Lunedì, 7 Settembre 2026
03.54 (Roma)

Ultimi articoli

Forte: sulle tracce della memoria perduta del Regno delle due Sicilie per riscoprire l’orgoglio di essere meridionale

Questo pomeriggio il confronto all’Archivio di Stato
“Un viaggio alla riscoperta di una memoria perduta, per ricostruire l’identità di un Regno, a partire da quei fatti e fattarielli legati alla tradizione più autenticamente popolare e riscoprire l’orgoglio della propria storia e dell’essere meridionali. Poichè la memoria è atto della mente ma anche del cuore”. Scrive così Nicola Forte nello spiegare come nasce “Viaggio nella memoria persa del Regno delle due Sicilie”, D’Amico editore, presentato presso la sede dell’Archivio di Stato nell’ambito dei Giovedì della lettura. “Ho cercato di andare – prosegue Forte – al di là della storia raccontata dai vincitori, superando la damnatio memoriae legata al Sud borboniano. Attraverso le pagine a delinearsi è l’immagine di un Sud autonomo, che portava avanti un percorso politico, sociale, economico e culturale. Una terra dalla quale non si emigrava, come poi accadrà successivamente, quando i napoletani prenderanno le strade del Nord America o dell’America meridionale. Ho cercato così di riscoprire tutta una serie di primati che appartengono al Mezzogiorno ma che sono stati dimenticati. In pochi sanno, ad esempio, come la nascita del jazz si debba ad un avellinese, Joe La Rocca, che arrivò a New Orleans come barbiere ma sapeve anche suonare nelle bande musicali”. Il direttore dell’Archivio di Stato Lorenzo Terzi pone l’accento sulla capacità di Forte di costruire “una memoria sentimentale, giocando con la storia, attraverso differenti fonti di ricerca, andando al di là di categorie e periodizzazioni, immaginando sè stesso nelle vesti di Capitan Nicola, ufficiale di incrollabile fedeltà borbonica, testimone in prima persona delle vicende del Regno delle Due Sicilie.”. Renato De Falco la definisce come una “coraggiosa iniziativa, perchè concepita in chiave di rigorosa esposizione cronachistica, di situazioni, circostanze e fatti per lo più trascurati e misconosciuti da gran parte degli storici, spesso condizionati da improprie angolazioni e pregiudizi largamente diffusi. Nicola Forte ristabilisce un giusto equilibrio tra realtà ampiamente documentate e prevenzioni strumentalmente recepite, iniziando col condensare in ariose pagine quel tormentato vissuto nelle nostre contrade che in sei secoli dovettero registrare il succedersi di molte dominazioni straniere, fino all’insediamento pacifico di una monarchia indipendente”.
E’ l’editore Vincenzo D’Amico a porre l’accento sulla scelta di umanizzare i personaggi che caratterizza la narrazione, fondendo tradizione e nuove tecnologie e avvicinando alla storia anche chi non l’ha mai amata.  Mentre Vincenzo Martongelli si sofferma sulla ricchezza dei fatti narrati,  sulla capacità di svelare lo spettacolo segreto della storia “Da Filangieri a Goethe, possiamo affermare che a Napoli termina davvero il Medio Evo”. Dai dolci nati tra conventi e monasteri al re Ferdinando IV, saggio e furbo come un napoletano fino alla Napoli di Ferdinando II, capitale del progresso, con la nascita della ferrovia Napoli-Portici, la Fonderia di Pietrarsa, i cantieri di Castellammare, le locomotive napoletane esportate al Nord “Avevamo più operai, più teatri, più navi di qualunque altro Stato Italiano. Eppure contro di noi si preparava il tradimento”: Da Via Toledo, tracciata dal vicerè Pedro de Toledo nel Cinquecento tra botteghe e sartorie a Port’Alba, un varco nella cinta per legare il Largo del Mercatello con “gli studi, le botteghe, i conventi e la salita verso il cuore intellettuale della città”. Dalla camicia rossa dei garibaldini, scelta per evitare il fuoco amico degli inglesi alla ricostruzione del Teatro San Carlo, dopo le fiamme che l’avevano devastato, grazie all’architetto Gaetano Genovese, dalla prima nave da crociera nel mondo, il piroscafo Francesco I, che consentì il primo viaggio turistico organizzato del mondo al commercio con il Mediterraneo, l’America e l’Africa Occidentale, dalle sete prodotte nei telai del complesso di San Leucio che adornarono le corti d’Europa alle Leggi Leuciane che concedevano a ogni famiglia una casa, un orto e il diritto all’istruzione per i figli di entrambi i sessi. Dalla prima illuminazione a gas di una città italiana ai lavori per i Regi Lagni, dal primo ponte in ferro in Italia sul Garigliano al brigantino Oreto che fu il primo veliero ad attraversare l’Oceano. Primati che raccontano lo sviluppo di un territorio.

