C’è il rischio che il centrodestra resti al governo per altri cinque anni e che ci sia una concentrazione di poteri nelle mani di Giorgia Meloni.
In un’intervista rilasciata al quotidiano La Repubblica, il senatore del Partito Democratico Dario Franceschini lancia l’allarme.
Secondo l’ex ministro, l’attenzione mediatica e politica concentrata sulle posizioni più estreme, come quelle dell’eurodeputato Roberto Vannacci, sta portando a un paradosso: si rischia di “normalizzare” la figura di Giorgia Meloni, facendola apparire come una figura moderata. si sottovaluta il percorso delle riforme in atto, in particolare quello della nuova legge elettorale.
Franceschini avverte che, se la riforma elettorale dovesse passare (anche con una riduzione del premio di maggioranza), il centrodestra acquisirebbe i numeri necessari per eleggersi il Presidente della Repubblica in totale autonomia.
Il senatore del Pd delinea uno scenario specifico che definisce tutt’altro che teorico: la leader di Fratelli d’Italia potrebbe essere eletta alla Presidenza della Repubblica. In quanto capo politico, controllerebbe una maggioranza di parlamentari da lei scelti, mantenendo il potere di scioglimento delle Camere. Allo scranno di Palazzo Chigi verrebbe posta una figura di sua stretta fiducia.
“L’Italia diventerebbe una Repubblica presidenziale di fatto, senza modifiche costituzionali”, dichiara Franceschini, evocando lo spettro di una gestione a “pieni poteri”.
Franceschini ritiene che la Premier stia perdendo l’opportunità di accreditarsi come una destra di governo sul modello europeo, che solitamente isola le frange più estreme. E se Vannacci dovesse entrare stabilmente nella compagine di governo, potrebbe ottenere un ministero ma la sua parabola potrebbe esaurirsi rapidamente; in caso contrario, secondo il senatore, la sua influenza potrebbe durare a lungo. Infine Forza Italia: Franceschini esclude una rottura degli azzurri con gli alleati a causa di un eventuale ingresso di Vannacci, ritenendo che il partito guidato da Tajani rimarrà comunque all’interno della coalizione.


