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Il Cammino di Guglielmo ha la sua guida, primo passo verso la costruzione del brand Irpinia. De Angelis: trenta comuni e tre regioni unite per favorire lo sviluppo di turismo e territorio

Un primo passo verso la costruzione del brand Irpinia. E’ la scommessa lanciata nel corso della presentazione della guida ufficiale del Cammino di Guglielmo, tenutasi questa mattina al Circolo della stampa nel corso di un confronto, moderato dal giornalista Annibale Discepolo, alla presenza di Dom Riccardo Guariglia, Abate di Montevergine e presidente dell’associazione, Franco Di Cecilia, in rappresentanza della Provincia di Avellino, Nello Pizza, sindaco di Avellino, Carmine De Angelis, sindaco di Chiusano di San Domenico, Comune Capofila, Don Salvatore Sciannamea, parroco di Andretta, Mario Marciano, responsabile della comunicazione, Angelo Verderosa, coordinatore del progetto, Liberato Canadà, delegato Conferenza Episcopale della Basilicata.
De Angelis: siamo riusciti a guardare di là del campanile
E’ il sindaco De Angelis a sottolineare la forza di un progetto che “ha implementato la sua missione. La sfida è partita da due comuni, Ospedaletto e Chiusano, grazie ai fondi del PNRR, per poi abbracciare trenta comuni, tre regioni, lungo un percorso di oltre 320 km, capace di guardare oltre il campanile. Grazie a una visione prospettica, abbiamo ottenuto un finanziamento di 27,5 milioni di euro a valere sul turismo delle radici, con il trasferimento alla provincia di Avellino di 70 milioni, grazie al ministro Tajani. Fondi che garantiranno la riqualificazione di stazioni, borghi e percorsi, la costruzione di una segnaletica e di sentieri, e ancora hub, case dell’acqua, attività di car sharing e e bike sharing, un servizio integrato perchè il turismo delle radici sia il punto di partenza di un rilancio complessivo del territorio, fino ad oggi offeso da una politica scellerata”. E annuncia la volontà di partecipare con il Cammino di Guglielmo a nuovi bandi legati alla valorizzazione del patrimonio immateriale “Siamo riusciti ad aggregare comuni, a creare un brand e favorire uno sviluppo turistico in linea con la vocazione del territorio. Dobbiamo continuare lungo questa strada”.
Verderosa: appello ai Comuni, fondi non sempre utilizzati per progetti legati al Cammino
Verderosa ricorda come il cammino scelga di ripercorrere i passi terreni del giovane pellegrino Guglielmo non ancora santo alla ricerca della propria spiritualità “Ha, appena, 14 anni quando intraprende un lungo pellegrinaggio a Santiago de Compostela per poi tornare in Italia e fondare complessi monastici di eccezionale importanza, come le Abbazia di Montevergine e il Goleto”. Ribadisce come la guida nasca dalla volontà di “rassicurare i camminatori che arrivano ormai da tutta Italia attraverso un supporto prezioso. Ogni tappa, per un distanza pari a circa 20 km, viene descritta nel dettaglio, tra boschi, sorgenti, attrazioni, strutture ricettive, senza dimenticare numeri utili e referenti sui territori. Sono 180 pagine che permettono al camminatore di procedere autonomamente, al di là dei cammini di gruppo che hanno spesso caratterizzato le nostre iniziative. Con questo strumento, unitamente all’app, scaricabile online, e alla mappa cartografica, tutti potranno sperimentare e godere appieno la bellezza del Cammino”.
