Infortuni sul lavoro, l’Irpinia si conferma “zona rossa”. Dall’ultimo rapporto dell’Osservatorio “Sicurezza sul Lavoro e Ambiente Vega Engineering” emerge che l’indice di incidenza delle “morti bianche” sul numero degli occupati è pari al 6.7%: un dato che colloca la nostra provincia al 17esimo posto della graduatoria nazionale davanti, restando alla Campania, a Caserta (33esima con un’incidenza del 3.6%) e Napoli (39esima, 2.3%), entrambe fuori dalla “zona rossa”. La provincia di Salerno è quella che registra la performance peggiore: nona nella graduatoria nazionale con un’incidenza pari al 10.8%. In base al report, nel secondo mese del 2026 si contano 102 infortuni mortali: 72 in occasione di lavoro e 30 in itinere, durante cioè il percorso casa-lavoro. Lombardia, Lazio, Campania, Toscana, Sicilia, Veneto e Piemonte registrano il maggior numero di vittime totali. La nostra regione, insieme al Molise, la Liguria, la Toscana, la Sicilia e il Piemonte, rientra nella “zona rossa”. In “zona gialla” ecco Lazio, Lombardia, Veneto, Umbria e Puglia, mentre in “zona bianca” ci sono Emilia-Romagna, Friuli-Venezia Giulia, Calabria e Marche. Abruzzo, Basilicata, Sardegna, Trentino-Alto Adige e Valle d’Aosta sono, infine, le regioni che, al momento, non hanno registrato vittime in occasione di lavoro ed hanno un indice di incidenza pari a zero. La maglia nera per il maggior numero di vittime va ancora alla Lombardia (13). Seguono: Toscana (9), Campania (8, di cui uno in Irpinia), Piemonte e Lazio (7), Sicilia e Veneto (6), Emilia-Romagna e Liguria (4), Puglia (3), Molise, Umbria, Friuli-Venezia Giulia, Calabria e Marche (1).
L’Osservatorio mestrino elabora anche l’identikit dei lavoratori più a rischio per fascia d’età: a febbraio 2026, l’incidenza più elevata si registra ancora nella fascia d’età degli ultrasessantacinquenni (12,7). Seguono la fascia di lavoratori tra i 15 e i 24 anni (5,7) e quella compresa tra i 55 e i 64 anni (4,6). Numericamente, invece, la fascia più colpita dagli infortuni mortali durante il lavoro è quella tra i 55 e i 64 anni (26 vittime su un totale di 72). In totale sono 8 le donne decedute nel 2026 (7 in meno rispetto al 2025). Di queste, 5 hanno perso la vita in occasione di lavoro (2 in meno del 2025) e 3 (5 in meno del 2025) nel percorso casa-lavoro. In riferimento ai lavoratori stranieri, sono 30 le vittime totali, di cui 21 deceduti in occasione di lavoro e 9 in itinere. Il rischio di morte sul lavoro è oltre tre volte superiore rispetto a quello per i lavoratori italiani: 8,1 morti ogni milione di occupati, contro il 2,4 degli italiani. Interessante anche il dato relativo ai settori a rischio: guidano la graduatoria trasporti e magazzinaggio, attività manifatturiere e costruzioni.



