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I giovani riscoprono l’agricoltura, ma fare impresa è una corsa ad ostacoli

C’era una volta l’agricoltura tutta fatica e sudore, che si consumava, dall’alba al tramonto, nei campi. Se fino a qualche anno fa l’agricoltura, almeno nell’immaginario dei più giovani, era considerata poco redditizia e circoscritta al lavoro manuale, oggi investire nel settore primario vuol dire dare vita ad un’impresa a tutto tondo, come in qualsiasi altro comparto. Ecco perché l’agricoltura sembra esercitare un appeal diverso, anche verso le nuove generazioni. Negli ultimi cinque anni, secondo i dati di Unioncamere Campania, sono state avviate circa 150 nuove imprese agricole giovanili in provincia di Avellino, con un tasso di crescita annuo del 4%. Tra queste, molte si concentrano in settori come l’agriturismo, la produzione di prodotti tipici e l’agricoltura biologica.

Non solo lavoro, nuovi modelli di sviluppo

Il filo rosso che lega l’impegno dei ragazzi e le loro iniziative, è rappresentato dalla tecnologia e dall’innovazione. Il lavoro, sia chiaro, resta fondamentale, ma è stato alleggerito dalle nuove tecnologie e integrato con altre attività come il marketing e le vendite on line, l’ospitalità e l’accoglienza, la valorizzazione dell’ambiente e del territorio. Le start-up agricole ad esempio, spesso innovative e orientate alla sostenibilità, sono una componente importante di questa rinnovata vitalità. La crescente sensibilità verso l’ambiente ha spinto tanti ragazzi a investire in metodi di coltivazione biologici, con una domanda crescente di prodotti certificati. Secondo il rapporto di Coldiretti Campania, la superficie coltivata biologicamente in provincia è aumentata del 20% negli ultimi tre anni.

Turismo e prodotti tipici, come cambia il business

Cresce l’interesse anche verso i prodotti tipici locali, come il vino, l’olio, i formaggi e i tartufi. Così come le produzioni IGP e DOP stanno attirando giovani imprenditori desiderosi di valorizzare le eccellenze irpine utilizzando strategie e tecniche di promozione diverse rispetto al passato. I social e la vendita on line, come facilmente intuibile, sono oggi tra le principali leve sulle quali si agisce per veicolare le produzioni di qualità ben oltre i mercati tradizionali. Occhio anche alla cosiddetta agricoltura di precisione: l’introduzione di tecnologie come l’irrigazione intelligente, i droni e i sistemi di monitoraggio delle colture rappresenta una delle sfide più interessanti, anche se mancano ancora le giuste competenze e, soprattutto, gli investimenti necessari. Salgono le quotazioni anche delle attività di turismo rurale ed esperienziale, basate su un approccio al viaggio che punta sull’immersione del visitatore nella cultura locale. Non più quindi tappe “mordi e fuggi”, ma creazione di un legame profondo e autentico con il territorio. Un modo nuovo di viaggiare e conoscere che richiede una diversa attenzione all’offerta turistica, da rimodulare e personalizzare in base alle diverse esigenze e aspettative dei turisti.

Credito negato e formazione inadeguata

Se gli spunti e le opportunità non mancano, gli ostacoli da rimuovere sono ancora decisamente ingombranti. L’accesso al credito, ad esempio, rappresenta ancora oggi uno dei principali freni per i giovani, che incontrano molte difficoltà nell’ottenere finanziamenti per avviare imprese agricole, sia per le garanzie richieste che per i limiti di un sistema di finanziamento ancora poco snello. Da rivedere e potenziare anche la formazione di settore: l’aggiornamento professionale e le competenze in tecnologie innovative sono ancora insufficienti. Così come la carenza di corsi di formazione qualificati limita la capacità di adottare pratiche agricole più moderne e sostenibili. Non facile anche l’approccio ai mercati: la mancanza di reti di vendita efficaci penalizza le imprese, che faticano non poco a trovare spazi di mercato adeguati. Così come non aiuta la scarsa, o comunque inadeguata, presenza di incentivi e di politiche di supporto specifiche. Il Programma di Sviluppo Rurale della Campania, ad esempio, prevede anche fondi dedicati alle start-up agricole giovanili, con incentivi per investimenti in tecnologie e formazione. Sicuramente una misura valida, ma assolutamente insufficiente.

Ma i giovani ci sono ancora?

Investire sui giovani, incentivare la formazione digitale e promuovere una cultura dell’agricoltura moderna sono passi essenziali per garantire un futuro sostenibile e attivo al settore. Così come la creazione di reti di imprese, il supporto alle start-up innovative e il rafforzamento dei canali di vendita diretta possono rappresentare strategie efficaci per rendere l’agricoltura più attrattiva e redditizia. La strada da percorrere è ancora lunga, e bisogna fare in fretta, prima che dei giovani non resti più traccia in provincia. L’emigrazione, non più solo per lavoro ma, sempre più spesso, anche per motivi di studio, è forse il nemico più difficile da combattere. Numeri alla mano, la nostra provincia si sta lentamente spopolando, e non sono nelle zone più fragili e isolate. L’agricoltura può essere una risposta per i nostri giovani, ma bisogna fare in fretta. E, soprattutto, bene.

 

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