Sceglie di raccontare un capitolo dimenticato della nostra storia “L’Invisibile filo rosso” di Alessandro Bencivenga a cui il Cinecircolo Santa Chiara ha scelto di dedicare una proiezione speciale, in programma il 14 marzo, nel Salone Ipogeo della Chiesa di Costantinopoli. La pellicola ci accompagna nel 1953, seguendo il viaggio di Gennaro, un giovane infermiere che dall’Isola d’Ischia si trasferisce al manicomio di Pergine Valsugana. Qui si scontra con la cruda realtà della struttura, dove scopre Giovanni, un uomo misterioso e tormentato, rinchiuso da anni per il suo impegno antifascista. Giovanni, compagno di lotta di Cesare Battisti, svela a Gennaro il suo passato e la storia di una resistenza che ha segnato Trento. Un racconto di passione, lotta e ingiustizia che accende in Gennaro una nuova consapevolezza del coraggio umano e della libertà. “L’invisibile filo rosso – spiega il regista – è un inno alla memoria, al coraggio e alla speranza, dove il dolore si trasforma in forza, e il passato si intreccia con le speranze di un futuro migliore. L’invisibile filo rosso non è solo una storia di lotta e resistenza, ma anche un viaggio nel la storia nascosta. Un documento inedito di Benito Mussolini del 1909, scritto a Trento, svela aspetti sconosciuti del futuro Duce e delle sue prime idee politiche. Ma c’è di più: il film svela anche le lettere segrete di Ida Irene Dalser, la donna che Mussolini sposò e dalla quale ebbe un figlio. Queste lettere, mai spedite, giacciono dimenticate per oltre un secolo nel manicomio di Pergine Valsugana. La loro scoperta aggiunge una dimensione profonda e sconvolgente alla storia, rivelando il lato più umano e drammatico della vita di Mussolini. Al tempo stesso il film mostra le pratiche manicomiali e le cure non convenzionali diffuse nella realtà degli anni ’50, invitando lo spettatore a riflettere sul ruolo della società e delle istituzioni nel processo di emarginazione dell’individuo”. “E’ un film scomodo – spiega Ciro Borrelli – capace di fondere linguaggio cinematografico e struttura narrativa. Gennaro si troverà catapultato in un mondo nuovo, costretto a confrontarsi con l’umanità più disperata, a partire da Giovanni, internato perchè di fede socialista. Sarà la scoperta di un mondo che ignorava, a partire dalle lotte sociali. Con la sua capacità di ascolto, Gennaro riuscirà a tira fuori tutto ciò che Giovanni ha dentro di sé. Sarà uno scambio reciproco ad andare in scena tra i due. Quando Gennaro tornerà a ischia non sarà più lo stesso. Una pellicola che si fa esempio di cinema civile che ricorda pellicole che hanno segnato la storia del cinema italiano come ‘Detenuto in attesa di giudizio'”.
La colonna sonora del film è firmata dal Maestro Giovanni Block, con la partecipazione straordinaria del celebre trombettista Nello Salza, conosciuto come il “Trombettista del cinema italiano” e già collaboratore di Piovani, Bacalov ed Ennio Morricone. A comporre il cast Ornella Muti grandi protagonisti del cinema italiano Massimo Bonetti, Ornella Muti, Paco de Rosa, Lello Arena, Antonio Catania, Rosario Terranova, Gino Rivieccio, Roberto Fazioli, Carlo di Maio, Tommaso Bianco, Rosario Terranova, Luisa Mariani, Alfredo Cozzolino oltre a Francesco Villa del duo comico Ale e Franz. La voce narrante di Luca Ward. A rappresentare l’Irpinia il critico cinematografico Ciro Borrelli che indossa per una volta i panni dell’attore e fa una piccola parte nel film.
L’Invisibile Filo Rosso; è il risultato di un anno di approfondita ricerca storica da parte degli autori, che ha permesso di ricostruire con autenticità le vicende dei personaggi, realmente esistiti, come Giovanni Giulio Anesini e Ida Dalser, la donna che amò e ebbe un figlio da Benito Mussolini. Le riprese hanno valorizzato scenari suggestivi – tra Pergine Valsugana, Levico Terme e Ischia – con un affascinante impatto visivo, capace di sottolineare la profondità del racconto.



