Grottaminarda – Hanno appena benedetto, soltanto qualche giorno fa, la talpa che servirà a scavare la galleria “Melito” dell’Alta Velocità Napoli-Bari. I bambini delle scuole elementari della cittadina ufitana e della vicina Melito Irpino, a seguito di un concorso, le avevano dato il nome di “Aurora”. Ma la questione delle infrastrutture in questa parte della provincia di Avellino, la valle dell’Ufita, è sempre in bilico. Le mazzette nascoste nei panettoni e lo sfruttamento degli operai, lo smaltimento illecito dei rifiuti, venute a galla ventiquattro ore fa, le regalie per accaparrarsi i lavori ne fanno invece la solita storia. È quanto sta venendo fuori dall’inchiesta della procura di Napoli, che ha acceso i riflettori su appalti e subappalti nei cantieri Rfi, stazione appaltante e Italfer spa, per la progettazione, sui lavori per l’alta velocità relativa alla Napoli-Bari, un’opera da 5,8 miliardi finanziata anche con fondi Pnrr. L’ordinanza, emessa ieri, della gip Federica Girardi nei confronti di 20 persone, la metà agli arresti domiciliari. 49 indagati, tra questi alcuni esponenti del clan Belforte.
Ma anche le notizie che giungono dalla infrastruttura “gemella” la Lioni-Contursi-Grottaminarda, la strada a scorrimento veloce, non sono per niente confortanti. Anche qui lavori bloccati, ma per altre ragioni. La Regione Campania ha chiesto a Condotte 1880, il consorzio di imprese, una netta accelerazione dei lavori sul cantiere. Altrimenti sarà costretta, “è una possibilità – dice il capogruppo dem a palazzo Santa Lucia, Maurizio Petracca -” a rescindere il contratto, bandire una nuova gara d’appalto. Con il conseguente prolungamento dei tempi che diverrebbero ancora più lunghi. Ma che storia è, allora, quella dello sviluppo in valle Ufita?
“Siamo molto attenti a queste vertenze – dice il sindaco di Grottaminarda, Marcantonio Spera -, chiamiamole così, in particolare ci auguriamo che non sia vero quello che ci stanno riferendo i giornali (ma è una inchiesta della procura di Napoli, quella che sta conducendo sull’A.V.Napoli-Bari, ndr).
Questo è l’augurio che facciamo a tutti. Comunque vada speriamo che questo non rallenti i lavori della infrastruttura”.
Non basta, forse, nemmeno annunciare, per la ripresa dei lavori della Lioni-Contursi-Grottaminarda, “una protesta civile, ma forte – come già aveva pensato lo stesso Spera -“. Perché, senza risposte certe, il sindaco di Grottaminarda, nelle prossime settimane “non avrei esitato a chiedere anche agli altri sindaci interessati di mettere in atto una protesta fortissima, si parlava di incatenarsi”.
Qualcosa, insomma, che sarebbe stata metaforicamente “una dimostrazione di stanchezza ma anche una prova di orgoglio”.
Sono quarant’anni che, quest’opera, va avanti in questo modo. “E non possiamo assistere alla sua morte che, concepita allora, sta ancora lì e per la quale non abbiamo notizie piene di incertezze, fumosità, scarichi di responsabilità intollerabile”. I sindaci, quindi, si sono stancati in qualche modo di essere presi in giro. “Per questo – ribadisce Marcantonio Spera – nelle prossime settimane chiederemo spiegazioni e prese di posizione importanti”. Il sindaco ufifano, tra l’altro, è il responsabile tecnico nico del Masterplan valle Ufita.
Un altro pezzo importante che potrebbe pagare le conseguenze di quanto sta accadendo da queste parti. “È stato concepito e strutturato in una bozza preliminare dal comitato scientifico universitario, in collaborazione con i comuni. Ed è stato consegnato all’assessore Cuomo, che ho incontrato nel corso della festa regionale dell’Unità, a Portici: e in quella occasione, lo ho sollecitato”. Certamente è stato un incontro informale, ma importante ed esaustivo. Di sicuro per prendere atto del masterplan : di com’è stato strutturato, di come dovrà essere presentato innanzitutto ai cittadini ma anche ai sindaci e ai tecnici dell’aria vasta che hanno contribuito a concepirlo”. Nemmeno l’organizzazione del Masterplan può più aspettare e, per Spera, “sono anni che è stato annunciato come il progetto complessivo che chiude anche la stazione Hirpinia e la stessa Lioni-Contursi-Grottaminarda: quindi tutto quello che può garantire lo sviluppo dell’Area Vasta e delle nostre zone interne. Perciò – continua il primo cittadino – ci auguriamo che questo disegno strategico, con questo governo regionale, con quello provinciale e con l’azione di tutti i sindaci, nell’immediato futuro prenda corpo e dia speranza e certezze ai cittadini affinché si possano riprendere, alla grande, tutte le nostre comunità”.
La storia della strada dei due mari ha qualcosa di paradossale: doveva essere, infatti, la prima delle opere ad essere conclusa. E invece sta ancora lì. “Certo, purtroppoè così – risponde Spera -. Io personalmente, negli ultimi quattro anni, insieme agli altri sindaci non abbiamo fatto altro che chiedere spiegazioni, siamo andati tante a palazzo Santa Lucia , abbiamo seguito da vicino le imprese appaltatrici. Abbiamo fatto grandi sacrifici, per il nostro territorio”. Ed è giusto da quattro anni che è bloccata. “Questo ha comportato oltre a un disastro ambientale – sottolinea ancora il sindaco – anche la chiusura di molte aziende che usufruivano di quella bretella stradale per approvvigionare le aziende, che poi hanno chiuso, di materiali vari. Io devo tutelare i cittadini oltre che ovviamente spingere affinché quest’opera strategica per il nostro territorio si concluda”. Insomna “basta” con i tentativi. E, per questo, si dice pronto ad interessare della questione la Provincia ed i sindaci, nella sua doppia veste di primo cittadino di Grottaminarda e di vicepresidente dell’ente di Palazzo Caracciolo.