in grado di garantire unità e credibilità all’intero campo largo.

Ciò significa che il candidato del Pd non può essere un civico, cioè Walter Giordano, che si era proposto in un nota per un’investitura politica alla guida del centrosinistra cittadino. Il no all’imprenditore era venuto fuori nella scorsa direzione. A una candidatura di Giordano si erano opposti tra gli altri Pellegrino Palmieri di Radici e Futuro, ma pure, in maniera non esplicita ma incisiva, Lello De Stefano e Antonio Gengaro dell’area Schlein, e infine Nicola Giordano.

Ora, a firmare per chiedere la convocazione di una seconda direzione sono in 16. Si potrebbe considerare un ensemble di opposizione al capogruppo regionale Pd Maurizio Petracca. Potrebbe trattarsi di Ida Grella, Francesco Capuano, Antonella Esperto, Emilio Mantellini, Giovanni Di Gennaro, Anna Maria Pascale, Lello De Stefano, Sara Iannaccone, Antonio Gengaro, Michele Notaro, Aniello Troiano, Pellegrino Palmieri, Carlo Crudele, Francesco Iovino, Giuseppe Rosato e Roberta Santaniello.

Sulla carta la maggioranza di Petracca, nonostante l’unitarietà del congresso, sarebbe formata da Enza Ambrosone, Modestino Verrengia, Barbara Gaita, Pasquale Pisano, Carmine De Fazio, Angela Garofalo, Sebastiano Gaeta, Patrizia Pontillo, Nicola Giordano, Erminia Renna, Giovanni Maria Chieffo, Stefania Di Cicilia, Marco Antonio Spera, Michele Vignola, Marilisa Grillo, Maurizio Giovanniello, Luigi D’Angelis e Fabio Squadritti. Sulla stessa posizione di Petracca ci sarebbero anche i giovani di Gerardo Capodilupo e Adriana Guerriero: Costantino Ricci, Roberta Porcaro, Michele Carluccio, Ada Di Dio, Martino Della Bella e Donato Sena. Una maggioranza divisa se si dovesse votare su un papabile candidato sindaco del Pd. Infatti, nel gruppo di Petracca ci sono ben due aspiranti candidati: Nicola Giordano ed Enza Ambrosone, che potrebbero intercettare ulteriore consenso e trovare sponda anche nell’opposizione. L’alternativa allo scontro sarebbe di indicare una rosa di nomi e spostare la trattiva al momento dell’intepartitico del campo largo. Al segretario provinciale Marco Santo Alaia, dopo la mancanza di iniziativa di questi giorni, il delicato compito di mediare partendo proprio dall’area di Petracca.

La nota 16 dem che chiedono la convocazione della Direzione

Pur avendo la prima direzione provinciale del Partito Democratico sposato, nettamente, la linea del campo largo e la necessità di dover coinvolgere, ad horas, le associazioni progressiste, nostre alleate alle ultime amministrative in città, nessun passo in avanti è stato compiuto. Mancano 20 giorni alla presentazione delle liste e pochissimo tempo al voto, nonostante ciò il PD non ha ancora espresso un nome da proporre all’alleanza per la candidatura a sindaco di Avellino. È una condizione che non può essere ulteriormente rinviata. Né giovano alla costruzione della coalizione le incertezze e la sfiducia suscitate dall’ultima riunione in via Tagliamento, che ha alimentato ulteriori distanze e divisioni nel centrosinistra. Pretendiamo, inoltre, anche negli altri comuni chiamati al voto, laddove non sia presente il simbolo del PD, che vengano rispettati gli iscritti, evitando prese di posizione strumentali della dirigenza del partito.

Nel capoluogo, sulla base di una proposta programmatica chiara e riconoscibile, va assolutamente individuato un candidato sindaco, espressione della migliore politica, che con valori ed idee sia in grado di affrontare la difficile sfida del governo della comunità.

Il Partito Democratico ha il dovere di offrire il meglio della propria classe dirigente agli alleati: una personalità capace di garantire unità, autorevolezza e credibilità all’intero campo largo avellinese.

Per queste ragioni chiediamo la convocazione “urgente” della direzione provinciale del Partito Democratico.

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Antonio Picariello

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