Lunedì, 17 Agosto 2026
10.12 (Roma)

Ultimi articoli

Un’onda di indignazione ha percorso il nostro paese quando sono emerse le terribili circostanze in cui si è consumata l’uccisione della giovanissima Saman Abbas da parte dei suoi familiari. Ha scritto Corradino Mineo: “Una ragazza è stata strangolata, il suo corpo nascosto, perché voleva vivere e amare. Trovo imperdonabile tacere (..) Bestie spietate l’hanno uccisa. Bestie con un attributo maschile tra le gambe, che invocano tradizione e religione per affermare il loro potere. Scovarle e arrestarle.” Non c’è dubbio che i campioni di ferocia e di viltà che hanno spento per sempre il sorriso di questa ragazza che chiedeva solo di vivere e amare come tutte le sue coetanee, debbano essere scovati e sottoposti ai rigori della legge. Però, per quanto siano vituperabili i parenti assassini, questo delitto è tanto più inquietante perché non è frutto soltanto di devianza individuale, cioè della malvagità dei suoi autori, ma è maturato in un contesto culturale che ha legittimato, giustificato ed incoraggiato la furia omicida. Non a caso il Gip parla di uccisione “per punirla dall’allontanamento dai precetti dell’Islam e per la ribellione alla volontà familiare”.

E’ la stessa sorte che è capitata prima di lei alla ventenne Hina Saleem sgozzata dal padre e dai cognati, e seppellita nel giardino di casa, l’11 agosto del 2006, perché – come riferì la madre ai Carabinieri – “non si comportava da brava mussulmana”. Hina non solo aveva rifiutato ogni proposta di matrimonio forzato, ma aveva gettato il disonore sulla sua famiglia iniziando a convivere con un giovane italiano. Per questo doveva essere punita. In entrambi i casi i familiari assassini hanno agito con la convinzione di adempiere un dovere imposto da una norma religiosa, cioè dalla loro cultura. Qui si pone un problema grave, mentre i singoli che delinquono possono essere intercettati e fermati nel loro percorso criminoso, non si può arrestare una cultura. Quello che è successo in questa due famiglie pachistane  può verificarsi di nuovo se migliaia di persone condividono la stesse paranoie. D’altro canto la convivenza di nuclei etnici portatori di tradizioni radicate e ancestrali con una società aperta è destinata a produrre delle turbolenze nei nuclei stessi perché i giovani  sono portati a non accettare più quelle tradizioni che ostacolano la loro libertà di autodeterminazione e questo porta ad una crescita delle violenze nelle famiglie.

Noi viviamo in una società necessariamente multiculturale ed il rispetto del pluralismo spesso viene tacciato di relativismo etico dai sovranisti che vivono come una sciagura la convivenza di differenti culture, frutto della presenza di differenti gruppi etnici nel nostro paese.  In realtà la compresenza di differenti religioni e di differenti culture può essere un valore e fonte di arricchimento della società nel suo complesso, ma le differenze non sono conviviali di per sé. Sono la politica ed il diritto che rendono le differenze virtuose o conflittuali. A questo riguardo dobbiamo osservare che la Costituzione italiana ci ha fornito il criterio per accordare le differenze: la laicità.  La laicità, principio supremo della Repubblica si fonda su un valore non negoziabile, impermeabile ad ogni relativismo culturale: la dignità inviolabile di ogni persona. Ogni persona concreta, in carne e ossa è un valore insormontabile: nel nostro ordinamento, tutte le religioni e tutte le culture sono libere ma nessuna può incidere sulla libertà e sui diritti fondamentali di ciascun uomo e di ciascuna donna.  Questo significa che la Costituzione italiana ha tagliato le unghie a tutti i fondamentalismi e ha scardinato l’onnipotenza delle religioni che non possono più sovrapporre i loro precetti ai diritti ed alla dignità di ciascuno.  C’è bisogno di una pedagogia della Costituzione e c’è bisogno che le differenti culture siano sempre più esposte ad un processo di contaminazione. Bisogna evitare che si creino dei ghetti in cui alcuni gruppi sociali vivono chiusi nelle loro tradizioni senza dialogare con il mondo esterno e la laicità è il passpartout che consente di rompere il muro dell’incomunicabilità.  Se vogliamo evitare che si ripetano le tragedie di Hina e di Saman.

di Domenico Gallo

Condividi

Picture of redazione web

redazione web

Lascia un commento

Cronaca

Una perturbazione in transito sull’Europa centrale accentuerà fenomeni di instabilità su parte della dell’Italia, con rovesci e temporali anche intensi….

La Polizia di Stato mette in guardia i cittadini da una nuova e insidiosa truffa informatica. Attraverso false e-mail che…

Nel corso della decorsa notte poliziotti della squadra volante sono intervenuti in soccorso di una cinquantenne avellinese che aveva tentato…

Attualità

Momenti di apprensione a Serra di Pratola, frazione del Comune di Pratola Serra, per circa 5 incendi che hanno circondato…

Francesco Sellitto, presidente dell’Ordine dei Medici di Avellino. Uno sguardo sulle criticità territoriali, dal pronto soccorso dell’Ospedale Moscati di Avellino…

Leggi anche

E’ il concertone che ti aspetti, pieno di ritmi ed energia, una festa in musica capace di conquistare il grande pubblico, dai grandi ai piccini. facendo cantare a squarciagola e ballare. A salire sul palco di piazza Libertà, in una bellissima cornice di pubblico, sono dapprima il rapper O tsunami,...

La prima giornata al PalaDelMauro per l’Halley Campania Avellino Basket è stata inaugurata da una doppia seduta sui legni del parquet avellinese, con coach Gennaro Di Carlo a dirigere il primo allenamento. Tutti disponibili gli atleti biancoverdi, con Mussini e Dell’Agnello a lavorare a parte. A completare l’organico i giovani...

Il sorriso dell’estate, i corpi distesi sui teli, gli anziani con le seggiole, gli occhi delle ragazze e dei ragazzi che si incontrano, i bambini in bicicletta, la notte che si accende quando cala il buio e si vedono le stelle mentre è il cinema ad illuminare la piazza. Dal...

Mirabella Eclano – Una riflessione su quanto sta accadendo nella cittadina della media valle del Calore, a partire dall’incertezza che accompagna la tirata del Carro, giunge da Claudio Bruno, responsabile delle pagine di “Voce di Aeclanum”, foglio di informazione che è edito proprio a Mirabella. Bruno sottolinea, infatti, che “lo...

Ultimi articoli

Attualità

Mirabella Eclano – Una riflessione su quanto sta accadendo nella cittadina della media valle del Calore, a partire dall’incertezza che…

di Michele Zarrella Il Servizio per il cambiamento climatico di Copernicus (C3S), uno dei programmi chiave dell’Unione Europea per monitorare…

di Raffaele Sabatino Esiste una ferita silenziosa nel cuore della modernità, una crepa invisibile che si allarga ogni volta che…

Segui il Corriere dell'Irpinia

Informativa Privacy

Questo sito utilizza cookies per migliorare servizi ed esperienza dei lettori. Le informazioni raccolte dai cookies sono conservate nel tuo browser e hanno la funzione di riconoscere l'utente quando ritorna sul nostro sito web e aiutare il nostro team a capire quali sono le sezioni del sito ritenute più interessanti ed utili.

Puoi modificare le impostazione dei cookies nelle sezioni a sinistra.

Una versione estesa della nostra privacy policy invece è visionabile al seguente indirizzo Privacy Policy