Prima udienza per il processo “Dolce Vita”. Questa mattina davanti al collegio presieduto dal giudice Sonia Matarazzo, con a latere le giudici Irene Barra — subentrata a Fabrizio Ciccone, incompatibile per aver autorizzato i decreti di intercettazione — e Michela Eligiato., nessuno dei 26 imputati si è presentato in aula. Grande assente l’ex sindaco Gianluca Festa. Una scelta prevedibile in quanto l’ex primo cittadino, in corsa di nuovo per la fascia tricolore del capoluogo irpino, è impegnato nella campagna elettorale delle imminenti amministrative con quattro liste civiche e con il sostegno della Lega.
Stamane in aula sono state affrontate alcune delle questioni preliminari e sono state depositate le liste testi. In apertura, il Tribunale ha disposto la riunificazione dei due fascicoli che riguardavano separatamente Festa — l’uno frutto della sua richiesta di giudizio immediato, l’altro scaturito dal rinvio a giudizio deliberato nel novembre 2025 dal GUP Mauro Tringali per gli altri imputati — procedendo così alla costituzione delle parti.La difesa ha sollevato numerose questioni preliminari in ordine alla composizione del fascicolo.
L’avvocato Luigi Petrillo, legale dell’ex sindaco insieme all’avvocato Concetta Mari, ha contestato la presenza nel fascicolo di diversi atti: il decreto e il verbale di perquisizione del marzo 2024, una delle due ordinanze cautelari emesse l’8 luglio 2024, nonché alcuni decreti di sequestro, una delega d’indagine, un verbale di perquisizione relativo a Laura Nargi — nel frattempo non più indagata — e ulteriori verbali di interrogatorio di garanzia. ll pubblico ministero Fabio Massimo Del Mauro si è opposto alla richiesta del difensore esclusivamente in relazione al verbale di perquisizione riguardante Laura Nargi, ritenendolo ancora pertinente ai fini del procedimento.
L’’avvocato Marino Capone, difensore di fiducia di Fabio e Diego Guerriero,ha evidenziato la presenza nel fascicolo di atti giudiziari relativi all’estrazione delle informazioni contenute nei dispositivi elettronici ad opera della polizia giudiziaria. Il Tribunale ha accolto l’istanza, restituendo al pubblico ministero gli atti contestati e mantenendo esclusivamente quelli irripetibili.
Un’ulteriore questione, sollevata dall’avvocato Capone, riguarda la posizione delle parti civili, in particolare quella del Comune di Avellino. Secondo quanto sostenuto dal penalista, la richiesta di costituzione come parte civile sarebbe stata presentata oltre il termine previsto. Per questo motivo, Capone ha chiesto che la richiesta venisse dichiarata inammissibile e che la parte civile fosse esclusa dal procedimento. A tale richiesta si sono associati, anche questa volta, tutti i difensori presenti. L’avvocato Carmine Foreste, in rappresentanza della parte civile già costituita, ha ribadito che la questione era stata già risolta con un provvedimento, già letto e presente agli atti, e ha insistito affinché la richiesta di esclusione venisse rigettata.Questione sulla quale il tribunale si è riservato e scioglierà la riserva a settembre.
Il rinvio
L’udienza è stata pertanto aggiornata al 25 settembre 2026. I difensori degli imputati sono Luigi Petrillo, Marino Capone, Nicola Quatrano, Marco Campora, Ennio Napolillo, Gaetano Aufiero, Fabio Viglione, Maria Tiso, Giuseppe Saccone, Salvatore Operetto, Domenico Carchia, Domenico Ciruzzi, Angelo Iandolo, Francesco Saverio Iandoli, Valeria Verrusio, Salvatore Francesco Soriano, Alfonso Laudonia e Claudio Frongillo. A settembre dopo aver sciolto le riserve sulla questione costituzione parte civile del comune di Avellino, rappresentato dall’avvocato Carmine Foreste, potranno essere ascoltati i primi testimoni.



