Domenica, 25 Ottobre 2026
12.31 (Roma)

Ultimi articoli

La Dc e la storia nazionale, il libro forografico di Zecchino tra memoria, conflitto e responsabilità

di Rosa Bianco

La storia della Democrazia Cristiana continua a essere oggetto di letture riduttive, spesso imprigionate in categorie interpretative che ne semplificano la portata storica e politica. Tra queste, la più persistente è quella che identifica la Dc come una mera “macchina di compromessi”, un soggetto politico privo di autentica tensione ideale, capace di durare solo attraverso mediazioni tattiche. Il libro fotografico di Ortensio Zecchino, Dc. Storia di un Paese, si colloca in aperta discontinuità rispetto a questa narrazione, proponendo una rilettura profonda e rigorosa della Democrazia Cristiana come asse portante della storia repubblicana italiana.

Non si tratta di un’opera celebrativa né di un esercizio memorialistico. Il volume si presenta piuttosto come un contributo di storia civile, in cui la fotografia diventa strumento di indagine storica e politica. Le immagini raccolte non illustrano una tesi precostituita, ma costruiscono un discorso complesso, stratificato, che invita il lettore a confrontarsi con la Democrazia Cristiana nella sua interezza: come partito di governo, come luogo di conflitto, come spazio di elaborazione culturale e come scuola di classe dirigente.

La scelta del linguaggio fotografico è, in questo senso, decisiva. In un’epoca segnata dalla frammentazione della memoria pubblica e dalla semplificazione del passato, la fotografia impone un tempo diverso: quello dell’osservazione, della permanenza, della responsabilità dello sguardo. I volti, le piazze, i congressi, i momenti istituzionali e quelli drammatici restituiscono la concretezza della politica democratica, sottraendola tanto alla retorica quanto alla demonizzazione retrospettiva.

Attraverso questo corpus iconografico emerge con chiarezza la natura profonda della Democrazia Cristiana come forza costituente permanente. Non soltanto il partito che ha contribuito alla nascita della Repubblica, ma il soggetto che più a lungo ne ha garantito l’equilibrio, adattando l’impianto costituzionale a trasformazioni economiche, sociali e internazionali di straordinaria portata. La Dc appare come una struttura complessa, capace di tenere insieme culture politiche diverse, sensibilità ideologiche plurali e interessi sociali spesso divergenti.

Il cosiddetto “compromesso”, lungi dall’essere un segno di debolezza, si rivela allora una categoria politica fondativa. Nel libro di Zecchino, esso emerge come pratica alta della democrazia, come metodo di governo del pluralismo, come rifiuto tanto dell’unilateralità quanto della semplificazione. La Democrazia Cristiana non fu il luogo dell’indecisione, ma quello della decisione difficile, assunta nella consapevolezza del limite e del peso della storia.

Particolarmente significativa è la rappresentazione del rapporto tra la Dc e la società italiana. Le immagini mostrano un partito profondamente radicato nel Paese reale: nelle campagne e nei quartieri urbani, nei luoghi della formazione e del lavoro, nelle istituzioni e nei corpi intermedi. È la visualizzazione di una presenza capillare che contribuì a costruire una cittadinanza democratica diffusa, educata al conflitto regolato, alla mediazione istituzionale, al riconoscimento della legittimità dell’avversario.

Il volume non rimuove le ombre. Terrorismo, crisi politiche, logoramento del sistema dei partiti, ambiguità del potere: tutto questo affiora senza enfasi né rimozioni. Proprio questa sobrietà conferisce all’opera una credibilità rara. Zecchino, da storico e da protagonista, evita ogni forma di autoassoluzione. Le immagini non giudicano, ma interrogano; non assolvono, ma chiedono comprensione. Ed è in questa tensione che il libro trova la sua forza interpretativa.

Dal punto di vista storiografico, Dc. Storia di un Paese contribuisce a superare le due principali distorsioni che hanno segnato la memoria pubblica della Democrazia Cristiana: da un lato la lettura esclusivamente moralistica, che ne riduce la storia a una sequenza di degenerazioni; dall’altro la nostalgia acritica. Il volume percorre una terza via, più difficile e più feconda: quella della complessità storica, in cui grandezza e limite, stabilità e contraddizione convivono come elementi costitutivi di una lunga esperienza di governo.

La conclusione implicita del libro non è il racconto di una fine, ma la restituzione di una responsabilità storica. La fotografia, fissando ciò che è stato, non invita a restaurare, bensì a comprendere. E comprendere, in politica, significa riconoscere che la democrazia non è mai una condizione data una volta per tutte, ma una costruzione fragile, esigente, continuamente esposta al rischio della semplificazione.