Ricorda coma la sfida sia partita nel 2012 da un’associazione che oggi conta 77 soci e sia riuscita a coinvolgere 21 comuni della provincia da Avellino a Sant’Andrea, 5 della Basilicata e 4 della Puglia, pone l’accento sui dati positivi relativi al numero dei pellegrini che hanno compiuto il percorso, un dato ricavato sulla base delle credenziali rilasciate, il passaporto del pellegrino consegnato alla partenza all’Abbazia di Montevergine e sul numero dei testimonium, l’attestato per chi ha compiuto almeno 200Km, a patto che abbia visitato l’Abbazia di Montevergine, il Goleto e la Badia di Santa Maria del Piano. “Sono 250 i pellegrini che hanno ritirato nel corso dell’anno le credenziale e circa 50 ad oggi quelli che hanno ottenuto il testimonium. Il numero dei pellegrini è in crescita e ci consente di comprendere come si stia creando sui territori un indotto economico significativo, che riguarda innanzitutto ristoratori e albergatori. La sfida è quella coinvolgere di anno in anno un numero sempre maggiore”. Non nasconde un po’ di amarezza per le scelte legate all’utilizzo dei fondi per il Turismo delle Radici “Sono i Comuni a decidere come utilizzare queste risorse e non sempre vengono destinate a progetti strettamente collegati al Cammino di Guglielmo, come nel caso della realizzazione di un ponte tibetano. Gli unici fondi che abbiamo ricevuto come associazione sono i 28.000 euro assegnati dall’Assessorato al Turismo della Regione e saranno destinati alla realizzazione di una segnaletica su sulle tratte del Cammino della Campania”. Parole che vogliono essere, però, soprattutto un appello ad enti e amministrazioni a fare squadra e a credere nel valore di questo progetto, condividendo sforzi e idee.L’Abate Guariglia: un cammino spirituale che sta portando frutti al territorio
L’Abate Guariglia ricorda come il Cammino stia portando tanti frutti al nostro territorio. “Non dobbiamo dimenticare che è un cammino spirituale, un percorso dell’anima sulle orme del patrono Guglielmo. Non deve perdere questa valenza, così come Guglielmo è andato alla ricerca di Dio, anche chi intraprende un pellegrinaggio deve cercare di riscoprire la propria spiritualità partendo dal contatto con la natura”.E’ quindi Franco Di Cecilia, in rappresentanza della Provincia, a ribadire la volontà di sostenere il progetto, garantendo la volontà di “ricostruire la filiera istituzionale che unisce l’amministrazione provinciale, Comuni e Regioni, andando a colmare un vuoto oggi esistente, superando apatie e dimenticanze, ristabilendo la sintonia tre enti”. E pone l’accento sulle qualità di un volume che consegna appieno il valore di un viaggio “che è catartico ma è anche un invito alla santità”Mario Marciano si sofferma sul valore di un libro che nasce da tre anni di lavoro e ha cercato di consegnare le emozioni legate al cammino, a partire da 110 foto, descrizioni e cartine delle 15 tappe, oltre a offrire informazioni utili “Un libro che va nella direzione di valorizzare l’Irpinia nella sua varietà, mettendo in moto microeconomie, come sta facendo il Cammino”. Don Salvatore Sciannamea, già Rettore del Loreto e tra i primi a credere nel progetto, sottolinea la necessità di coinvolgere fortemente il mondo ecclesiale e invita a non perdere la radice di spiritualità e santità da cui nasce il percorso “che è un’immersione nel bello e nello stupore”. Un appello accolto da Liberato Canadà, delegato della Conferenza Episcopale della Basilicata, che ricorda come la “Chiesa è di per sè in cammino” e pone l’accento sul coinvolgimento di sei diocesi nel progetto, pronte a fare la propria parte.

A concludere l’incontro il sindaco di Avellino Nello Pizza, presente al tavolo insieme al presidente del Consiglio Comunale Nicola Giordano, che evidenzia la necessità per Avellino di riscoprire quel ruolo di capoluogo perduto negli anni passati, investendo sulla valorizzazione della sua identità “che ci ha guidato anche nella realizzazione del cartellone estivo Ecco perchè diventa fondamentale promuovere iniziative che possano incoraggiare visitatori a scoprire l’Irpinia, la nostra città come i comuni vicini”.

 

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Floriana Guerriero

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