Domenica, 31 Maggio 2026
04.07 (Roma)

Ultimi articoli

Il PNRR non è neutrale: o riduce i divari o li moltiplicherà

Di Franco Fiordellisi, già segretario generale CGIL provinciale Avellino

Come ogni fine anno, è tempo di bilanci. Ma i bilanci, per essere utili, devono essere veri e puntuali, capaci di orientare scelte, progetti e politiche per l’anno che viene. Eppure il dibattito pubblico su dossier e report fondamentali appare sempre più polarizzato, mentre in Parlamento si discute una legge di bilancio povera di visione industriale e sociale, incapace di affrontare i nodi strutturali del Paese.

Nel frattempo, il futuro viene ipotecato pesantemente: aumento della spesa militare, nuovo indebitamento per il riarmo, compressione degli interventi su sanità, welfare, enti locali, cultura, diritto all’abitare e investimenti nelle filiere industriali innovative e sostenibili. Il tutto dentro un cambio di rotta dell’Unione europea che non offre una prospettiva di sviluppo e che non può essere accettato come un fatto inevitabile.

È in questo quadro che il PNRR entra nella sua fase finale. Entro il 2026 il Piano dovrà essere completato e rendicontato; le risorse non spese non verranno riconosciute dall’Unione europea e una parte rilevante dei fondi, essendo prestiti, dovrà comunque essere restituita. Questo dato, troppo spesso rimosso dal dibattito pubblico, è politicamente decisivo: rischiamo di aumentare il debito senza ridurre le disuguaglianze.

Il PNRR non è uno strumento neutrale. In un Paese attraversato da divari territoriali profondi, produce effetti differenti a seconda dei territori. Dove le amministrazioni sono forti, strutturate e dotate di competenze, la spesa avanza. Dove i Comuni sono piccoli, sottodimensionati, privi di personale tecnico e amministrativo adeguato, la spesa rallenta o si blocca. Non per incapacità delle comunità, ma per una debolezza strutturale dello Stato che dura da decenni.

Questa criticità era nota ben prima del PNRR. Da anni dirigenti pubblici e operatori dei fondi europei segnalano che il vero collo di bottiglia non sono le norme, ma la capacità amministrativa. Per oltre un decennio la Pubblica amministrazione ha gestito i fondi strutturali con una capacità di spesa limitata; improvvisamente le si è chiesto di governare investimenti per centinaia di miliardi senza un adeguato investimento nel capitale umano, nelle competenze tecniche e nell’organizzazione.

Il problema non è “fare decreti”, ma gestire politiche complesse. Qui emerge una responsabilità politica chiara: si è scelto di accelerare procedure e scadenze senza ricostruire una macchina pubblica in grado di reggerle. Il reclutamento straordinario non ha colmato il vuoto di competenze specialistiche; gli inquadramenti e i salari offerti non sono competitivi; la formazione tecnica avanzata è rimasta marginale. Così, mentre il PNRR corre sulla carta, la PA reale arranca, soprattutto nel Mezzogiorno e nelle aree interne.

Questo limite strutturale si intreccia con disuguaglianze sociali e demografiche profonde. Nel Sud i salari restano mediamente più bassi di oltre il 25% rispetto al Centro-Nord; il lavoro povero e la precarietà sono condizioni strutturali. Nelle aree interne, alla fragilità del lavoro si somma una crisi demografica severa: natalità ai minimi storici, popolazione che invecchia rapidamente, quote di over 65 che in molti comuni superano il 30%. Qui il ritardo del PNRR non è un dato contabile: significa meno sanità di prossimità, meno servizi socio-assistenziali, scuole che chiudono, giovani che se ne vanno.

La sanità è il punto più sensibile. Dove il PNRR avrebbe dovuto rafforzare reti territoriali, cure domiciliari e presa in carico degli anziani, i ritardi sono più marcati. Senza personale, senza organizzazione, senza integrazione tra servizi, anche le strutture realizzate rischiano di restare vuote. E mentre il Sud invecchia, la risposta pubblica arretra.

Il paradosso è evidente: proprio nei territori che avrebbero più bisogno di investimenti pubblici stabili, il PNRR rischia di non essere speso o di essere riprogrammato altrove. Così un piano nato per ridurre i divari rischia di moltiplicarli, lasciando in eredità debito e frustrazione.

