Sabato, 4 Luglio 2026
22.21 (Roma)

Ultimi articoli

Zaccaria (Federico II): “Il turismo non è la panacea, reti virtuose e progetti condivisi per i territori interni””

“Il turismo è spesso considerato la panacea di tutti i mali delle aree interne, ma non è così, non può bastare, da solo, a fermare il fenomeno dello spopolamento”. Anna Maria Zaccaria, docente di Sociologia di Scienze Sociali presso l’Università “Federico II” di Napoli, ha curato insieme alla archeologa e museologa specialista Luisa Bocciero, il volume “Territori interni: questioni, pratiche e prospettive del Parco del Partenio”. Il libro, impreziosito dal contributo di diversi autori, è stato presentato stamane nella Stazione Ferroviaria di Avellino. “Credo che ci sia invece da fare un intervento sulla capacità di fare rete e progettare insieme, anche perché i territori del Partenio, come altri contesti interni, non hanno grandi attrattori turistici. Diventa quindi fondamentale mettere insieme le risorse disponibili e lavorare su iniziative condivise, calibrate su territori”

Professoressa, perché nel volume si parla di territori interni e non di aree interne, una questione da tempo al centro del dibattito?

Abbiamo riflettuto a lungo su questo punto e siamo arrivati alla conclusione che il concetto di aree interne si riferisca soprattutto ad una dimensione geografica, mentre quello di territorio viene proiettato su uno spazio comunque organizzato, dotato di servizi e, soprattutto, attraversato da pratiche, come quelle che riguardano il Parco del Partenio, oggetto del nostro studio. Una realtà che auspichiamo possa anche prendersi in qualche modo la responsabilità di leggere e interpretare i propri territori, dal punto di vista dei vincoli ma anche, e soprattutto, dal punto di vista delle risorse. Il taglio di questo volume è volutamente interdisciplinare: abbiamo coinvolto agronomi, sociologi, esperti di turismo per dare un quadro complessivo di questa realtà e, soprattutto, indicare possibili strade di sviluppo.

Quale potrebbe essere la linea strategica e, soprattutto, di azione da mettere in campo?

Beh, pensiamo all’innovazione tecnologica, ma anche alla riscoperta dei saperi, delle tradizioni. Non credo, come detto, molto al turismo come unica soluzione, calata magari dall’alto e in grado di mettere tutto in movimento. Intanto servirebbero proposte generative e non predatorie, basate sulla fruizione lenta, sostenibile e partecipata delle bellezze naturali, culturali ed enogastronomiche di territori comunque esterni ai Grandi Attrattori, ormai malati di “overtourism” e incapaci di generare economia.

Come si arriva ad un tipo di proposta mirata ed effettivamente calata sulle reali potenzialità del territorio?

Intanto c’è un problema di raggiungibilità di queste aree e, quindi, di linee ferroviarie, ma anche di strade a scorrimento veloci. È chiaro che in un contesto simile, chi fa impresa si trova a fronteggiare costi eccessivi che incidono anche sui necessari investimenti in nuove tecnologie. La verità è che dalle aree interne si continua ad andare via, anche se l’aria è buona, la terra è generosa di prodotti di grande qualità e i territori costudiscono bellezze naturali, culturali e artistiche. Si va via perché si fatica a trovare un buon lavoro, perché mancano le infrastrutture e i mezzi di trasporto interni e anche perché si guarda a realtà dove c’è una migliore qualità della vita.

E quindi? Come si fa a invertire questa rotta?

Le aree interne, in un tempo in cui la qualità della vita è in calo e si è costantemente alla ricerca di stili di vita più sani e sostenibili, possono costituire ancora una risorsa importate, uno spazio di decompressione e di riscoperta del senso di comunità, a patto che non comporti la rinuncia al progresso e alla modernità. Senza contare che possono costituire un laboratorio naturale di forme di economia circolare. Le prospettive non mancano, ma bisognerebbe imparare a ragionare su idee e iniziative condivise. Individuare delle priorità e lavorarci insieme, mettendo in campo le giuste competenze e la necessaria capacità progettuale. In questo volume abbiamo provato a fornire degli spunti e a indicare delle priorità, ma poi tocca al territorio, e ai suoi operatori, rispondere positivamente alla sollecitazione, mettendosi in marcia lungo un percorso condiviso.

Condividi

Lascia un commento

Cronaca

Una donna di nazionalità ucraina, di circa 34 anni, sarebbe stata soccorsa nella notte ad Avellino nei pressi del tunnel…

Attacca sui social per ben undici volte l’ex presidente della Provincia di Avellino, Rizieri Buonopane: il 10 novembre per un…

Nel corso delle prossime ore la depressione che sta interessando il nostro Paese si sposterà verso lo Ionio, estendendo così…

Attualità

Momenti di apprensione a Serra di Pratola, frazione del Comune di Pratola Serra, per circa 5 incendi che hanno circondato…

Francesco Sellitto, presidente dell’Ordine dei Medici di Avellino. Uno sguardo sulle criticità territoriali, dal pronto soccorso dell’Ospedale Moscati di Avellino…

Leggi anche

L’ammissione a finanziamento di quattro Comuni della provincia di Avellino nell’ambito del Bando della Presidenza del Consiglio dei Ministri per i Piani di Sviluppo nelle aree dismesse o in disuso rappresenta una straordinaria opportunità per il territorio irpino e conferma l’attenzione del Governo verso le aree interne”. Lo dichiara, in...

La provincia di Avellino e le attività produttive irpine con le proprie criticità e potenzialità sono state al centro dell’intervento del presidente provinciale di Confesercenti, Giuseppe Marinelli, all’assemblea elettiva regionale dell’organizzazione, che si è svolta a Napoli, alla presenza del presidente nazionale, Nico Gronchi, del sottosegretario di Stato, Paolo Barelli...

Franco Fiordellisi C’è un Primo maggio che non si vede nei grandi palchi e nelle narrazioni nazionali. È quello delle aree interne della Campania, dell’Irpinia e del Sannio interno, del Mezzogiorno. Un Primo maggio che non celebra, ma interroga. Che non racconta successi, ma mette a nudo contraddizioni sempre più...

– di Egidio Leonardo Caruso – Si è insediata ieri, 28 Aprile 2026 la nuova Consulta Regionale per la Mobilità, organismo voluto dalla Giunta Regionale della Campania per rilanciare il dialogo permanente tra istituzioni, territori, associazioni, sindacati e utenti, sui temi del trasporto pubblico e della mobilità. L’obiettivo come dichiarato...

Ultimi articoli

Attualità

«Rigenerare il quartiere per rilanciare Avellino». È questo il messaggio che ha accompagnato il taglio del nastro della seconda edizione…

Nel momento del dolore più profondo, una famiglia ha scelto di trasformare una perdita in una concreta possibilità di vita…

«Ho letto con interesse le dichiarazioni di Carlo Puca, assessore del Comune di Napoli, secondo cui l’America’s Cup rappresenterà un’occasione…

Segui il Corriere dell'Irpinia

Informativa Privacy

Questo sito utilizza cookies per migliorare servizi ed esperienza dei lettori. Le informazioni raccolte dai cookies sono conservate nel tuo browser e hanno la funzione di riconoscere l'utente quando ritorna sul nostro sito web e aiutare il nostro team a capire quali sono le sezioni del sito ritenute più interessanti ed utili.

Puoi modificare le impostazione dei cookies nelle sezioni a sinistra.

Una versione estesa della nostra privacy policy invece è visionabile al seguente indirizzo Privacy Policy