In questo senso, Dc. Storia di un Paese è molto più di un libro sulla Democrazia Cristiana. È un atlante civile della Repubblica italiana. Ricorda che la politica democratica non è mai pura, ma può essere giusta; non è mai semplice, ma può essere responsabile. In un tempo segnato dalla crisi della rappresentanza e dalla volatilità del consenso, questo volume restituisce dignità alla fatica del governare e alla lentezza della mediazione.

A suggello di questa riflessione, risuona ancora oggi un pensiero di Alcide De Gasperi, che sintetizza il senso più profondo dell’esperienza democristiana e il significato ultimo di questa recensione:

«La politica non è l’arte del possibile, come spesso si dice: è l’arte del dovere, compiuto nella realtà concreta della storia.»

È in questa tensione tra dovere e realtà, tra ideale e responsabilità, che la Democrazia Cristiana ha scritto una parte decisiva della storia d’Italia. Ed è questa tensione che il libro di Ortensio Zecchino restituisce, con rigore e misura, alla nostra coscienza civile.

 

 

Condividi

Picture of redazione web

redazione web

Cronaca

L’episodio si è verificato questa mattina sulla Linea 08NA nel territorio di Scampia. Un uomo è salito a bordo del…

Pomeriggio di intenso lavoro per i Carabinieri della Stazione di Montoro che, nell’ambito di due distinte operazioni di controllo del…

Questa mattina a Torrioni è stato rintracciato e tratto in salvo un 86enne del posto che dalla serata di ieri…

Attualità

Momenti di apprensione a Serra di Pratola, frazione del Comune di Pratola Serra, per circa 5 incendi che hanno circondato…

Francesco Sellitto, presidente dell’Ordine dei Medici di Avellino. Uno sguardo sulle criticità territoriali, dal pronto soccorso dell’Ospedale Moscati di Avellino…

Leggi anche

MONTEFREDANE – «Ci riconosciamo nei valori democratici e progressisti e siamo profondamente delusi da una convergenza politica che, nella nostra comunità, avvicina esponenti del PD all’area del generale Roberto Vannacci». È l’appello dei democratici di Montefredane delusi dalle posizioni assunte dai consiglieri Valentino Tropeano e Andrea Troncone insieme ad Antonio...

Il romanzo autobiografico della scrittrice senese, pubblicato dalla casa editrice irpina Edizioni Il Papavero, riceve un importante riconoscimento per la capacità di affrontare con sensibilità il trauma dell’abuso infantile. Un successo che premia anche il lavoro di ricerca della qualità editoriale portato avanti dalla casa editrice irpina diretta dalla dott.ssa...

Il Sindacato ORSA TPL esprime la più totale e sentita solidarietà al lavoratore di AIR Campania, aggredito e ferito con un coltello mentre svolgeva il proprio servizio lungo la linea 08NA. Al collega vanno i nostri auguri di una rapida e completa guarigione, uniti alla vicinanza di tutta la struttura...

“L’approvazione al Congresso federale della Lega della mozione per il Mezzogiorno riconosce il ruolo centrale del Sud nel progetto nazionale del partito. È il risultato di un percorso condiviso con parlamentari, sindaci, amministratori e rappresentanti del mondo produttivo e della società civile. La mozione propone un federalismo fondato sull’unità nella...

Ultimi articoli

Attualità

Il Sindacato ORSA TPL esprime la più totale e sentita solidarietà al lavoratore di AIR Campania, aggredito e ferito con…

Anche Libera Avellino ha voluto far sentire la propria voce, scendendo in piazza a Castel Volturno insieme al Comitato regionale…

Arriva dal vescovo di Ariano Irpino e Lacedonia Sergio Melillo una riflessione su mondo agricolo e aree interne del Mezzogiorno…

Segui il Corriere dell'Irpinia

Informativa Privacy

Questo sito utilizza cookies per migliorare servizi ed esperienza dei lettori. Le informazioni raccolte dai cookies sono conservate nel tuo browser e hanno la funzione di riconoscere l'utente quando ritorna sul nostro sito web e aiutare il nostro team a capire quali sono le sezioni del sito ritenute più interessanti ed utili.

Puoi modificare le impostazione dei cookies nelle sezioni a sinistra.

Una versione estesa della nostra privacy policy invece è visionabile al seguente indirizzo Privacy Policy