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Il carcere di Avellino è allo sbando, FP Cgil: “Carenza strutturale di personale, la sicurezza è compromessa”

La situazione all’interno del carcere di Avellino continua a destare preoccupazione. Non mancano episodi di tensione  con cadenza ormai quotidiana.Si registrano  evidenti  segnali di criticità esternate dagli agenti di polizia penitenziaria, impegnati a garantire, con turni massacranti, e carenza di organico,  la sicurezza all’interno degli istituti di detenzione.

Mirko Manna, Coordinatore Nazionale Polizia Penitenziaria FP Cgil, e Orlando Scocca, Coordinatore FP CGIL Regione Campania Polizia Penitenziaria, hanno espresso gravi timori riguardo alle condizioni di lavoro e alla gestione della casa circondariale di Bellizzi Irpino.  “Siamo venuti appositamente da Roma per valutare la situazione reale. Stiamo parlando di turni massacranti che superano le 12 ore. C’è anche un continuo avvicendamento dei direttori, nonostante ce ne sia uno titolare impiegato dall’amministrazione del carcere di Santa Maria Capua Vetere. Questo cambio frequente di dirigenti sta danneggiando l’amministrazione penitenziaria, e all’interno del carcere di Avellino, si nota una totale disorganizzazione delle unità operative”, afferma Mirko Manna.

“Oltre ai problemi legati ai turni, c’è una carenza strutturale di personale; mancano almeno 40 unità, come avevamo già segnalato in precedenza al capo DAP. Abbiamo richiesto l’invio del personale in modo da ripristinare i livelli minimi di sicurezza, ma ora la sicurezza è compromessa e il personale è costretto a coprire tre/quattro posti di servizio, il che è insostenibile”, prosegue Manna.

“Come sindacato, ogni giorno affrontiamo atti di violenza nei confronti della polizia penitenziaria. Con una media di 20 eventi critici al giorno in tutta Italia, di cui circa 10 portano il poliziotto in ospedale. Abbiamo purtroppo registrato 80 suicidi nel nostro corpo negli ultimi 10 anni, tutti collegati allo stress correlato al lavoro, il che è inaccettabile”, denuncia Manna.

La violenza all’interno delle carceri rappresenta una costante minaccia per i poliziotti penitenziari, che devono affrontare ogni giorno  situazioni pericolose. Il deterioramento delle condizioni di lavoro, insieme alla mancanza di personale, rende la situazione ancora più grave. “Chiederemo al governo di rivedere la struttura penitenziaria, poiché le carceri sono obsolete e trattano gli individui in modo disumano. Oggi ci confrontiamo con la realtà che il Provveditore della Campania, la dottoressa Castellano, sembra non vedere. Il 15 agosto è venuta qui dicendo che tutto va bene, ma la realtà è diversa. Ieri c’è stata una rissa tra detenuti, quindi oggi approfondiremo ulteriormente anche questo ennesimo episodio di violenza”, conclude Manna.

Gli fa eco Orlando Scocca Coordinatore FP CGIL Regione Campania Polizia Penitenziaria: ‘Ho chiesto l’intervento del coordinatore nazionale per una ragione precisa, oltre al fatto che già ci rivolgemmo al provveditore: desideriamo che queste voci e questioni siano portate anche a livello nazionale. In caso contrario, non vediamo una soluzione'”, sottolinea Scocca.La mancanza di stabilità dei dirigenti all’interno delle carceri è un altro punto critico. La rotazione frequente dei dirigenti rende difficile l’attuazione di politiche coerenti e la gestione efficace degli istituti di detenzione”.

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