“Attraverso la sua storia di riscatto Carmela ci consegna la consapevolezza che non è mai troppo tardi per realizzare sè stessi, che è possibile ripartire dal valore delle relazioni, dalla necessità di tornare ad essere comunità, dall’arte di dare e ricevere”. Spiega così Elisabetta Iandolo l’idea da cui nasce suo racconto “Insegnare a Carmela”, frutto dell’incontro tra un’insegnante e un’allieva, ormai adulta, che non ha mai imparato a leggere e scrivere, presentato nel corso dell’incontro alla libreria Mondadori. “Ho conosciuto Carmela attraverso sua figlia, pensava fossi la persona giusta per dare lezioni a sua madre. Ero titubante, non ero una specialista di alfabetizzazione di lingua italiana ma mi ha colpito la sua emozione nell’incontrarmi. Temeva che non sarebbe mai stata capace di leggere e scrivere. Ecco perchè ho scelto di lavorare sulla sua autostima, di aiutarla ad avere fiducia in sè stessa, creando un’atmosfera che le consentisse si sentirsi a suo agio perchè avesse un motivo in più per imparare. Ad accompagnare le nostre lezioni erano il rito del caffè e qualche confidenza. Ho cercato, inoltre, di proporle dei testi che potessero incuriosirla, da parabole a testi con una morale, perchè scoprisse il piacere di leggere anche da sola. La gioia più bella è quella di sapere che oggi Carmela è una donna che ha finalmente fiducia in sè stessa”. Racconta come “In tanti mi hanno scritto, dicendomi di essersi immedesimati nella storia di Carmela, di avervi ritrovato i sacrifici dei genitori costretti a crescere come Carmela in contesti familiari difficili, senza avere la possibilità di studiare, obbligati a prendersi cura dei fratelli. Ed era questo che avevo cercato di farle capire, che non era la sola a vivere questa situazione, a non aver mai imparato a leggere e scrivere”. Spiega come “ad averci accomunato sono state innanzitutto le radici irpine, il legame con il luogo in cui eravamo nati, il dialetto. Le ho fatto capire che ogni dialetto è una lingua e che non doveva vergognarsi di usarlo”. Pone l’accento sul pericolo che ancora esiste di nuove forme di analfabetismo funzionale e digitale “Le ultime rilevazioni di istituti di ricerca evidenziano come sia ancora alta la percentuale di uomini e donne che fanno fatica a comprendere un testo più articolato. Allo stesso modo c’è ancora una parte della popolazione che non sa usare gli strumenti digitali e rischia, perciò, di essere tagliata fuori dalla società, di non avere accesso ad alcuni servizi se non viene accompagnato all’uso delle nuove tecnologie”. Si sofferma sulla rinascita di Carmela, capace di ricostruirsi una vita grazie alla generosità degli uomini e delle donne incontrati lungo il suo cammino in un’Inghilterra “caratterizzata dalla presenza di una forte comunità italiana, in cui era più facile non essere schiacciati da pregiudizi e dalla cultura patriarcale. Oggi, dopo la Brexit, con il dilagare di ideologie che hanno alimentato la diffidenza nei confronti degli stranieri, l’Inghilterra è una terra meno accogliente, non è più così facile partire alla ricerca di un lavoro”. Una storia di riscatto simboleggiata dalla copertina raffigurante una donna non più giovanissima con uno zainetto, come una vera scolara, accompagnata da un angioletto, la fede che non ha mai perso. Una storia che si affianca ad un altro testo prezioso pensato per gli studenti, un racconto in lingua inglese “John doesn’t want to go back to school” che si fa strumento prezioso per raccontare l’esperienza scolastica dal punto di vista del bambino. Ad accompagnare il volume il Qrcode che consente di ascoltare il testo.
Iandolo: una storia di riscatto che ci insegna che non è mai troppo tardi per realizzare sé stessi
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