E’ il sindaco De Angelis a sottolineare la forza di un progetto che “ha implementato la sua missione. La sfida è partita da due comuni, Ospedaletto e Chiusano, grazie ai fondi del PNRR, per poi abbracciare trenta comuni, tre regioni, lungo un percorso di oltre 320 km, capace di guardare oltre il campanile. Grazie a una visione prospettica, abbiamo ottenuto un finanziamento di 27,5 milioni di euro a valere sul turismo delle radici, con il trasferimento alla provincia di Avellino di 70 milioni, grazie al ministro Tajani. Fondi che garantiranno la riqualificazione di stazioni, borghi e percorsi, la costruzione di una segnaletica e di sentieri, e ancora hub, case dell’acqua, attività di car sharing e e bike sharing, un servizio integrato perchè il turismo delle radici sia il punto di partenza di un rilancio complessivo del territorio, fino ad oggi offeso da una politica scellerata”. E annuncia la volontà di partecipare con il Cammino di Guglielmo a nuovi bandi legati alla valorizzazione del patrimonio immateriale “Siamo riusciti ad aggregare comuni, a creare un brand e favorire uno sviluppo turistico in linea con la vocazione del territorio. Dobbiamo continuare lungo questa strada”.
Verderosa ricorda come il cammino scelga di ripercorrere i passi terreni del giovane pellegrino Guglielmo non ancora santo alla ricerca della propria spiritualità “Ha, appena, 14 anni quando intraprende un lungo pellegrinaggio a Santiago de Compostela per poi tornare in Italia e fondare complessi monastici di eccezionale importanza, come le Abbazia di Montevergine e il Goleto”. Ribadisce come la guida nasca dalla volontà di “rassicurare i camminatori che arrivano ormai da tutta Italia attraverso un supporto prezioso. Ogni tappa, per un distanza pari a circa 20 km, viene descritta nel dettaglio, tra boschi, sorgenti, attrazioni, strutture ricettive, senza dimenticare numeri utili e referenti sui territori. Sono 180 pagine che permettono al camminatore di procedere autonomamente, al di là dei cammini di gruppo che hanno spesso caratterizzato le nostre iniziative. Con questo strumento, unitamente all’app, scaricabile online, e alla mappa cartografica, tutti potranno sperimentare e godere appieno la bellezza del Cammino”.
L’Abate Guariglia ricorda come il Cammino stia portando tanti frutti al nostro territorio. “Non dobbiamo dimenticare che è un cammino spirituale, un percorso dell’anima sulle orme del patrono Guglielmo. Non deve perdere questa valenza, così come Guglielmo è andato alla ricerca di Dio, anche chi intraprende un pellegrinaggio deve cercare di riscoprire la propria spiritualità partendo dal contatto con la natura”.E’ quindi Franco Di Cecilia, in rappresentanza della Provincia, a ribadire la volontà di sostenere il progetto, garantendo la volontà di “ricostruire la filiera istituzionale che unisce l’amministrazione provinciale, Comuni e Regioni, andando a colmare un vuoto oggi esistente, superando apatie e dimenticanze, ristabilendo la sintonia tre enti”. E pone l’accento sulle qualità di un volume che consegna appieno il valore di un viaggio “che è catartico ma è anche un invito alla santità”Mario Marciano si sofferma sul valore di un libro che nasce da tre anni di lavoro e ha cercato di consegnare le emozioni legate al cammino, a partire da 110 foto, descrizioni e cartine delle 15 tappe, oltre a offrire informazioni utili “Un libro che va nella direzione di valorizzare l’Irpinia nella sua varietà, mettendo in moto microeconomie, come sta facendo il Cammino”. Don Salvatore Sciannamea, già Rettore del Loreto e tra i primi a credere nel progetto, sottolinea la necessità di coinvolgere fortemente il mondo ecclesiale e invita a non perdere la radice di spiritualità e santità da cui nasce il percorso “che è un’immersione nel bello e nello stupore”. Un appello accolto da Liberato Canadà, delegato della Conferenza Episcopale della Basilicata, che ricorda come la “Chiesa è di per sè in cammino” e pone l’accento sul coinvolgimento di sei diocesi nel progetto, pronte a fare la propria parte.
A concludere l’incontro il sindaco di Avellino Nello Pizza, presente al tavolo insieme al presidente del Consiglio Comunale Nicola Giordano, che evidenzia la necessità per Avellino di riscoprire quel ruolo di capoluogo perduto negli anni passati, investendo sulla valorizzazione della sua identità “che ci ha guidato anche nella realizzazione del cartellone estivo Ecco perchè diventa fondamentale promuovere iniziative che possano incoraggiare visitatori a scoprire l’Irpinia, la nostra città come i comuni vicini”.



