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Tra le esalazioni sulfuree della Valle d’Ansanto, la tenacia dei casari di Rocca San Felice e il nuovo capitolo della famiglia Forgione: il racconto di un’eccellenza che ha sfidato il tempo e oggi guarda al futuro con l’apertura del nuovo caseificio aziendale.

C’è un luogo, nel cuore profondo dell’Alta Irpinia, dove la terra respira. Lo fa con un soffio antico, denso di zolfo e memoria, che sale dalle viscere della Valle d’Ansanto, nei pressi della leggendaria Mefite della Valle d’Ansanto, il sito naturalistico che già Virgilio descriveva nell’Eneide come una porta spalancata sugli inferi. È un paesaggio aspro, primordiale, quasi sacrale. E proprio qui, dove la natura sembra parlare una lingua arcaica, nasce uno dei formaggi più straordinari d’Italia: il Pecorino di Carmasciano.  

Non è semplicemente un pecorino. È un racconto inciso nella crosta, una geografia trasformata in sapore, una forma di resistenza contadina diventata patrimonio gastronomico.

Il Carmasciano nasce in un fazzoletto di terra unico al mondo, un’area di pascolo che si estende tra Rocca San Felice, Guardia Lombardi e Frigento. Qui le pecore – soprattutto della preziosa razza Pecora Laticauda – si nutrono di erbe e foraggi impregnati delle esalazioni sulfuree che risalgono dal sottosuolo. È questo microclima irripetibile a conferire al latte quelle caratteristiche organolettiche che rendono il Carmasciano inconfondibile: sentori complessi, eleganti, minerali, una lieve nota sulfurea che sorprende e conquista. 

Ma se oggi possiamo ancora assaporare questo gioiello, il merito non è solo della natura. È merito di poche famiglie. Custodi silenziosi di una tradizione che, a un certo punto, ha rischiato davvero di scomparire. Tra queste, un nome ha attraversato il tempo con la solidità delle cose autentiche: la famiglia Forgione.

A Rocca San Felice, i Forgione rappresentano una delle anime storiche della trasformazione del Carmasciano. Generazione dopo generazione, hanno custodito il gesto sapiente della lavorazione artigianale, quel rito antico che richiede esperienza, pazienza e una conoscenza quasi viscerale del latte e delle sue metamorfosi. Nel loro lavoro non c’è mai stata soltanto produzione. C’è stata una missione.

Salvatore Forgione

Difendere il Carmasciano quando ancora non aveva i riflettori puntati addosso. Preservarlo quando era un prodotto di nicchia conosciuto quasi esclusivamente tra le comunità locali. Tenerlo vivo fino al riconoscimento come PAT – Prodotto Agroalimentare Tradizionale, attestazione che ne certifica il legame inscindibile con il territorio e la storicità della lavorazione. Un riconoscimento fondamentale per un formaggio che ha saputo sottrarsi all’omologazione industriale proprio grazie alla fedeltà di chi lo produceva come si è sempre fatto.  

La storia della famiglia Forgione è, in fondo, la storia di tante famiglie irpine: fatta di levatacce all’alba, mani segnate dal lavoro, sacrifici mai esibiti, ma impressi nella dignità quotidiana. Ed è per questo che la data di sabato 16 maggio non è soltanto un’inaugurazione.

È un passaggio di testimone tra memoria e futuro. Con l’apertura della nuova sede del caseificio aziendale, la famiglia Forgione compie un passo che ha il valore simbolico delle cose grandi: offrire al Carmasciano una casa nuova,, capace di raccontarlo e valorizzarlo senza tradirne l’essenza. Questo luogo sarà molto più di un punto vendita. Sarà uno spazio di cultura gastronomica, un presidio identitario, oltre che Slow Food, un approdo necessario per chi cerca l’autenticità e vuole incontrare il Carmasciano là dove nasce davvero, nel cuore della sua terra. Perché acquistare una forma di Carmasciano non significa soltanto comprare un formaggio. Significa portare con sé un pezzo di Irpinia.

Significa assaggiare il respiro della Mefite, il silenzio delle colline, la tenacia dei pastori, la sapienza dei casari. Significa sostenere chi ha scelto di non interrompere una storia secolare. In un tempo che corre veloce e consuma tutto, il Carmasciano insegna ancora il valore della lentezza, dell’attesa, della cura.

E la famiglia Forgione ci ricorda che le eccellenze non nascono per caso: sopravvivono grazie a chi, ogni giorno, sceglie di custodirle.

Ogni forma di Carmasciano racconta una terra irripetibile; ogni gesto ne custodisce l’anima. E da Rocca San Felice, oggi come ieri, continua a partire una storia che merita di essere assaporata fino in fondo.

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