– di Egidio Leonardo Caruso–
Il Report di Openpolis sui dati Istat riguardo al fenomeno dei NEET ovvero, giovani compresi nella fascia d’età 15-34 anni che non studiano, non lavorano, ne partecipano a percorsi di formazione, rileva che in Irpinia sono 16.800 i ragazzi tra i 15-29 anni che vivono questa condizione. Guardando la distribuzione sul territorio regionale in testa a questa triste classifica troviamo Napoli con circa 125.700 giovani, pari al 531,1%, seguita da Salerno con circa 44.600 giovani, pari al 18,8% e Caserta con circa 38.600 giovani, pari al 16,3%, poi Avellino con circa 16.800 giovani, pari al 7,1% e Benevento con circa 11.000 giovani, pari al 4,7%.
La Campania fa registrare un’incidenza tra le più alte d’Italia, questo fenomeno interessa circa il 24,9% dei giovani vale a dire circa 237.000, a fronte di una media nazionale del 15,2%, poggio di noi soltanto la Sicilia con il 25,7% e la Calabria con il 26,2%.
L’acronimo Not In Education, Employment or Training, sta ad indicare un insieme di persone che faticano a trovare una propria collocazione sociale e lavorativa, questo termine è stato introdotto per la prima volta nel 1999 da Katsuhiko Fujimori, un sociologo giapponese, per descrivere la crescente popolazione di giovani giapponesi che non erano impegnati in istruzione, lavoro o formazione professionale. I NEET rappresentano un gruppo di soggetti in cui è forte il rischio di cadere vittime di una spirale depressiva, generata dal non essere impegnati, interessati in alcuna attività, che li priva di qualsiasi progettualità, spesso contribuiscono ad aggravare ulteriormente la situazione, deprivazioni socio-economiche sintomo di una condizione già di profondo disagio e sofferenza, si tratta di dinamiche complesse sul piano psico-sociale, che si manifestano con il rifiuto o difficoltà di adattamento al contesto sociale, lavorativo, di appartenenza che frequentemente, hanno a che fare con stati depressivi, difficoltà nel rapporto anzitutto con sé stessi, e nel trovare quindi quella spinta, quella motivazione profonda che li faccia riattivare.
Le difficoltà nell’accesso al mondo del lavoro sono certamente un fattore non trascurabile, spesso la scarsa qualità delle proposte aumenta la frustrazione e la sfiducia verso il contesto di vita, le prospettive future, contribuendo ad aumentare il rischio di isolamento e ritiro sociale, oltre ad un’identità fragile. La mancanza di opportunità lavorative stabili, contesti sociali sfavorevoli, caratterizzati da scarsa produttività e disuguaglianza, insieme ad un’altra causa rilevante la poca conoscenza del mondo del lavoro, oltre all’assenza di un adeguato orientamento durante il percorso scolastico, possono generare incertezza aumentando la percezione di inadeguatezza e disagio nei giovani.
Il fenomeno dei NEET sta assumendo proporzioni sempre maggiori, con il rischio concreto di incidere negativamente sullo sviluppo economico del nostro Paese, un altro elemento da non sottovalutare è senza dubbio quello relativo alla spesa per l’istruzione, che in Italia secondo la Fondazione Openpolis, nel 2023 ha fatto registrare un investito pari ad una quota del 3,9% del Pil. Si tratta del terzo valore più basso a livello Ue a fronte di un dato medio del 4,7%, solo Romania (3,4%) e Irlanda (2,8%), hanno riportato valori inferiori, mentre ai primi posti ci sono invece, Svezia (7,3%), Belgio, Finlandia ed Estonia (6,3%).
Inoltre secondo un recente sondaggio sulla percezione della partecipazione scolastica promosso da Unicef Italia, nell’ambito del programma ‘Scuole per i diritti dell’infanzia e dell’Adolescenza’, cui hanno risposto 150 scuole da tutta Italia, meno del 50% degli studenti dichiara di sentirsi coinvolto in modo significativo nella vita della scuola e solo il 26% afferma di sentirsi molto coinvolto.
Per contrastare il dilagare di questo fenomeno in Italia il Ministero per le Politiche Giovanili ha messo in piedi NEET Working Piano di emersione e orientamento giovani inattivi- con l’intento è di promuovere un intervento mirato a favore dei giovani, coordinato da una cabina di regia centrale che definisca metodo e percorso, ma che, in ragione dei differenti contesti in cui i giovani vivono, delle diverse fasce di età, del titolo di studio ecc., favorisca la costruzione e lo sviluppo di reti territoriali collaborative, dove destinatari e attuatori dell’intervento lavorino insieme in ottica di coprogettazione per individuare interventi “personalizzati”.
Tra le possibili iniziative la creazione di hub di comunità, spazi dedicati a sperimentare forme di attivazione dal basso e collaborazione attorno al tema della formazione e dell’orientamento, per mettere a disposizione dei giovani il più alto numero di esperienze significative, in chiave formativa e orientativa, con un accompagnamento da parte di figure esperte per il bilancio delle competenze, la definizione degli obiettivi di inserimento, l’individuazione dei percorsi, la rielaborazione delle esperienze fatte e la promozione dell’imprenditorialità.
La Garanzia Giovani rinforzata e gli Sportelli Giovani nei Centri per l’Impiego, Ministero del lavoro, Regioni e Province autonome per investire maggiormente sugli strumenti di attivazione più stabili e con esiti occupazionali migliori, come formazione in apprendistato o percorsi di orientamento e formazione all’autoimprenditorialità, garantendo opportunità di accrescimento delle competenze e delle qualifiche del giovane e di inserimento in percorsi professionali più stabili e duraturi. Nella Legge di Bilancio 2022, sono stati stanziati fondi per la creazione di Sportelli Giovani in tutti i CPI, con competenze e professionalità specifiche, per accogliere i giovani NEET e gestirne le eventuali situazioni di disagio sociale e/o psicologico.
La campagna informativa itinerante del Dipartimento per le Politiche Giovanili e il Servizio Civile Universale, il Portale GIOVANI2030, la piattaforma on line nata con l’obiettivo di diventare la casa digitale dei giovani, ovvero il punto unico di accesso per i giovani dai 14 ai 35 anni, a tutte le informazioni utili per orientare le scelte del proprio futuro nell’ambito della formazione, del volontariato, del lavoro, delle iniziative internazionali e culturali, su tutto il territorio nazionale. Il portale è stato progettato con servizi e linguaggi pensati da giovani per i giovani, così da poter essere percepito come uno strumento credibile e affidabile anche per il target NEET più demotivato e sfiduciato. Senza dimenticare le potenzialità dei programmi europei gestiti dall’ Agenzia Nazionale per i Giovani, ispirati alla Strategia dell’Unione europea per la gioventù, che accompagnerà la nuova generazione dei programmi Erasmus+ e Corpo europeo di solidarietà, improntati all’uguaglianza e all’inclusività.
Insieme al Piano Nazionale Pluriennale (2021-2027) sull’Inclusione dei giovani con minori opportunità, che consentirà lo sviluppo di obiettivi strategici, indicatori, misure di monitoraggio e valutazione in termini di inclusione e diversità nel contesto nazionale.
Dinanzi ad un fenomeno tanto complesso, serve un intervento multidimensionale che ponga la dovuta attenzione anche alla sfera emotiva, spesso infatti nei NEET si evidenzia un irrigidimento a livello del pensiero, dettato dalla paura, recuperare fiducia in sé stessi è il primo passo per tornare a fare.


