Il romanzo autobiografico della scrittrice senese, pubblicato dalla casa editrice irpina Edizioni Il Papavero, riceve un importante riconoscimento per la capacità di affrontare con sensibilità il trauma dell’abuso infantile. Un successo che premia anche il lavoro di ricerca della qualità editoriale portato avanti dalla casa editrice irpina diretta dalla dott.ssa Martina Bruno.
Il 24 ottobre 2026 a SANNICANDRO DI BARI, la letteratura si fa testimonianza, la parola diventa uno strumento per rompere il silenzio e una storia personale si trasforma in un messaggio di profondo valore umano e civile. È questo il significato del secondo premio conquistato da Sarita Massai con il romanzo “Il nome del male”, Edizioni Il Papavero, nell’ambito della Xedizione del Premio Accademico Internazionale di Letteratura Contemporanea Lucius Annaeus Seneca, un appuntamento di rilievo nel panorama culturale e letterario, insignito della Medaglia del Senato della Repubblica e della Camera dei Deputati.
La cerimonia di premiazione si è svolta nella suggestiva Sala delle Scuderie del Castello Normanno-Svevo di Sannicandro di Bari, in un contesto dedicato alla celebrazione della cultura, della letteratura e del dialogo tra i popoli. Un riconoscimento che assume un significato particolare per la scrittrice senese e la motivazione della giuria restituisce con chiarezza il valore dell’opera:
«Il libro affronta con sensibilità il trauma dell’abuso infantile, restituendone le ferite, i silenzi e le conseguenze interiori. Un’opera di forte impatto emotivo e civile, capace di dare voce a una sofferenza spesso taciuta».
Parole che sottolineano la capacità della scrittura autobiografica di superare i confini della vicenda individuale per raggiungere una dimensione universale. Raccontare non significa soltanto ripercorrere il dolore, ma anche renderlo visibile, riconoscibile e comprensibile, contribuendo a contrastare l’indifferenza e a creare spazi di consapevolezza. In questo senso, “Il nome del male” si afferma come un’opera che interpella il lettore e richiama l’attenzione su una realtà che troppo spesso rimane nascosta dietro il silenzio.
Per la Massai, questo secondo posto rappresenta un nuovo e significativo capitolo di un percorso letterario già segnato da diversi riconoscimenti. La scrittrice ha saputo portare la propria voce all’attenzione di giurie e contesti culturali, facendo della scrittura uno spazio di elaborazione, testimonianza e confronto e il valore del suo impegno è emerso anche attraverso le numerosepartecipazioni a iniziative di sensibilizzazione sociale.
Il riconoscimento ottenuto al Premio Seneca conferma dunque l’attenzione suscitata da un’opera capace di affrontare un tema delicato senza sottrarsi alla sua complessità, affidando alla letteratura il compito di dare forma a ciò che spesso fatica a essere detto.
Il premio rappresenta anche una soddisfazione per Edizioni Il Papavero, casa editrice irpina guidata dalla dott.ssa Martina Bruno, impegnata in un progetto editoriale orientato alla qualità delle opere e alla valorizzazione di voci letterarie capaci di lasciare un segno nel panorama culturale.
La crescente attenzione da parte dei lettori e i riscontri provenienti dalle giurie dei premi letterari testimoniano il percorso di consolidamento della casa editrice, che punta a coniugare cura editoriale, ricerca e attenzione ai contenuti.
La direzione della dott.ssa Martina Bruno si inserisce in una visione nella quale pubblicare non significa semplicemente dare alle stampe un libro, ma riconoscere e accompagnare un progetto narrativo, individuandone le potenzialità espressive e il valore culturale. La scelta di sostenere un’opera come “Il nome del male”si colloca in questa prospettiva: dare spazio a una storia complessa, affrontata attraverso una scrittura che sollecita riflessione e partecipazione.
Il successo di Sarita Massai diventa così anche un riconoscimento del lavoro editoriale che ha accompagnato il romanzo, rafforzando il legame tra la sensibilità dell’autrice e la visione della casa editrice.

