Un servizio (sanitario) negati ai cittadini dell’Alta Irpinia e un finanziamento milionario che si rischia di perdere: la mancata apertura dell’Ospedale di Comunità a Montella porta Cittadinanzattiva a chiedere che venga fatta chiarezza sulle responsabilità che hanno portato al blocco dei lavori e al rischio imminente di dover restituire sei milioni di euro di fondi Pnrr. Angela Marcarelli, coordinatrice di Cittadinanzattiva e del Tribunale dei diritti del malato di Avellino chiede l’avvio un’attività di verifica su tutte quelle procedure che nei mesi scorsi hanno avuto come protagonista il convento di San Francesco a Folloni di Montella. E’ qui che il sindaco Rizieri Buonopane aveva individuato la sede adatta ad ospitare i locali del nuovo Ospedale di Comunità dell’Asl di Avellino (con 30 posti letto), ed è qui che i frati minori conventuali hanno invece opposto un fermo diniego: ne è nata una lunga querelle (anche giudiziaria) sulla proprietà della struttura e sulle autorizzazioni necessarie.
IL CONTENZIOSO
L’iter dei ricorsi e contro-ricorsi non si è ancora completato, ma intanto, anche questa volta, a pagare il prezzo di questi tira e molla istituzionali sono i cittadini. Da qui la richiesta Marcarelli: “Chiediamo un intervento, ognuno per la parte di propria competenza poiché ad oggi, a distanza di quasi tre mesi. nessuno dei due principali attori, direttore generale Asl Avellino e sindaco del Comune di Montella, rispetto al superamento delle criticità giuridiche circa il contenzioso in atto sulla proprietà dell’immobile che precludevano l’inizio dei lavori per la realizzazione dell’Ospedale di Comunità, ad oggi non hanno dato alcuna risposta circa le determinazioni adottate che si chiedeva di conoscere”. Cittadinanzattiva già ad aprile aveva chiesto chiarimenti sul rispetto del Codice dei Contratti e quindi della legge che stabilisce le modalità con le quali accedere ai finanziamenti del Pnrr, e in particolare della regola che impone di verificare innanzitutto i titoli della proprietà sulla quale si intende realizzare un progetto.
LA RICHIESTA DI CITTADINANZATTIVA ALL’ISPETTORATO DELLA FUNZIONE PUBBLICA
“All’ispettorato della funzione Pubblica si chiede di verificare la conformità dell’azione amministrativa dell’amministrazione comunale di Montella sui fatti segnalati; al Difensore Civico della Regione Campania si chiede di verificare la correttezza dell’azione amministrativa dell’Asl di Avellino che nel caso di specie non ha prodotto l’apertura dell’Ospedale di Comunità di Montella non avendo verificato, come dovuto e richiesto dal Pnrr, il titolo di proprietà dell’immobile destinatario dell’intervento”.
LA RICHIESTA AL SERVIZIO ISPETTIVO SANITARIO REGIONALE
“Al Servizio Ispettivo Sanitario e Sociosanitario Regione Campania, si chiede di svolgere la propria funzione di controllo e vigilanza nell’ambito dell’attività amministrativa posta in essere dall’Asl di Avellino propedeutica alla progettazione e all’affidamento dei lavori per la realizzazione dell’Ospedale di Comunità a Montella, mai potuti iniziare per contenzioso sul titolo di proprietà, al fine di garantire la trasparenza, l’efficienza e la correttezza dell’azione amministrativa e gestionale dell’Asl stessa. Tanto si chiede perché risulta che, sostanzialmente, i lavori per la realizzazione dell’Ospedale di Comunità a Montella non avranno luogo perché non è stato superato il contenzioso sul titolo di proprietà dello stabile da adeguare, e quindi l’Asl avrebbe definitivamente perso il finanziamento Pnrr di circa sei milioni di euro”.
“LA MISSIONE COMUNE E’ MIGLIORARE L’ACCESSIBILITA’ AI SERVIZI SANITARI”
Marcarelli ricorda anche la precedente richiesta di intervento, prodotta ad aprile scorso, “per il superamento delle criticità giuridiche e tecnico-realizzative precluderebbero, per un contenzioso in atto sulla proprietà dell’immobile, l’inizio dei lavori per la realizzazione dell’Ospedale di Comunità di Montella l’inizio dei lavori”. “Il nostro intervento – precisa Marcarelli – è esclusivamente finalizzato alla comune missione di migliorare l’accessibilità ai servizi sanitari territoriali per contenere anche il sovraffollamento dei pronto soccorso degli ospedali della nostra provincia”.


