Sabato, 14 Marzo 2026
16.34 (Roma)

Ultimi articoli

La Candelora e la juta a Montevergine, devozione e identità

L’antropologia del sacro e del popolare si intreccia in modo straordinario nella festa della Candelora e nella Juta a Montevergine, un pellegrinaggio che unisce storia, mito, spiritualità e identità collettive. La Madonna di Montevergine, conosciuta come Mamma Schiavona, è il cuore pulsante di questa celebrazione: una figura sincretica che custodisce l’eredità delle antiche divinità pagane e si fa simbolo di accoglienza per gli emarginati.

La Madonna nera e il mistero della sacralità oscura

La figura della Madonna di Montevergine si inserisce in un ampio panorama di iconografie sacre in cui il colore nero non è un dettaglio marginale, bensì il tratto distintivo di una specifica dimensione mistica. Le Madonne nere, presenti in diversi contesti cristiani, affondano le loro radici in archetipi arcaici legati alla Terra Madre e ai culti della fertilità. Questa oscurità non è solo cromatica, ma simbolica: rimanda al mistero, alla profondità dell’ignoto, all’energia primordiale della crcreazione.

In questo senso Mamma Schiavona si ricollega a figure come la Vergine Hodigitria di Costantinopoli e alle divinità femminili dell’Asia Minore, come Cibele, la Magna Mater. L’ubicazione stessa del santuario sul Monte Partenio suggerisce un legame con i culti di altura, luoghi da sempre consacrati alla spiritualità e alla trasformazione interiore.

L’ascesa al monte: tra devozione e rito di papassaggio

La Juta a Montevergine non è un semplice pellegrinaggio, ma una vera e propria ascesa mistica. L’atto di salire verso il santuario è una metafora di elevazione spirituale, una prova fisica e simbolica che replica l’originario viaggio della Madonna verso la sua dimora sacra. I fedeli percorrono sentieri codificati, sostano in luoghi specifici e scandiscono il cammino con canti sul tamburo, in una commistione di fede, musica e tradizione popolare.

Questo viaggio collettivo ha una forte dimensione comunitaria: il pellegrinaggio è un rito di passaggio, un momento di fusione tra il sacro e il profano, tra il passato e il presente, tra l’identità individuale e quella collettiva. Il canto, la danza e la ritualità della salita richiamano, per certi versi, le antiche processioni dionisiache, in cui il ritmo e il movimento favorivano un’estasi capace di avvicinare l’umano al divino.

Montevergine: un crocevia di culti e identità

L’importanza del santuario di Montevergine non si esaurisce nel contesto cristiano, ma affonda le sue radici in un passato ben più antico. Lì dove oggi sorge il tempio mariano, un tempo si venerava Cibele, la grande madre della fecondità e della natura selvaggia. Il suo culto, diffuso in tutto il Mediterraneo, era caratterizzato dalla presenza dei Coribanti, sacerdoti eunuchi che, attraverso rituali estatici e l’uso del tamburo, celebravano la dea e la potenza vitale del cosmo.

Questa continuità tra passato pagano e presente cristiano è un elemento ricorrente nella storia delle religioni: molte feste popolari, infatti, mantengono al loro interno tracce di culti precristiani rielaborati sotto nuove forme. La presenza della comunità LGBT nel pellegrinaggio moderno a Montevergine trova quindi un’eco nei rituali antichi: i Coribanti, con la loro ambiguità di genere e il loro rapporto con la divinità femminile, rappresentano una sorta di antenati simbolici di questa nuova forma di partecipazione spirituale.

Il pellegrinaggio come atto di resistenza e rinascita

Se nel passato il pellegrinaggio a Montevergine era una manifestazione di fede popolare, oggi esso assume anche un significato di affermazione identitaria e resistenza sociale. La partecipazione della comunità LGBT non è solo un omaggio alla leggenda medievale della Madonna che salva due giovani amanti, ma diventa un atto politico: un modo per rivendicare spazi, diritti e dignità attraverso un gesto profondamente radicato nella tradizione.

 

In questa ottica il pellegrinaggio si trasforma in una sorta di rito di liberazione, in cui la fede si intreccia con la lotta per il riconoscimento. La Madonna di Montevergine, con il suo messaggio di accoglienza e misericordia, diventa simbolo di un’umanità inclusiva, capace di trascendere dogmi e pregiudizi.

Tra sacro e profano: Montevergine come spazio di metamorfosi

La Candelora e la Juta non sono solo eventi religiosi: sono spazi di metamorfosi, momenti in cui i confini tra il sacro e il profano, tra passato e presente, si dissolvono. Montevergine diventa un luogo dove le identità si rinegoziano, dove le storie si intrecciano, dove la memoria collettiva si rinnova.

