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Iandoli (Fdi): “Se sei di centrodestra, il voto utile è con noi”. Ma apre a Genovese sul ballottaggio

AVELLINO – Mettetevi nei panni di un elettore di centrodestra. Già di per sé si tratta di una situazione abbastanza complicata, in Italia, ma se abitate ad Avellino è ancora peggio. Chi votare a questa tornata Amministrativa? Il “centrodestra civico” di Rino Genovese (candidato a sindaco sostenuto da ben cinque liste, tutte rigorosamente senza simboli di partito)? O il “centrodestra politico” di Modestino Iandoli (candidato a sindaco con la sola lista di Fratelli d’Italia)?

Quell’elettore di centrodestra dovrebbe investire tutto sui civici già dal primo turno? O votare in base all’ideologia e rischiare di far restare tutte ‘le destre’ fuori dal ballottaggio? Votare per calcolo o per coerenza?

Lo abbiamo chiesto direttamente a Iandoli, e non tanto per sentirci rispondere un ovvio “quell’elettore dovrebbe votare me”, quanto per capire le motivazioni che lo hanno portato ad accettare la candidatura a sindaco all’ultimo secondo (fino alla fine, infatti, erano andati avanti i tavoli di centrodestra, sia locali che nazionali, con la speranza di riuscire a ricucire lo strappo della coalizione avellinese).

La risposta di Iandoli è stata articolata ma lineare. La sintesi è questa: “Se vuoi vedere la destra alla guida del Comune di Avellino, devi votare per Fratelli d’Italia. Altrimenti, perdi. In ogni caso. Sia che vincano gli altri (Gengaro o Nargi) sia che vinca lo stesso Genovese, perché con lui non sarà la destra ad andare al governo della città, ma qualcosa di diverso”.

Ma cosa succede se quella scelta di coerenza ti fa rimanere fuori dai giochi? “In quel caso la nostra vittoria sarà quella di aver gettato basi solide affinché vada meglio la prossima volta. La coerenza paga”. E in caso di ballottaggio? “Decideremo su un eventuale apparentamento solo nel caso di candidati che si dichiarino pubblicamente di centrodestra”.

Una posizione solida, che Iandoli condivide con il resto del partito, e non solo a livello cittadino. Lo si è capito nel corso della riunione programmatica che si è tenuta nel primo pomeriggio all’Hotel de la Ville di Avellino: a dirigere i giochi Edmondo Cirielli, viceministro degli Affari esteri e della cooperazione internazionale. Di fronte a lui c’era una platea di un centinaio di candidati, attivisti e militanti del partito pronti a carpire le argomentazioni e la dialettica da mettere in campo in questo intenso mese di campagna elettorale (sia per le Europee che per le Amministrative). 

Al tavolo dei relatori, tra gli altri, oltre al già citato Iandoli, c’era anche la candidata irpina alle Europee (e presidente provinciale del partito) Ines Fruncillo: “La coerenza ci dà credibilità. Ci dà la possibilità di raccogliere la stima degli interlocutori. Fratelli d’Italia, ad Avellino, ha dimostrato di aver marcato la propria posizione politica. Noi siamo il centrodestra. Io sono una portatrice dei valori della destra sociale; quella destra che non lascia mai indietro nessuno. Dobbiamo dire grazie a Modestino perché interpreta il sentimento di tutti noi”.

Cirielli ha illustrato ancora più plasticamente il concetto: “Vi ricordate quello che accadde con la caduta di Conte? Ne approfittarono tutti per farsi un giro sul nascente governo Draghi. Tutti, compresi i nostri alleati di Forza Italia e Lega. Tutti, tranne Fratelli d’Italia. Siamo stati l’unico partito a rimanere all’opposizione. E il risultato è che oggi esprimiamo il presidente del Consiglio di un governo chiaramente e politicamente schierato. Non trovate anche voi qualche affinità con quello che si sta verificano oggi qui ad Avellino?”

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