AVELLINO- “Non accetto più che il sindaco Ciampi spari nel mucchio. Quando parla di saccheggio sui conti del Comune di Avellino faccia nomi e cognomi. Sparare a casaccio è un esercizio demagogico. Dura presa di posizione dell’ex sindaco Paolo Foti, nei giorni travagliati seguiti al parere negativo apposto al bilancio consuntivo da parte del Collegio dei Revisori dei conti di Piazza del popolo, e le conseguenti accuse politiche di Vincenzo Ciampi. “Che la condizione delle casse comunali non fosse delle migliori, non l’ho mai nascosto io per primo- continua a ragionare Foti- Eppure con una rigorosa gestione finanziaria e misure specifiche, abbiamo messo riparo a situazioni che, credetemi, nel 2013 erano certamente più drammatiche di quelle attuali. Se poi Ciampi pensava che fare il sindaco- questa la sferzata politica dell’ex fascia tricolore- volesse dire solo spazzare nei parchi pubblici o farsi qualche foto di qua e di la con la maglia dell’Avellino calcio, mi sa che ha sbagliato posto”. Paolo Foti è determinato e pretende chiarezza dal suo successore e dall’intero Movimento 5 Stelle, compresa la griglia dei parlamentari, “”fin troppo vicini” alle questioni amministrative. Non ci sta ad essere accusato di “malagestione”, e continua a dirsi certo che la sua squadra di governo ha operato sempre nel migliore dei modi, in maniera trasparente e coerente. “Certo anche a me appare strano che quello stesso Collegio dei Revisori- continua a dire l’ex primo cittadino- che per tre anni ha sempre fornito pareri favorevoli agli esercizi finanziari proposti dall’amministrazione che mi sono onorato di guidare, ora, con un rendiconto di gestione, decida di esprimere un giudizio negativo. Sinceramente sono rimasto gelato alla notizia del pronunciamento dell’organismo presieduto dal dottor Gio – vanni Parente. Il consuntivo è stato licenziato dalla mia giunta quasi a fine maggio e ricevuto dalla Ragioneria comunale il 7 giugno. Perché i Revisori hanno impiegato un mese e mezzo per analizzare un documento che, in genere, hanno studiato non più di venti giorni? E perché non hanno utilizzato il medesimo criterio degli ultimi anni, ossia quello di proporre dei correttivi e degli emendamenti allo schema di rendiconto, rimandandolo in giunta?” ( vedi piano d’impresa Acs ndr). Tanto è lo stupore dell’ex sindaco, che spinge a domandarsi “dove vogliano arrivare questi dottori contabili, presto sostituiti con il nuovo sorteggio”. Poi l’analisi tecnica dei principali capitoli contestati dal Collegio revisionale, con tanto di indicazione delle possibili soluzioni. “Tra le voci nel mirino- dice sul punto l’avvocato avellinese- spiccano il fondo di rischio per i contenziosi e i crediti di dubbia esigibilità. E’ evidente che si tratta di capitoli di spesa che vanno spalmati negli anni per essere recuperati. Ciampi potrebbe continuare sulla strada del recupero dell’evasione fiscale che nell’ultimo anno ha permesso all’ente comunale di recuperare dai 2 ai 3 milioni di euro. Qualità e contenimento della spesa sono capisaldi per ogni ente locale, specie in un momento storico, reiterato, in cui tutti i comuni d’Italia sono ridotti all’osso per i considerevoli tagli da parte del Governo centrale”. Circostanze che lo stesso Foti da anni ripete ed oggi non riesce a comprendere lo stupore dei nuovi amministratori dinanzi ad una situazione che certamente ha bisogno di alcuni correttivi. “Ma la condizione delle casse comunali è più salda di quella che ho trovato io al mio insediamento, nel 2013. Se Ciampi al primo minimo ostacolo minaccia le dimissioni- così Foti torna ad analizzare l’aspetto politico- Io 5 anni cosa avrei dovuto fare, lasciare dopo sei mesi? Non ci si candida ad amministrare un comune per cercare degli escamotage, quanto piuttosto soluzioni e quindi proposte per la comunità. Non si può far finta di scoprire oggi, cose che altri ne hanno fatto cavalli di battaglia di campagna elettorale. Si amministra con responsabilità e non si può scappare via”.
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redazione web
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