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In ricordo di Fausto Addesa, Limone: la tradizione cattolica riparta dal suo esempio Santoro: necessario affrontare le nuove emergenze

“L’impegno di Fausto Addesa diventi esempio dei valori da cui la tradizione del cattolicesimo democratico può ripartire”. A sottolinearlo Antonio Limone, direttore Generale dell’ Istituto Zooprofilattico Sperimentale del Mezzogiorno, nel corso del confronto dedicato a Fausto Addesa, a un anno dalla scomparsa. “Fausto è stato un uomo mite – prosegue Limone – capace di mettersi al servizio della comunità, mai disinvolto e spregiudicato. Mai ha abdicato alla coerenza dei principi cristiani, in lui il potere non è mai stato disgiunto dalla ragione morale. La sua lezione deve aiutarci a contrastare l’impoverimento etico che viviamo, a unire piuttosto che a divivere, ad affrontare le complesse sfide che ci attendono. I tempi che viviamo non ci consentono di stare sereni. Sono tempi in cui si costruiscono guerre o si lasciano morire in mare bambini, uomini e donne. Tempi in cui si fa fatica a parlare di concordia. Oggi più che mai occorre costruire una società che garantisca giustizia, che consenta di governare con intelligenza i processi digitali, che si preoccupi di restituire il primato alla politica, dando risposte ai bisogni della gente. Veniamo da una tradizione che non può estinguersi. Perché se si dovesse estinguere, si estinguerebbe la democrazia e con la democrazia la stessa umanità”
Il consigliere comunale d’opposizione Amalio Santoro sottolinea come i cattolici possano svolgere un ruolo decisivo per il futuro del paese. Ricorda come Fausto Addesa sia stato innanzitutto un costruttore di comunità, un fondatore del Centrosinistra: “Abbiamo alle spalle anni complicati dal punto di vista antropologico, ciò che avviene in città e in tutto il paese è frutto di una rivoluzione consumistica che ci ha portato a schiacciare le nostre vite sull’immediatezza del presente, di una nuova rivoluzione tecnologica che ha spiazzato i vecchi partiti. Ecco perchè è necessario immaginare una nuova mediazione, in una società in cui i giovani liberati anche dalla fatica del pensare. Di qui la necessità di un lavoro educativo da portare avanti. La tradizione cattolico democratica può offrire ancora un forte contributo, ha vissuto grandezze e miserie dei soggetti politici in cui si è incarnata,  coltivando il sogno dell’Europa e di un’economia sociale, è capace di parlare ancora al presente”. Cita Papa Francesco “Il Papa ci ha più volte ricordato come la realtà è più importante dell’idea, dobbiamo provare a spingere avanti equilibri sociali e politici, non si tratta di tornare indietro a Dio, patria e famiglia ma di affrontare nuove emergenze sul tema dei diritti, interrogandoci, aprendo una riflessione anche su quelle questioni sui cui abbiamo qualche perplessità. Dobbiamo evitare il rischio della semplificazione, ricordando come anche nel mondo cattolico c’è stata un’evoluzione, penso a questioni come quella dei figli illegittimi o dell’omosessualità. E’ chiaro che il tema inevaso è quello della fraternità, quando si stravolgono i principi della Costituzione tutte le forze democratiche sono  chiamate a mobilitarsi”. Non risparmia stilettate all’amministrazione comunale “Non possiamo distrarci, dall’ultimo bilancio comunale relativo al rendiconto del 2022 emerge come il Comune abbia speso zero lire per i giovani, per le famiglie e gli anziani mentre abbia preferito investire 57.000 euro per avere un artista come Zalone, quando poi il Teatro ha incassato per il 2022 56.000 euro. C”è una gerarchia di intervento, esistono una serie di priorità dalle quali non si pup prescindere. Ecco perchè vogliamo contribuire a costruire qualcosa di diverso, un’alternativa possibile”
Nunzio Cignarella, vicepresidente del Centro Dorso, sottolinea la necessità di vincere il pensiero unico, di fare sì che la politica torni ad affrontare battaglie legate ai diritti, superando l’idea di eterno presente, guardando, piuttosto, ai tempi lunghi perché i valori del cattolicesimo democratico tornino ad affermarsi, “Se volessimo definire Addesa in una parola, potremmo dire che era una persona seria, una serietà intesa come capacità di avere chiaro il senso della responsabilità che è di ogni uomo, della solidarietà, nella professione, nella vita familiare. Da questo concetto di serietà dovremmo ripartire”. Spiega come “più che di ritorno dei cattolici c’è bisogno di un ritorno ai valori che sono del cattolciesimo, a partire dalla lotta per i diritti, valori che oggi sono venuti meno”
La preside Mirella Napodano, tra le animatrici della comunità “Laudato si'” chiarisce come la lezione che arriva dall’impegno di Fausto Addesa è quella dell’etica “E’ una lezione che non può finire, mai ci siamo trovati ad affrontare contemporaneamente situazioni così delicate, viviamo una profonda crisi politica, non c’è, dunque, altra zattera se non l’etica. Solo l’etica può condurci versi traguardi difficiii e richiama l’audacia e la saggezza che pure hanno contraddistinto il percorso di un altro cattolico democratico come David Sassoli. Sia Addesa che Sassoli sono stati interpreti di una passione politica, di una cultura democratica che andava al di là dell’individualismo, che affermava l’esigenza di un’ecologia integrale”. A Fausto Addesa sarà dedicata una Summer School che coinvolgerà i giovani e i leader democratici, al via il 26 giugno con una lezione sulla Dc, dal centrosinistra di Moro all’Ulivo per proseguire con una riflessione su “Il futuro integrale. I giovani per la salute globale ” e infine un incontro dedicato su “Quando Avellino perde un cuore sportivo”

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