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Il piano di ripresa e resilienza questo sconosciuto

Di Luigi Mainolfi 

Se mettiamo assieme tutti gli articoli, le relazioni, i decreti, i verbali dei due rami del Parlamento, dei Consigli Regionali e dei Consigli Comunali abbiamo una montagna più alta del Partenio. E, se unifichiamo le parole pronunciate dai tromboni televisivi e da quelli radiofonici, abbiamo un disco del diametro uguale alla lunghezza della Via Appia. Incominciò il logorroico Conte a tentare di convincere gli ingenui che, concretizzando le 6 missioni, il futuro prossimo dell’Italia sarebbe stato tranquillo, con crescita del PIL , riduzione del debito pubblico e sviluppo verde e digitale. I titoli delle missioni erano convincenti: 1) Digitalizzazione, innovazione, competitività, cultura e recovery plan; 2) Rivoluzione verde; 3) Infrastrutture; 4) Istruzione e riconversione; 5) Coesione e inclusione; 6) Salute. La somma disponibile è di 191,5 miliardi, di cui una parte a fondo perduto e l’alta a prestito. Dopo due anni, dovremmo conoscere i progetti da concretizzare e le ricadute sulla società e sull’economia italiana. Invece, dal Corriere della Sera del 18 c.m, abbiamo appreso che il 44% degli italiani conosce il Pnrr solo in parte, il 28% ne ha solo sentito parlare e il 16% ignora di cosa si tratta. Le vicenda della piattaforma logistica di Valle Ufita dimostra che nemmeno quel poco che si conosce è sicuro. L’ASI e i Sindaci della zona temono che i fondi Pnrr assegnati, 26 milioni di euro, verranno stralciati. Le cose lette e quelle ascoltate hanno provocato alcune considerazioni. Mentre si vuole meno inquinamento, tanto da chiamare una delle missioni “transizione ecologica”, si manifesta preoccupazione per la diminuzione della popolazione e per la scarsa crescita del Pil e si pensa di neutralizzarle aprendo le porte all’invasione dei migranti e sperando in un aumento dei consumi. Una volgare contraddizione. L’inquinamento del mondo è cresciuto con la crescita della popolazione e con l’aumento del consumismo, alimentato dalla mentalità fordista, dagli interessi dei produttori di beni ad avere più clienti e dall’essiccamento dei sentimenti, sostituendoli con l’imitazione e con beni materiali inquinanti. Da molti anni, esperti sostengono che i mali del mondo sono cresciuti con il crescere della popolazione. L’aumento della temperatura, la scarsità di acqua e disastri atmosferici sono aumentati a causa della rottura dell’equilibrio tra uomo e natura. Negli anni ’70, menti illuminate sostenevano che per l’equilibrio uomo-natura in Italia, la popolazione non doveva superare i 30 milioni. E’ facile capire che il mercato guida gli Stati e i poteri economici vogliono Governanti fantocci e l’aumento dei poveri. Basta ricordare il rapporto Stati Uniti–America del Sud, l’assassinio di Allende e l’aumento della povertà in città americane, dove prima c’era un’economia florida (Florida). La confusione concettuale e il non utilizzo con saggezza e tempestività dei fondi Pnrr dipendono dalla politica del “caso per caso” della seconda Repubblica, senza una visione della società e senza una strategia economica per uno sviluppo del Paese. Fubini ci fa sapere che la Francia e la Germania investono molto di più dell’Italia e in settori strategici. In Italia, Fitto ha detto che entro tre mesi, il piano sarà rimodulato, a dimostrazione della costosa superficialità dei precedenti Governi. Negli altri Paesi si parla, in Italia si balbetta.

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