di Gerardo Capaldo
“Il più grande nemico dell’uomo è l’ignoranza”. L’assioma del grande filosofo napoletano Benedetto Croce non può essere ignorato. C’è una ignoranza incolpevole determinata, particolarmente nei Paesi Terzo mondo, dalla mancanza di qualsiasi istituzione scolastica, e una ignoranza colpevole, determinata dalla presunzione di essere già quasi onniscienti.
Anche persone non credenti e di grande livello culturale, ma piuttosto oneste, davanti al mistero dell’universo, non osano dichiararsi atei ma agnostici, persone che non conoscono. Ciò che rimane è l’amore. Dio è amore. Noi – direbbero gli apostoli – abbiamo conosciuto e creduto nell’amore. “Ama e fai quel che vuoi” (Agostino di Ippona).
E qui si pone il problema. Di quale amore si tratta? Si parla di amore egoistico, di amore possessivo, di amore malato, di amore tossico… Quanti inganni. Non si può affidare tutto al caso o all’istinto come gli animali. E’ una cosa molto seria. E’ il primo comandamento: “Amerai il Signore Dio tuo con tutto il cuore, con tutta la tua anima, e con tutta la tua mente” (Mt 22,34-40).
Eppure quanti delitti e conflitti sono stati compiuti in nome della patria e di Dio. Il vero amore verso Dio e verso il prossimo, per i credenti, è anzitutto un dono dello Spirito Santo, che si deve invocare con la preghiera, ma anche con la disponibilità all’ascolto, la conoscenza della Parola di Dio, il discernimento, la sinodalità, l’esperienza, la tradizione.
Spesso forse gl’impegni del lavoro, della vita famigliare e sociale, la smania del mordi e fuggi non consentono tutto il tempo necessario. Non è facile giudicare. Non si può comunque non considerare le enormi responsabilità che quasi tutti abbiamo dinanzi a un mondo che proprio per eccesso di superficialità e di ignoranza a tutti i livelli sembra precipitare verso il caos.