Gli Irpini, popolo di lupi e di montagna, si uniscono a questa celebrazione con una propria narrazione, che affonda le radici nell’epoca sannitica. Il lupo, animale totemico, simbolo di forza e di indipendenza, è parte integrante della festa, così come i canti popolari e le espressioni dialettali che scandiscono il passaggio delle stagioni.

La saggezza popolare, attraverso proverbi e detti, racconta il tempo ciclico, l’alternarsi della luce e dell’ombra, il passaggio dall’inverno alla primavera. Il pellegrinaggio, in questo contesto, diventa anche un rito stagionale, un modo per celebrare il ritorno della luce, in perfetta sintonia con il significato originario della Candelora.

La Juta come specchio dell’anima collettiva

L’antropologia della Juta a Montevergine dimostra come le tradizioni popolari siano spazi vivi, capaci di adattarsi ai cambiamenti sociali senza perdere il loro nucleo simbolico. Se un tempo il pellegrinaggio era solo un atto di devozione, oggi esso si arricchisce di nuovi significati, diventando un terreno di dialogo tra passato e futuro, tra sacro e lotta sociale, tra religione e identità.

Montevergine, con la sua Madonna nera, con i suoi canti antichi e con la sua capacità di accogliere chiunque si senta parte del suo abbraccio, rimane un luogo dell’anima, dove il viaggio fisico si trasforma in un cammino interiore e dove il mistero del divino si fa carne nelle storie di chi ancora oggi sale quel monte, portando con sé speranze, sogni e battiti di tamburo.

 

 

 

Condividi

Picture of redazione web

redazione web

Cronaca

Il Comando Provinciale dei Carabinieri di Avellino, nel proseguire la costante azione di contrasto al fenomeno delle truffe in danno…

Una scossa di terremoto di magnitudo ML 2.3 è stata registrata in Irpinia a 4 km da Zungoli alle 17.26…

Processo sull’asta ex Pagliarone: rinviato ancora una volta l’esame del teste chiave, Livia Forte. La donna, dopo l’accompagnamento coattivo disposto…

Attualità

Momenti di apprensione a Serra di Pratola, frazione del Comune di Pratola Serra, per circa 5 incendi che hanno circondato…

Francesco Sellitto, presidente dell’Ordine dei Medici di Avellino. Uno sguardo sulle criticità territoriali, dal pronto soccorso dell’Ospedale Moscati di Avellino…

Leggi anche

Un invito ad andare alla scoperta di uno dei tratti più affascinanti del nostro territorio, il punto in cui l’antica via Appia incontra i fiumi Sabato e Calore. E’ l’appuntamento, promosso da Slow Food Benevento, Centro di ricerca tradizioni popolari, pro loco di Apice, Rural Voices e Augustus Heritage, in...

Michele Zarrella Il 14 marzo si celebra in tutto il mondo il Pi Greco Day, la giornata che festeggia il pi greco (π). Si è scelto questo giorno perché nel calendario anglosassone il mese viene anteposto al giorno quindi la data di oggi si scrive 3/14 che suona 3 e...

“I parchi possono rappresentare degli autentici laboratori di futuro, dando voce ai territori interni, quelli che troppo spesso sfuggono alla classificazione imposta dalle legislazioni”. A sottolinearlo Francesco Iovino, presidente dell’Ente Parco del Partenio nel presentare, nel corso di un confronto presso Avellino Scalo, moderato da Alfredo Picariello, il progetto dedicato...

“Il turismo è spesso considerato la panacea di tutti i mali delle aree interne, ma non è così, non può bastare, da solo, a fermare il fenomeno dello spopolamento”. Anna Maria Zaccaria, docente di Sociologia di Scienze Sociali presso l’Università “Federico II” di Napoli, ha curato insieme alla archeologa e...

Ultimi articoli

Attualità

“I parchi possono rappresentare degli autentici laboratori di futuro, dando voce ai territori interni, quelli che troppo spesso sfuggono alla…

Nell’ambito della fiera Borsa Mediterranea del Turismo in corso a Napoli, Confesercenti Campania ha organizzato un convegno dal titolo “Campania:…

“MI sono ripromesso in tutta questa campagna referendaria di parlare esclusivamente del merito della Riforma e di non menzionare nessun…

Segui il Corriere dell'Irpinia

Informativa Privacy

Questo sito utilizza cookies per migliorare servizi ed esperienza dei lettori. Le informazioni raccolte dai cookies sono conservate nel tuo browser e hanno la funzione di riconoscere l'utente quando ritorna sul nostro sito web e aiutare il nostro team a capire quali sono le sezioni del sito ritenute più interessanti ed utili.

Puoi modificare le impostazione dei cookies nelle sezioni a sinistra.

Una versione estesa della nostra privacy policy invece è visionabile al seguente indirizzo Privacy Policy