La partecipazione degli enti locali e delle comunità non può essere invocata come alibi. Deve essere governata, inserita in una pianificazione territoriale integrata, sostenuta da lavoro pubblico qualificato
e da una chiara responsabilità politica. Le aree interne non sono un problema residuale, ma una leva strategica di sviluppo: economia circolare, gestione dell’acqua e dell’energia, agroalimentare di qualità, manifattura sostenibile, cura del territorio. Senza una PA forte, queste potenzialità restano sulla carta.

In questo quadro, Campania e Puglia possono svolgere un ruolo decisivo. I Consigli regionali neoeletti a guida progressista di Roberto Fico e Antonio Decaro non devono limitarsi a gestire scadenze, ma rigenerare le politiche di sviluppo, investendo nella capacità amministrativa, coordinando i territori e costruendo alleanze interregionali. È anche da qui che passa la sfida contro un’autonomia differenziata che rischia di rendere strutturali le disuguaglianze.
Il PNRR non è neutrale. Se fallisce nel Mezzogiorno e nelle aree interne, fallisce come progetto di Paese. Perché senza lavoro buono, senza sanità territoriale, senza giovani e senza Stato, non c’è crescita possibile.
E senza il Sud, l’Italia non va da nessuna parte.

Condividi

Picture of redazione web

redazione web

Cronaca

Continua l’azione del Comando Provinciale dei Carabinieri di Avellino nel contrasto alle varie forme di illegalità e devianza sul territorio…

Operazione nazionale della Polizia di Stato 1335 arresti e oltre 450 kg di droga sequestrati. Si è conclusa ieri un’operazione…

Incidente stradale a Montella, muore donna di 80 anni. Il sinistro avvenuto questa mattina, le cui cause sono ancora al…

Attualità

Momenti di apprensione a Serra di Pratola, frazione del Comune di Pratola Serra, per circa 5 incendi che hanno circondato…

Francesco Sellitto, presidente dell’Ordine dei Medici di Avellino. Uno sguardo sulle criticità territoriali, dal pronto soccorso dell’Ospedale Moscati di Avellino…

Leggi anche

di Tony Lucido Il tempo custodisce la storia degli uomini! Quando scompare qualcuno in politica, da un lato si fa riferimento alla cultura e sensibilità della “pietas cristiana” per esprimere giudizi, a volte sommatori giudizi percepiti come un buonismo, a volte di maniera. Mentre dall’altro lato, c’è chi si impegna...

In democrazia contano i numeri, ma non solo. È contando le preferenze dei partiti e degli eletti che il neo sindaco Nello Pizza dovrà costituire la nuova giunta. Nove i posti disponibili. Quattro per la quota rosa. Preferenze e quota rosa sono allora in primis i due criteri per la...

Arriva da Mario Marciano, presidente “Irpinia 7X” una lettera ai candidati della Provincia di Avellino: “Avellino è tra le 10 province italiane meno visitate dai turisti (dati ISTAT 2025) in compagnia di Rieti, Benevento, Reggio Calabria, Isernia, Campobasso, Enna, Lodi, Viterbo, Asti. Occupa in questa non lusinghiera classifica il quinto...

C’è un catalogo che non si sfoglia, si ascolta. Si chiama “Sotto un cielo di Primavera – Celebriamo l’armonia della vita”, ed è il frutto di un progetto corale curato da Celeste Napolitano e Francesco Avvisati alle Basiliche Paleocristiane di Cimitile, il 16 e 23 maggio 2026. Un catalogo ricco,...

Ultimi articoli

Attualità

Arriva da Mario Marciano, presidente “Irpinia 7X” una lettera ai candidati della Provincia di Avellino: “Avellino è tra le 10…

Si è concluso con una giornata straordinaria il percorso di Formazione Scuola Lavoro che ha visto protagonisti gli studenti di…

Il Forum delle Associazioni Familiari della Regione Campania e Campania in Dialogo, richiamandosi alla Nota dei Vescovi della Campania sul…

Segui il Corriere dell'Irpinia

Informativa Privacy

Questo sito utilizza cookies per migliorare servizi ed esperienza dei lettori. Le informazioni raccolte dai cookies sono conservate nel tuo browser e hanno la funzione di riconoscere l'utente quando ritorna sul nostro sito web e aiutare il nostro team a capire quali sono le sezioni del sito ritenute più interessanti ed utili.

Puoi modificare le impostazione dei cookies nelle sezioni a sinistra.

Una versione estesa della nostra privacy policy invece è visionabile al seguente indirizzo Privacy Policy