Hanno reso omaggio alla Vergine Assunta i figuranti del Palio della Botte, tra dame, cavalieri e sbandieratori. Un gesto semplice, ma carico di memoria e di affetto: i fiori deposti ai piedi di Maria raccontano una storia che appartiene ad Avellino, alle sue contrade, alla sua gente e a quanti negli anni hanno dato vita, con passione, a questa bella tradizione. Se il Palio anche quest’anno non ci sarà e sarà necessario lavorare per tempo alla sua rinascita, come più volte sottolineato da don Emilio Carbone, l’omaggio floreale dei figuranti delle contrade è diventata una tradizione particolarmente cara agli avellinesi che hanno assistito alla sfilata per poi partecipare alla Santa Messa, celebrata da don Pasquale Iannuzzo. “Ti abbiamo portato il profumo e il colore dei nostri desideri più ardenti, degli ideali e dei progetti dei giovani, della vitalità dei bambini, della forza che sostiene la quotidianità delle famiglie, dei vigore della memoria dei più anziani… – si legge nella preghiera recitata dai figuranti – Ti abbiamo portato piccole luci accese con cera che si consuma, come ogni vita donata per amore, che arde senza pensare a sé, ma col solo desiderio di mettere in fuga le tenebre e scaldare il cuore di chi vive accanto. Ti siamo grati perché la tua presenza ci unisce e ci fa sentire a casa, ci ricorda che siamo figli amati e destinati alla gloria, che è ancora possibile fare comunione e spargere semi di unità e di bene per tutti. Con il tuo aiuto tutto sarà possibile”. Un omaggio che si fa simbolo della volontà di affidare la città a Maria, perchè “ciò che ha saputo unirci continui a generare appartenenza”




