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La decisione del Presidente Mattarella di affidare a Draghi l’incarico di formare il nuovo governo fu presa perché in Parlamento i partiti politici non erano riusciti a formare una maggioranza dopo la caduta del Governo Conte che, a detta di tanti osservatori, non aveva operato male ed era riuscito ad avere un sostanziale aiuto dall’Europa (Recovery plan). Italia viva votò contro con soddisfazione dei grandi giornali, deli poteri forti e della grande destra. Mattarella, che avrebbe potuto sciogliere le Camere, trovò una soluzione di ripiego utilizzando la più grande risorsa per autorevolezza, competenza e per storia, che aveva l’Italia. Sarebbe dovuto essere un Governo istituzionale cui tutti i partiti avrebbero dovuto dare l’appoggio, mettendo da parte la propria ideologia e propaganda nell’unico obbiettivo di salvare l’Italia in gravissima crisi sanitaria ed economica.

Le cose, purtroppo, non sono andate secondo il desiderio del Capo dello Stato che, a pochi giorni dall’inizio del semestre bianco, non può più sciogliere il Parlamento. La Meloni con i suoi Fratelli d’Italia, sitirò subito fuori iniziando una dura opposizione che le sta fruttando, nei sondaggi, un consenso sempre in crescita fino a diventare il primo partito. Dall’altra parte anche la sinistra di Fratoianni è rimasta fuori, senza però, ricavare alcun consenso in più. Gli altri sono tutti dentro: la Lega con Giorgetti ministro di peso ed altri in posti chiave, (mentre Salvini da fuori continua a fare l’opposizione più becera e rozza,) e Forza Italia con Brunetta, altro ministro economico, la Gelmini e la Carfagna, poi il PD, che ha visto ridotta la sua squadra, Leu il cui ministro Speranza fa quel che può abbastanza bene e i ministri 5Stellee sono ancora in preda ad una cupio dissolvi che Conte, premier in pectore, non riesce ad arginare.

Con una maggioranza così eterogenea e distante Draghi avrebbe dovuto, come sta facendo, agire prendendo decisioni in solitudine utilizzando Decreti Legge e facendosele approvare dal C.d:M. Decreti legge che Mattarella ritiene eccessivi. Quando si parla di fronteggiare la pandemia le cose sono meno complicate anche se la Meloni e Salvini ce la mettono tutta per criticare aspramente ogni provvedimento: Ora sono in piazza a guidare i cortei dei no vax e se fosse per loro aprirebbero tutto e subito. Draghi ha personalmente rimproverato Salvini che è corso a vaccinarsi ma siamo sicuri che tornerà quello di prima per contrastare la Meloni. Quando, poi, ci sono da fare le riforme che l’Europa ci chiede e che sono legate al Recovery, le differenza tra una politica di estrema destra e una di centro sinistra appare in tutta la sua problematicità. Berlusconi, Salvini non hanno nulla in comune con il PD, Leu e i 5Stelle. Draghi dovrebbe mediare senza annacquare, cosa impossibile anche perché la destra e la sinistra su tutte le riforme da fare sono in netto contrasto. Draghi fa quello che può ma la sua autorevolezza non gli permette di andare in fondo ai problemi ed è costretto a fare i salti mortale per far passare riforme appena decenti. Senza considerare che la sua azione di governo è più condizionata dai poteri forti e da quella parte che si rifà ad una destra seppur raffinata e non populista, cui Draghi mostra di appartenere. La libertà di licenziamento, la proroga del Casbah, la stessa riforma, Cartabia criticatissima dalla maggior parte dei magistrati, da tutti i procuratori e perfino da un avvocato illustre come Coppi, sembra più ispirata alla salvaguardia dei colletti bianchi che dei poveracci. Ridurre i tempi dei processi è sacrosanto. Farli andare in fumo è delittuoso. Bisognerebbe trovare la quadra passando sopra le centinaia di migliaia di di avvocati (il triplo o il quadruplo di quanti ne hanno la Germania e la Francia) che con processi breve sarebbero costretti a cambiare mestiere.

di Nino Lanzetta

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