Si fa un gran parlare dell’arrivo dei fondi europei e, in particolare, di quelli previsti con “il Recovery Fund”. Se ne discute con enfasi e, talvolta, come se si trattasse di una manna che sta per cadere dal cielo sul nostro Paese. In questa fase il governo elabora una strategia di sviluppo con progetti che riguardano settori importanti per il futuro del paese. Alcuni sono credibili, altri meno, altri ancora rispondono a criteri clientelari. Intanto essi non arriveranno se non, secondo le previsioni, nel primo trimestre del 2021. Un tempo lungo, considerata la grave crisi che attraversa il nostro Paese. In realtà, secondo le più accurate previsioni economico- sociali, la coda della fine dell’anno si presenta all’insegna della precarietà e delle difficoltà da fronteggiare. L’occupazione che cala, molte fabbriche e attività commerciali che sono sull’orlo del fallimento potrebbero non beneficiare dei fondi europei dovendo da subito far fronte alla grave crisi economica. Ma c’è un altro pericolo ancora più insidioso: il potere della criminalità organizzata. Segnali preoccupanti già si segnalano con l’acquisizione di attività da parte di mafia, ndrangheta, camorra, sacra corona unita e clan emergenti che hanno fiutato i possibili affari del futuro. Non si dimentichi che la criminalità dispone di una liquidità straordinaria anche per effetto della mancanza di impiego a causa dell’imperversare della pandemia del Covid 19. Nel Mezzogiorno, ma anche altrove, c’è il rischio che le risorse europee possano essere un boccone appetibile dei poteri criminali. In fondo la storia lo insegna: l’antistato diventa grumo laddove arrivano i soldi. Così fu nel dopo terremoto nel sud del 1980 e in tante occasioni di calamità abbattutesi sul paese. Non pare, però, che queste preoccupazioni siano tenute in giusto conto da parte del governo centrale la cui strategia appare estremamente debole. Contro la corruzione, i poteri criminali, la bonifica del territorio occorre una forte iniziativa all’insegna della moralità, della legalità e della trasparenza. Prima che sia troppo tardi.
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