“Non un ricordo del passato, simbolo della cultura dei nostri padri ma un percorso che guarda al futuro”. Lo sottolinea con forza Fioravante Ascolese nel presentare il libro, curato insieme a Rosa Bianco “Transumanze e pascoli”, Delta 3, alla libreria Angolo delle storie. “Nel volume – spiega nel corso di un confronto con la coautrice Rosa Bianco, giornalista e docente, la prof.ssa Luciana Barile dell’Alliance Francaise e l’avvocato Stefania Festa che ha accompagnato l’autore nel percorso di riscoperta della tradizione – ho rievocato una parte della mia infanzia quando a svegliarmi all’alba erano il rumore dei campanacci e il belare delle pecore che attraversavano i Platani. Ricordo che correvo sempre, insieme alle mie sorelle, alla finestre. Poi, da adulto il viaggio giornaliero da Avellino a Nusco per lavoro per confrontarmi con la cultura del territorio, a partire dai progetti di ricerca dedicati dai miei alunni alla transumanza, raccontata attraverso interviste al pastore o al veterinario, oltre le mura scolastiche. Poi, le mie vicende personali mi hanno portato a lavorare in terra d’Africa, dove ho vissuto un’esperienza straordinaria a contatto con l’ecosistema dell’Ichkeul, con i voli transoceanici di fenicotteri rosa, di cigni, aironi e anatre. Di qui, al ritorno in Italia, la decisione di riprendere lo studio della transumanza elaborando dati e rappresentazioni grafiche per agevolare la comprensione delle dinamiche di greggi e mandrie fino alla tappa al Lago Laceno. Un libro che è soprattutto il frutto della passione per la ricerca scientifica, per la natura, le tradizioni e l’identità”.
E’ stata quindi Luciana Barile, presidente dell’Alliance Francaise, ad annunciare il progetto di gemellaggio con un comune della Francia in cui è radicata la tradizione della transumanza, di qui la scelta di tradurre l’opera in lingua francese. L’avvocato Stefania Festa ha ricostruito la storia della transumanza da un punto di vista giuridico “Non è solo una tradizione legata al movimento delle greggi, è espressione della capacità di una comunità di organizzarsi secondo modalità ben definite, potremmo dire che con la transumanza nasce il diritto”. E ricorda come “E’ Alfonso D’Aragona a fondare nel 1447 la Dogana di Foggia, vera macchina organizzativa che richiedeva tributi e autorizzazioni con tanto di giudici e tratturi dalla lunghezza predefinita. Tante erano le cause determinate dai danni causati dalle greggi o da discussioni legate agli usi civici, dal legnatico al pascolo e sconfinamenti. Abbiamo dovuto aspettare il 1927 per avere una ridefinizione degli usi civici fino ad arrivare alla legge del 2017 che ha riconosciuto l’inalienabilità dei domini collettivi, dalla inusucapibilità perpetua alla necessità di rispettare la destinazione agropastorale. In questo modo si è voluto ribadire come questi terreni rappresentino un patrimonio da difendere”. Spiega come “la transumanza non sarebbe potuta esistere senza gli usi civici e ancora oggi sono tante le controversie di cui abbiamo notizia. Al tempo stesso, il passaggio delle greggi continua a rappresentare un momento centrale dell’economia delle montagne, di quella rete che collegava il Mezzogiorno, ogni pascolo, ogni tratturo hanno una memoria fatta di storie ma anche di norme e contratti”. Sottolinea come con “l’Unità d’Italia la Dogana Regia sarà abolita ma la transumanza conserverà intatta la sua centralità nel tessuto sociale dei territori.”.
A inquadrare il fenomeno in una prospettiva storica e geografica la giornalista e docente Rosa Bianco che ha ricostruito le origini di un fenomeno che affonda le sue radici nel neolitico e nelle migrazioni del bestiame diffuse in molte civiltà, dalla Mesopotamia all’Egitto fino all’antica Roma, che svolgerà un ruolo centrale nella costruzione della rete viaria e dei sentieri, da cui deriveranno i tratturi. Un percorso che si è concluso nel 2019 con il riconoscimento della transumanza come patrimonio Unesco “Abbiamo il dovere di far conoscere alle nuove generazioni questa pratica millenaria che ci parla di biodiversità, tradizioni, bellezza della natura, radici e può rappresentare la chiave per fermare lo spopolamento e rilanciare le aree interne, a partire da eccellenze locali e itinerari turistici lungo gli antichi tratturi. Ma è chiaro che per garantire un futuro alla transumanza è necessario un approccio integrato che tenga conto sia delle esigenze economiche delle comunità pastorali, sia della conservazione degli ecosistemi. Di qui l’importanza di politiche di tutela dei percorsi di pastorizia mobile, incentivi per gli allevatori e strategie di gestione sostenibile del territorio”. A completare il libro la prefazione del direttore Gianni Festa che delinea le fasi del mondo agricolo, dal dopoguerra ad oggi, spiegando come la transumanza “è valore etico di una costume che ha dentro di sè una civiltà, quella contadina” e la testimonianza del veterinario Asl Bruno Corrado che si sofferma sul potere nutritivo e nutraceutico dei formaggi da pascolo.




