AVELLINO – Il Nobel per la pace ai bambini di Gaza. Si carica di un valore forte, denuncia della violenza di ogni guerra, la proposta avanzata dal filosofo Eugenio Mazzarella, docente di Filosofia teoretica all’Università Federico II di Napoli, al centro di un incontro pubblico in programma venerdì 9 ottobre, alle 17.30, al Circolo della Stampa di Avellino.
L’iniziativa, promossa dall’associazione Avellino Popolare, nasce con l’obiettivo di richiamare l’attenzione dell’opinione pubblica internazionale sulla condizione dei bambini coinvolti nei conflitti e, più in generale, sul diritto alla pace.
Un confronto che arriva in un momento particolarmente drammatico per la popolazione palestinese e che vuole aprire una riflessione sul valore simbolico e civile del riconoscimento proposto da Mazzarella. L’idea è quella di porre al centro proprio i bambini, vittime innocenti delle guerre, trasformando la loro sofferenza in un appello alla comunità internazionale affinché non venga meno l’attenzione sulla tutela dei diritti umani e sulla necessità di costruire percorsi di pace.
A presiedere e introdurre i lavori sarà Gianni Festa, direttore del Corriere dell’Irpinia. Interverranno Luigi Anzalone, professore, Margherita D’Andrea, dottoressa, e Alberta De Simone, onorevole e professoressa, che contribuiranno al confronto approfondendo il significato della proposta e le sue implicazioni sul piano civile, politico e culturale.
A concludere l’incontro sarà lo stesso Eugenio Mazzarella, promotore dell’iniziativa, chiamato a illustrare le ragioni che lo hanno portato a proporre il conferimento del Nobel per la pace ai bambini di Gaza, a partire da un dato drammatico, i minori continuano a morire anche dopo il cessate il fuoco di ottobre, con un ritmo di circa un bambino al giorno, secondo l’Unicef. Tra i firmatari figurano personalità del mondo accademico, culturale e politico. Hanno aderito, tra gli altri, il filosofo Massimo Cacciari, la politologa Francesca Izzo, il sociologo Luigi Manconi e l’economista Stefano Zamagni.
Un appuntamento che intende dunque andare oltre il dibattito sul conflitto israelo-palestinese per aprire una riflessione più ampia sul rapporto tra pace, diritti, responsabilità internazionale e tutela dell’infanzia. Un confronto che, attraverso la proposta di Mazzarella, vuole riportare al centro dell’attenzione la voce e la condizione dei bambini che subiscono le conseguenze delle guerre.

