Il presidente della Giunta regionale, Roberto Fico, assicura che la Piattaforma logistica «si farà». Intanto i fondi non sono certi. Cioè non ci sono più. Per ora. Invece ci sono stati ritardi abnormi e inspiegabili. Ed a causa dei ritardi della politica che le risorse a disposizione del progetto di Valle Ufita sono state utilizzate per fare altro.
Così si legge nella delibera votata dalla Giunta regionale il 29 settembre 2025, che dà attuazione agli indirizzi contenuti nelle delibere n. 738/2024 e n. 248/2025, le quali hanno introdotto un sistema di monitoraggio più stringente delle opere finanziate, prevedendo anche la possibilità di riprogrammare o revocare gli interventi che non rispettano le scadenze.
Dopo una ricognizione effettuata dall’Autorità di Gestione del FESR insieme alle strutture competenti, la Regione ha ritenuto necessario riallocare parte delle risorse tra i diversi Assi del Programma, privilegiando le operazioni con un avanzamento procedurale più consistente e immediatamente cantierabili, così da garantire il raggiungimento degli obiettivi di spesa previsti entro il 31 dicembre 2025.
Tra gli interventi definanziati c’è il progetto del raccordo ferroviario per il Polo logistico della Valle Ufita, di cui è beneficiaria Rete Ferroviaria Italiana S.p.A., l’azienda pubblica che gestisce l’infrastruttura ferroviaria nazionale, partecipata al 100% da Ferrovie dello Stato Italiane.
La Giunta ha disposto che l’opera di Valle Ufita venga imputata anche all’Asse 2 bis “Mobilità urbana sostenibile”, ritenendo che presenti elementi di coerenza con tale linea di finanziamento, in quanto finalizzata al rafforzamento dei nodi di interscambio e dei collegamenti tra mobilità ferroviaria ed extraurbana, migliorando il sistema di distribuzione delle merci.
La Regione spiega anche il motivo dello spostamento delle risorse: l’intervento in Valle Ufita non rispetta le tempistiche previste dalla DGR n. 248/2025 e, di conseguenza, non riveste attualmente carattere prioritario nell’ambito del PR Campania FESR 2021-2027. Insomma, la Piattaforma logistica non è prioritaria perché si è perso tempo.
E sarebbe utile capire perché. Se non c’è stata la volontà politica di realizzare l’opera, di imprimere un’accelerazione alla costruzione di un’infrastruttura che molti considerano strategica. Resta inoltre da capire perché RFI non abbia mai presentato un progetto, quale sia il ruolo del ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini. Se la scelta di De Luca sia una forzatura politica, l’ennesimo smacco alle aree interne, già povere di tutto, anche di voti.
Da notare che nessuno ha fatto in modo che l’opera diventasse davvero prioritaria, che non ci fossero ritardi, che RFI presentasse il progetto e che le risorse non andassero delocalizzate. La classe dirigente locale, in questo caso regionale, considerato che era la Regione ad erogare i fondi europei, non ha saputo, ancora una volta, dare voce alle aree interne.
Mario Casillo, vicepresidente della Regione con delega ai Trasporti, alla Mobilità e al Mare, dice che se ne parlerà a settembre. Ma con quali risorse? E qual è il progetto? Da dove si riparte? Da zero.