Condividi

Picture of redazione web

redazione web

2 commenti

Lascia un commento

Cronaca

” Ho atteso prima di affidare a queste parole il mio pensiero, nella convinzione che, in un momento così delicato,…

Ha fatto irruzione nell’abitazione della sua ex compagna, una 28enne, e si è scagliato contro di lei colpendola ripetutamente con…

​Facendo seguito agli incontri avviati nell’imminenza del rogo sviluppatosi nella zona industriale di Airola, in una riunione a Montesarchio, nel…

Attualità

Momenti di apprensione a Serra di Pratola, frazione del Comune di Pratola Serra, per circa 5 incendi che hanno circondato…

Francesco Sellitto, presidente dell’Ordine dei Medici di Avellino. Uno sguardo sulle criticità territoriali, dal pronto soccorso dell’Ospedale Moscati di Avellino…

Leggi anche

E’ stata la consegna del riconoscimento intitolato a Carlo Gesualdo, a concludere questo pomeriggio, nella chiesa del Rosario, la Summer School 2026 “Dalla modernità a Gesualdo. Percorsi internazionali di studi letterari, storici e artistici”, promossa da Edizioni Sinestesie e Università degli Studi di Salerno, con la Provincia di Avellino, l’Associazione...

CALITRI – Quale futuro per l’Alta Irpinia? È la domanda al centro dell’incontro “Una nuova generazione, una nuova governance”, in programma venerdì 11 settembre alle ore 17.30 in piazza S. Scoca a Calitri. Un appuntamento che punta a mettere a confronto istituzioni, amministratori, realtà sociali e rappresentanti del territorio sulle...

Il ritorno sui banchi, che prende il via in queste ore a partire da Bolzano e si estenderà progressivamente al resto d’Italia, può portare con sé il cosiddetto back to school blues, una fase di transizione e malinconia che in alcuni casi si trasforma in vera e propria ansia. Secondo...

La campanella del nuovo anno scolastico 2026-2027 suona ufficialmente a Bolzano, inaugurando il rientro in classe per quasi 8 milioni di studenti in tutta Italia. I residenti della provincia autonoma sono i primi in Italia a varcare la soglia degli istituti (oltre 85mila ragazzi, tra cui 22.080 nelle scuole in...

Ultimi articoli

Attualità

Il ritorno sui banchi, che prende il via in queste ore a partire da Bolzano e si estenderà progressivamente al…

La campanella del nuovo anno scolastico 2026-2027 suona ufficialmente a Bolzano, inaugurando il rientro in classe per quasi 8 milioni…

L’estate 2026 si avvia verso una brusca conclusione. Dopo mesi di temperature record che potrebbero aver superato persino quelli della…

Segui il Corriere dell'Irpinia

Informativa Privacy

Questo sito utilizza cookies per migliorare servizi ed esperienza dei lettori. Le informazioni raccolte dai cookies sono conservate nel tuo browser e hanno la funzione di riconoscere l'utente quando ritorna sul nostro sito web e aiutare il nostro team a capire quali sono le sezioni del sito ritenute più interessanti ed utili.

Puoi modificare le impostazione dei cookies nelle sezioni a sinistra.

Una versione estesa della nostra privacy policy invece è visionabile al seguente indirizzo Privacy Policy