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I lavoratori Menarini Bus: non lasciateci soli. Si convochi un tavolo di crisi al Ministero per fare chiarezza sul futuro dell’azienda

“Se chi conosce la rotta abbandona la nave, significa che la tempesta sta travolgendo tutto”

FLUMERI – «Eravamo parte di un’azienda che, pur tra mille difficoltà, produceva, aveva competenze, valore, ordini e un futuro. Oggi, a sette mesi dalla cessione a soggetti privati, assistiamo impotenti al progressivo sgretolamento del nostro stabilimento e della nostra dignità lavorativa».

È il grido d’allarme dei lavoratori di Menarini Bus, che tornano a chiedere risposte sul futuro dello stabilimento di Flumeri e sul destino delle decine di lavoratori e delle loro famiglie.

Da oltre sette mesi, denunciano i dipendenti, «siamo a casa, senza certezze». Una situazione che, secondo i lavoratori, si accompagna alla progressiva uscita dall’azienda di numerose figure professionali considerate strategiche per il funzionamento dello stabilimento.

«Gli ordini stazionano nel limbo – affermano – e assistiamo a una fuga continua e inesorabile delle professionalità che rappresentavano l’anima dell’azienda».

Dal direttore dello stabilimento di Flumeri, ai responsabili delle risorse umane, il capo della progettazione, il responsabile acquisti, ingegneri, tecnici e addetti all’after sales. A queste uscite, spiegano, si aggiunge ora anche quella di «uno dei vertici del Consiglio di amministrazione e responsabile del commerciale Italia».

Una situazione che i lavoratori interpretano non come una semplice fase di riorganizzazione, ma come un segnale estremamente preoccupante per il futuro dell’impianto irpino.

«Non è una riorganizzazione: è la distruzione di un patrimonio industriale», sostengono. E ricorrono a una metafora per descrivere la situazione: «Se chi conosce la rotta abbandona la nave, significa che la tempesta sta travolgendo tutto».

Da qui una serie di interrogativi rivolti direttamente al Governo, a partire dalle ragioni che hanno portato all’attuale gestione dell’azienda.

I lavoratori chiedono di sapere perché Menarini Bus sia stata affidata a una gestione che, a loro giudizio, sembra priva delle competenze industriali necessarie, dove siano finiti «il piano industriale, gli investimenti annunciati e la copertura degli ordini» e quale sarà il destino dello stabilimento di Flumeri e delle famiglie coinvolte.

Tra le domande anche una questione centrale: «Chi sta realmente prendendo le decisioni oggi in questa azienda?»

L’appello viene rivolto alla politica, nazionale e regionale, e alle organizzazioni sindacali, affinché intervengano prima che la situazione possa diventare irreversibile.

«Non lasciateci soli», è la richiesta dei lavoratori. Al Governo viene chiesta la convocazione immediata di un tavolo di crisi presso il Ministero delle Imprese e del Made in Italy, con l’obiettivo di ottenere risposte sul futuro dell’azienda e dello stabilimento irpino. «Servono risposte chiare e azioni concrete per tutelare l’azienda, non promesse a vuoto», affermano.

Ai sindacati l’appello di «sostenere compatti questa battaglia con ogni strumento a disposizione», intervenendo per «fermare l’emorragia di competenze e difendere ogni singolo posto di lavoro».

La preoccupazione non riguarda soltanto l’attuale condizione occupazionale, ma anche la possibilità che venga disperso un patrimonio di conoscenze e professionalità costruito negli anni nello stabilimento di Flumeri.

«Noi lavoratori non vogliamo affondare nell’indifferenza delle istituzioni – concludono –. Pretendiamo che si dimostri che esiste ancora una rotta per la nostra azienda».

 

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