Si chiamava Giovanna Romano, la 51enne, sociologa irpina, morta sabato pomeriggio, all’ospedale di Pescara dopo aver contratto una meningite fulminante, malattia che non le ha dato scampo.I primi sintomi erano apparsi solo il giorno precedente, venerdì 3 aprile, quando mentre era in casa aveva iniziato ad accusare forte emicrania e nausea, oltre a presentare delle strane macchie sul corpo. Nel giro di poche ore il quadro clinico è peggiorato fino ad arrivare al decesso: inutili le cure prestate dai medici del reparto di malattie infettive dell’ospedale di Pescara. Come da protocollo, la Asl si è occupata del tracciamento dei contatti stretti della donna, che sono stati già individuati e sottoposti alla profilassi.
La notizia della morte di Giovanna Romano ha lasciato tutti sgomenti; la 51enne – originaria di Montoro, ma da 22 anni residente in Abruzzo – era una stimata sociologa molto attiva proprio nell’ambiente culturale e artistico cittadino, fondatrice e ideatrice dell’associazione Hub-c, di “Forum Fra” e “Lettera per Amore”, iniziative molto apprezzate a Pescara. Due comunità in lacrime , quella della cittadina della valle dell’Irno e quella abruzzese per l’ inaspettata prematura scomparsa della sociologa molto conosciuta e stimata per le sue doti professionali ed umane.
La Romano, molto attiva proprio nell’ambiente culturale e artistico di Pescara, lascia il marito Andrea Rocchetti, il padre Pantaleone e il fratello Fiorentino. A ricordarla è il consigliere comunale del Partito Democratico ed ex assessore alla cultura Giovanni Di Iacovo: “La conoscevo da una vita, una ragazza vulcanica, dolcissima e colma di passione e voglia di fare, di creare e generare relazioni sane nel nome dell’arte. Una figura immancabile dovunque a Pescara ci fossero cultura e idee, quando ero assessore abbiamo fatto bellissimi eventi da lei proposti, è stata una improvvisa tragedia che ci lascia sconvolti”.



